dal Messaggero Veneto del 29 ottobre 2001

Monsignor Brollo: la famiglia deve riprendere il suo ruolo di educatrice


«E’ necessario acquisire la sapienza di Dio per essere in grado di trasferire dei valori positivi ai nostri ragazzi, per educarli nella fede. Per questo grande compito che spetta alla famiglia, alla Chiesa e alla società civile chiediamo alla Vergine di assisterci». E’ stata questa la preghiera rivolta dall’arcivescovo Pietro Brollo alla Madonna delle Grazie duranta la liturgia dedicata al rinnovo del voto cittadino al santuario di piazza Primo Maggio.

Un voto che fu istituito dal Comune di Udine nel 1555 per debellare la peste e che fu più volte ripetuto in diverse altre occasioni come la diffusione del colera e lo scoppio della seconda guerra mondiale. In un’atmosfera memore dei tanti momenti di difficoltà che hanno segnato la città di Udine, accompagnato dal coro della Cattedrale e dai parroci della città, l’arcivescovo Pietro Brollo ha ricordato il bisogno della protezione della Vergine e la grazia della sapienza di Dio. «Non si può vivere la vita senza ricercarne il senso – ha detto – e forse gli ultimi tragici fatti ci hanno portato a riflettere. Oggi siamo qui per soddisfare quel voto che la città ha fatto più di una volta per chiedere alla Vergine la sua protezione».

Ma quale grazia chiedere? «La grazia della sapienza di Dio – ha suggerito Brollo – una sapienza che non si apprende sui libri di scuola perchè è un dono del Signore e il luogo dove la si può imparare è la famiglia». Una famiglia che deve chiedersi se è in grado di trasferire ai ragazzi i valori positivi dell’esistenza, un orientamento capace di guidarli e dei significati che vadano ben oltre i beni materiali. «Ci sono diverse iniziative – ha proseguito Brollo – per aiutare i genitori nel loro difficile compito, in cui non basta essere capaci di insegnare ma dove diventa, invece, necessario essere dei bravi educatori, ricchi di cose da trasmettere».

A confermare l’importanza del santuario per la città c’era inoltre il primo cittadino, Sergio Cecotti, a cui l’arcivescovo è andato a porgere la mano in segno di saluto, unione e pace, ma anche a ricordo del forte legame dei cittadini udinesi con il santuario mariano nato, anche, per volontà comunale. La cappella della Madonna è stata realizzata, infatti, grazie al contributo dell’ente. In un clima di intensa riconoscenza, all’interno di un santuario ricolmo di fedeli, i sacerdoti hanno concluso la liturgia in orazione davanti all’icona della Vergine delle Grazie.

Lara Pironio