19 Ottobre 2020

Quando ammiriamo qualcosa di bello o piacevole, che realmente attira la nostra attenzione ed i nostri sensi, siamo spesso fortemente tentati ad impossessarcene.Il possesso è una forma di fruizione prolungata nel tempo e nello spazio, un desiderio spesso morboso di trattenere in sé ed incorporare quello che ci attira al fine di goderlo, ma in questo modo vorremmo prolungare o dare consistenza al nostro stesso essere.
Siccome siamo fatti ad immagine e somiglianza divina, questo fatto rischia di danneggiarci perché snatura lo scopo per cui siamo stati creati. Il possesso morboso ed esasperato è una limitazione del nostro essere che rischia di contaminare la sua origine divina.In Dio non c’è possesso come lo intendiamo noi.
Dio è Amore Onnipotente, ma non possiede nel modo “umano”.
Egli, invece, tutto possiede perché è il distacco più puro. Ecco perché Dio rimane incantato per la creatura che contempla Lui e la sua creazione nel distacco più puro senza esserne contaminata.
In questo modo la creatura è più vicina alla vera natura del Creatore.
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