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Padre Costlnzo Roncato nasce a Follina (TV) nel 1919.


Entra nell’Ordine dei Frati Servi di Maria nel 1930 all’Istituto Missioni della Madonna di Monteberico (VI).

Durante la preparazione scolastica in quell’Istituto, è compagno di studi di padre David Maria Turoldo, con il quale mantiene, poi, una lunga amicizia.

Nel 1940 pronuncia i voti solenni.

NeI1942, il 4 aprile, presso la Basilica di San Giovanni in Laterano, a Roma, riceve l’ordinazione sacerdotale.

Nel 1944, a Roma, presso l’Istituto Angelicum, facoltà di Teologia, consegue la licenza di Teologia e Filosofia Scolastica.

Dal 1948 al 1963 è Missionario in Argentina, Uruguy e Cile.

Dal 1967 al 1971, è Missionario tra gli Emigrati in Svizzera, nei Cantoni di Berna, Aarau e Friburgo.

Dal 1986 al 1994 è Curato di Prada di Poschiavo, nel Cantone dei Grigioni, in Svizzera.

Attualmente fa parte della Comunità dei Frati Servi di Maria, presso la Basilica-Santuario della Madonna delle Grazie di Udine.

INTERVISTA A p.COSTANZO RONCATO

Padre Costanzo, come è nata la passione per la pittura?
D’istinto, all’età di otto anni.
Ero a Follina nel lontano 1927. Un giorno a scuola la maestra Robazza dettò a tutta la scolaresca il seguente tema : dai vostri libro di lettura copiate la pecorella stampata! Presi la matita e in pochi minuti finii. I miei compagni gridarono : maestra! Costanzo…ha già finito…venga!
La maestra fu molto contenta.
A seguito di questo fatto, come si usava, la maestra mi invitò a ritornare in classe nei pomeriggi da soli per copiare la foglia di edera che veniva esposta sul tabellario.
La foglia di edera doveva essere riprodotta quanto prima. Presi la matita, cominciai a disegnare, osservando alla mia sinistra la foglia di edera. A qualunque pur minimo errore di riproduzione suonava uno scappellotto. Così a furia di scappellotti e di cancellature ho stampato finalmente la foglia d’edera che per anni figurava in quell’aula a pian terreno. La maestra rimase soddisfatta. Purtroppo con gli anni il locale denominato “Municipio e scuole elementari” è ora trasformato in un bel edificio per abitazioni e uffici.
Da solo, poi, ho continuato a disegnare ovunque, scarabbocchiando sui muri, sulla carta addestrandomi a mia insaputa nell’arte del disegno e della pittura.

Quale tecnica usa di preferenza?
In seguito ho disegnato con preferenza paesaggi e ritratti usando biro, pennarelli, pastelli, olio, e tempera; a volte mescolando i vari materiali (anche con il pennello della barba..o le dita della mano: cosa che ho scoperto anche in altri pittori, come Monet!)
Tra i soggetti prediligo e amo le nuvole e i cieli

Che cos’è per Lei la luce?
La luce è il mio angelo rivelatore, dà anima e colore.

I suoi soggetti hanno un significato particolare?
La contemplazione
Il riverbero dei miei sentimenti nelle esperienze oggettive: luoghi, atmosfera, ore del giorno, stato d’animo, proiezioni in un infinito inconscio di stupore…

Il periodo pittorico più intensamente vissuto?
Di ritorno dalla Missione dal Sud America (Cile, Argentina, Uruguay) che mia hanno lasciato impresso nel sentimento la vivacità, la gioiosità, il fascino dei colori di quei paesi. Indimenticabile nel Nord del Cile è stato un tramonto in un paese di campagna, non lontano dal deserto.
Intensa l’attività nei tredici anni di permanenza in Svizzera nei cantoni tedeschi, francesi e quello romancio in val Poschiavo.
A Roma ho frequentato un corso di Barocco al Beato Angelico dove insegnava il prof. Golzio.
Ritengo il Barocco effimero e capriccioso, nostalgia e passione per l’eterno nella continua visione di un mondo effimero che contrasta con l’eterno.

Ricordi?
Ho ripreso dei ritratti dal vero, credo, significativi. Espressivi con evidenti stati d’animo.

Ama il Friuli?
Dall’età di 17 anni ho imparato ad amare il Friuli perché sono stato studente dei Servi alle Grazie per due anni e per buona sorte avevamo un padre maestro che ci accompagnava spesso a visitare il Friuli, a piedi, in bicicletta.
Il Friuli ha una luce particolare che vede solo chi sa..un giallo sommerso (preponderante)
A Cividale ho realizzato il primo disegno friulano…una serie di case in collina.
Ora sono ritornato in Friuli dopo 65 anni con l’entusiasmo di allora.

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