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La stupidità comporta una certa mediocrità nel pensiero e nell’azione.

Guardiamoci attorno ed in noi stessi e chiediamoci quando si è mediocri:

Si è mediocri quando non vogliamo soffermarci a riflettere con umiltà anche sugli eventi che riteniamo più banali;

quando non riusciamo ad essere consapevoli della nostra mente e del nostro spirito;

quando si chiude il cuore agli altri;

quando non riusciamo a stupirci dell’esistenza e della vita;

quando blocchiamo la nostra evoluzione spirituale dando la priorità ai falsi piaceri della vita terrena;

quando ci si arrende di fronte alle difficoltà superabili;

quando non si capisce che siamo circondati dal mistero;

quando ci abbattiamo per la nostra mediocrità;

quando si diventa presuntuosi;

quando non si ama e lasciamo che l’apatia intossichi la nostra anima.

 

 

 

Gesù ad un’anima privilegiata: “Poco importa dove sei e cosa fai: Io sono sempre con te. Ma se non ne sei intimamente conscio, puoi attraversare la vita come un cieco, ignaro delle meraviglie e delle bellezze che ti circondano, brancolando nel buio alla ricerca del tuo sentiero.

Quando sei davvero consapevole, hai occhi per vedere ed orecchie per intendere e tutte le piccole cose della vita acquistano un nuovo e più profondo significato.

Non dai nulla per scontato, ma vedi uno scopo ed un piano dietro a tutto cio che accade nella tua vita, e trovi gioia ed elevazione autentiche in tutto cio che ti succede.

Vedi le cose con gli occhi dello Spirito, comprendi le cose che davvero contano nella vita e l’esistenza trabocca di gioia e di felicità.

Cominci a renderti conto che nulla di ciò che avviene è casuale, riconosci ovunque la mia mano e il tuo cuore è ricolmo d’amore e di gratitudine”.

 

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“Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo” (Gv. 6,15). Gesù sa bene dove si insidia la tentazione del potere.
La conosceva già nel deserto, prima della sua vita pubblica. La sua coerenza è realmente esemplare: Egli ha sempre detto che il suo Regno non era di questo mondo.
Quante volte vorremmo dominare sugli altri! Con il nostro sentirci superiori ci si ammala di protagonismo.
Ma la folla fraintende sempre: esalta chi è in grado di “sfamarla” con i suoi talenti.
Grave è il pericolo di perdere l’anima quando si viene idolatrati!
Ognuno di noi, di fronte a simili tentazioni, dovrebbe ritirarsi tutto solo sulla sua montagna: troverebbe l’autentica voce dello Spirito di Dio a cui solo è dovuto il vero culto.
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(dal mio libro “Come ci vedono dall’aldilà” p. 107)

Mi trovo immerso nella natura: sono in uno stato contemplativo, tutto attorno a me assume un insolito significato che prima nemmeno sospettavo. Osservo un’ape che vaga di fiore in fiore, poi un filo d’erba sul quale si arrampica una minuscola formica. Poi osservo una foglia secca dimenticata sul suolo dove poggio i piedi. Sembra tutto insignificante, eppure ha tutto significato!

Ogni cosa, ogni essere vivente, ogni fenomeno, come un semplice refolo, mi richiama l’essere e la sua realtà. Mi percepisco esistente tra altri esistenti. Nulla è completamente morto, tutto ciò che esiste, anche un inerte sassolino, è vita.

Ho coscienza di questa realtà, quindi la vita è in me in sovrabbondanza e man a mano che la mia coscienza sia arricchisce la vita abbonda ancora di più.

Quando centro la coscienza in Colui che me l’ha donata, divento ancora più vitale. Se Dio ritraesse il suo Spirito da me tornerei polvere: è Lui l’asse centrale del Tutto! lo non mi appartengo, eppure quante volte nella mia inconsapevolezza mi credo l’asse dell’Universo…

Ma Dio conosce bene la mia ingenuità ed aspetta con pazienza le fasi della mia evoluzione perchè desidera più di me la mia armonizzazione con il Cosmo.

Egli mi ama molto di più dell ‘amore che ho io per me stesso…infinitamente di più. Lo sento e vorrei contraccambiare…ma ho solo il mio tempo da donargli.

Ora intuisco perchè Egli ama con predilezione coloro che gli offrono il loro tempo e la loro vita consacrandosi a Lui!

 

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“Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che ho io”.Quante volte la mia povera fede si riduce a credere che Cristo sia soloun fantasma! Un fantasma disincarnato e nulla di più.
Invece Egli si presenta anche da risorto in carne ed ossa. In CARNE edOSSA!!
La risurrezione di Cristo dovrà essere anche la nostra. Una risurrezione in carne ed ossa.Risorgerò dunque anche nella corporeità fisica. Ma la risurrezione nellavita non assimilerà il corpo corruttibile e mutante che possiedo ora. Saràun corpo glorioso e spirituale perchè è lo spirito il vero dominatore. Non è lo Spirito Santo la vita?
Il mio corpo avrà la vera vita nello Spirito che è il Signore di tutto e di tutti. Devo crederlo, altrimenti vana è la mia speranza! Signore aumenta la mia fede…sono sempre cosi pieno di paure!
“Chi ha paura muore più volte, chi non ha paura muore una volta sola”.
Sotto un certo aspetto è vero: la paura inibisce l’azione più efficace ecreatrice. Quando sono bloccato non vivo autenticamente perchè viene inme represso ogni slancio vitale che mi conduce nell’orbita dell ‘amore.
In questo senso è come se fossi morto. Se credo realmente che Cristo è presente nella mia vita, è amico e fratello confidente, desidera ardentemente farmi partecipare della sua vitadivina perchè mi ama di un amore infinito e unico; se credo realmente inquesto, allora Egli non è più un fantasma intoccabile, irraggiungibile.
No…io posso “toccarlo” quando c’è in me l’abbandono fiducioso nel suocuore e la convinzione che Egli è presente tra noi “in carne ed ossa”. Alloralo vedrò e lo toccherò nel prossimo da ascoltare, da soccorrere, da stimare, da amare…
(testo dal mio libro “Come ci vedono dall’aldilà p.103)
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L’ignoranza consapevole per quanto riguarda le cose dello spirito potrebbe anche costituire un peccato se subentra la negligenza.. Tutti noi cristiani dobbiamo darci da fare anche per la nostra formazione culturale e spirituale, ognuno in base alle proprie inclinazioni e capacità.

Oggi, purtroppo abbonda l’ignoranza, soprattutto quella relativa alla religione, perché moltissimi “liquidano” il cristianesimo facendo gli increduli e così non approfondiscono volutamente le cose dello spirito.

Chi non conosce non può amare, e questa è una grande perdita per la propria anima. Ecco perché c’è anche un’ignoranza responsabile…

 

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L’ignoranza consapevole per quanto riguarda le cose dello spirito potrebbe anche costituire un peccato se subentra la negligenza.. Tutti noi cristiani dobbiamo darci da fare anche per la nostra formazione culturale e spirituale, ognuno in base alle proprie inclinazioni e capacità.

Oggi, purtroppo abbonda l’ignoranza, soprattutto quella relativa alla religione, perché moltissimi “liquidano” il cristianesimo facendo gli increduli e così non approfondiscono volutamente le cose dello spirito. Chi non conosce non può amare, e questa è una grande perdita per la propria anima. Ecco perché c’è anche un’ignoranza responsabile…

 

La Regina della Pace disse in un messaggio:
“Pregate e chiedete l’aiuto e la protezione dei santi affinché anche voi possiate bramare il cielo e le realtà celesti.“

La Chiesa fa molto bene ad alimentare e conservare fedelmente il culto dei santi.

I Santi e le Sante sono uomini e donne speciali che vengono additati come esempio per tutti. Ognuno di noi può diventare santo se si lascia guidare fedelmente dall’azione dello Spirito.

Per questo l’esempio dei santi ci sprona a vivere umilmente fidandoci di Dio e della sua infinita Misericordia.

Come i santi sono esseri “divinizzati”, anche noi dovremmo cercare di lasciarci divinizzare dall’opera dello Spirito Santo in noi.

Essi possono intercedere per noi, quindi sono così aperti all’amore che anche nell’altra dimensione non smettono di amarci e ci seguono più di quello che pensiamo.

Ogni santo é un particolare riflesso dell’Amore divino ed il loro culto ci aiuta a comprendere la grande dignità di ogni uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio.

Ecco perché la Chiesa fa bene a stimolare in noi la devozione per loro: Essi ci additono il nostro particolare destino di Figli di Dio.

 

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Ti senti indegno perché sei un peccatore incallito? Lasciati abbracciare da Gesù: Egli ti ama, ti cerca e se ti penti sinceramente ti perdona sempre!

Sei fragile e spesso non riesci a resistere alle tentazioni? Lasciati abbracciare da Gesù : Egli ti incoraggia e ti dona il suo Spirito per rinforzare in te la volontà.

Spesso sei indifferente per le cose dello spirito? Lasciati abbracciare da Gesù: Egli ti infonde Amore e plasma il tuo cuore.

Provi insoddisfazione, malinconia e noia per il tipo di vita che conduci? Lasciati abbracciare da Gesù : Egli ti dona l’entusiasmo e la gioia di vivere.

Hai paura di non farcela? Lasciati abbracciare da Gesù : Egli ti dona la forza, il coraggio e la speranza, se hai fiducia in Lui.

Hai molti dubbi di fede? Lasciati abbracciare da Gesù : il suo Spirito rafforza la tua fede.

In ogni occasione, nel bene e nel male, ricorri sempre a Gesù: è davvero Lui la tua speranza!

(una voce dal deserto)

 

 

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Testo della dott.ssa Nicoletta Sgarbi (biologa nutrizionista)

 

Il plasma è ciò che rimane del sangue quando vengono allontanate le “cellule” (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). Contiene principalmente acqua, proteine, nutrienti, ormoni, prodotti del metabolismo, sali minerali.

È quindi preziosissimo.

Lo è ancora di più quello di coloro che hanno vinto la propria guerra personale contro il Covid perché fra le proteine del loro plasma ci sono gli anticorpi specifici contro il SARS-Cov 2, cioè “le manette” che hanno bloccato l’azione del virus e ne hanno permesso l’arresto e la successiva “condanna a morte”.

Il plasma di un malato guarito è una vera e propria grazia: un dono d’amore gratuito di chi ha lottato e ha vinto la morte… anche per gli altri. La cura con il plasma è nota in medicina da oltre 100 anni. In realtà però la si pratica senza saperlo da oltre 2000 anni, da quando un certo Gesù Cristo ha dato la sua vita in sacrificio per noi e ha offerto gratuitamente il suo sangue iperimmune per guarirci da tutte le malattie.

È interessante infatti che tutti gli studi scientifici svolti sui miracoli eucaristici (a Lanciano, in Abruzzo, ce ne è uno dei più famosi), e sul telo sindonico, confermino che il sangue rinvenuto è sempre di gruppo AB. È un dettaglio di non poca importanza.

Il gruppo AB è, infatti, quello che viene detto accettore universale, cioè il sangue che può ricevere il sangue di tutti: come a confermarci anche biologicamente che Cristo si è preso su di se il sangue “infetto” di tutta l’umanità, e ha vinto la morte per tutti e ci dona il suo sangue iperimmune gratuitamente sotto forma di vino eucaristico per guarirci da ogni male, del corpo, dell’anima e dello spirito.

Ma in questo mondo dove il dio denaro  la fa da padrone, tutto ciò che è gratis non è apprezzato.

 

 

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Dio nostro Padre, per mezzo degli apostoli, ci ha fatto eredi del regno dei cieli.  Ti loda, Signore, il coro degli apostoli.

Gloria a te, Signore, per la mensa del corpo e del sangue di Cristo, trasmesso a noi dagli apostoli, è il banchetto imbandito dal tuo Figlio, che ci nutre e ci da vita.

Gloria a te, Signore, per la mensa della tua parola preparata a noi dagli apostoli, è il vangelo del tuo Figlio che ci illumina e ci conforta.

Gloria a te, Signore, per la tua Chiesa santa, costruita sul fondamento degli apostoli, è il tuo tempio santo, che ci unisce in un solo corpo e in un solo spirito.

Gloria a te, Signore, per la grazia del battesimo e della penitenza affidati al ministero degli apostoli, è il lavacro istituito dal tuo Figlio, che ci purifica da tutte le nostre colpe.

(PREGHIERA LITURGICA)

 

 

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Nell’essere umano ci sono tre stati di coscienza: IL CONSCIO, lo stato in cui ci troviamo abitualmente, IL SUBCONSCIO, dove si trovano le pulsioni anche animali e i comportamenti automatici e il SUPERCONSCIO, che fa capo al nostro Sé spirituale, alla nostra anima.

Entrambi il Subconscio e il Superconscio si trovano in una zona INCONSCIA, superiore e inferiore. È come se IL CONSCIO (la nostra coscienza abituale) potesse illuminare come una torcia elettrica soltanto la zona di mezzo del serbatoio di tutta la coscienza.

Come si capisce, l’estensione totale della coscienza abbraccia tutte e tre le dimensioni, passando da quella istintiva animale a quella spirituale e divina, ma noi siamo abitualmente consci soltanto della parte di mezzo della coscienza.

È compito proprio di questa COSCIENZA personale estendersi oltre i propri limiti, facendo luce sul proprio SUBCONSCIO, padroneggiando le proprie pulsioni, i propri istinti e i propri automatismi, rendendoli coscienti. Ed è necessario che il CONSCIO si estenda anche al SUPERCONSCIO, nella dimensione spirituale che porta con sé i doni dello spirito, l’intuizione e altri poteri tutti da scoprire, ma per usare i quali bisogna che le pulsioni animali siano state superate, altrimenti la parte animale umana ne farebbe un uso indegno….

Questo è in ultima analisi il cammino dell’uomo, il “Conosci te stesso” dell’Oracolo di Delfi, “La Divina Commedia” di Dante Alighieri: la spiritualizzazione della materia, il suo passaggio dimensionale al regno dello spirito.

(C) Marisa Haltiner)

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Troppi oggi pensano che le cose riguardanti lo Spirito e la Trascendenza siano mere illusioni per gente fragile e credulona. Ma si ingannano. La materia e le sue leggi così complesse non sono quasi nulla rispetto alla dimensione spirituale, la quale é il vero motore di ogni dinamismo vitale in cui ci muoviamo e respiriamo.

Questa dimensione non può essere liquidata solo perché pensiamo di conoscere qualche formula di ciò che percepiamo con i sensi corporei e con la visione orizzontale della nostra mente.

E pensare che la scienza stessa sta cercando di comprendere perché tutto l’universo materiale é un sistema energetico profondamente misterioso: si verrá a scoprire che é proprio la dimensione spirituale il vero motore di tutto, dal microcosmo al macrocosmo.

 

Per ora stiamo solo balbettando… Se volete essere aggiornati sui nuovi video che realizzo (più di 2900) iscrivetevi al mio canale youtube “UNIVERSO INTERIORE piaipier”: http://www.youtube.com/user/piaipier

 

 

 

 

Il demonio è un angelo decaduto che non ha perso tutti i suoi poteri e s’aggira attorno alla terra come un leone ruggente per cercare chi divorare, come dice San Pietro.

Però il diavolo non può fare miracoli strepitosi come risuscitare veramente un morto o guarire istantaneamente ferite.

Non può creare dal nulla una sostanza o conoscere perfettamente il futuro o le libere scelte di ogni uomo.

Non può nemmeno guarire istantaneamente le ferite…

Il demonio ha invece il potere di interagire sulla materia attraverso le levitazioni su oggetti e persone.

Può agire attraverso certi maghi facendo scomparire le malattie da lui stesso prodotte.

Può anche falsificare estasi o produrre visioni.

Ha anche la capacità di produrre stimmate ed altri fenomeni corporali.

Ci vuole molto discernimento per distinguere un fenomeno demoniaco da quello soprannaturale. Lo Spirito Santo è davvero un valido aiuto per questo.

 

 

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Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Dio non è neutrale e nemmeno la sua pace

XX Dom. T. O. – Anno C – agosto 2019

Vangelo (Luca 12,49-53)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione […]»

Sono venuto a portare il fuoco sulla terra. E come vorrei che divampasse. È stato detto che la religione era l’oppio dei popoli, ottundimento e illusione. Nell’intenzione di Gesù il Vangelo è invece «l’adrenalina dei popoli» (B. Borsato), porta «il morso del più» (L. Ciotti), più visione, più coraggio, più creatività, più fuoco.

Pensate che io sia venuto a portare la pace? No, vi dico, ma la divisione. Dio non è neutrale: vittime o carnefici non sono la stessa cosa davanti a lui, tra ricchi e poveri ha delle preferenze e si schiera. Il Dio biblico non porta la falsa pace della neutralità o dell’inerzia, ma «ascolta il gemito» e prende posizione contro i faraoni di sempre. La divisione che porta evoca il coraggio di esporsi e lottare contro il male. «Perché si uccide anche stando alla finestra» (L. Ciotti), muti davanti al grido dei poveri e di madre terra, mentre soffiano i veleni degli odi, si chiudono approdi, si alzano muri, avanza la corruzione. Non si può restarsene inerti a contemplare lo spettacolo della vita che ci scorre a fianco, senza alzarsi a lottare contro la morte, ogni forma di morte. Altrimenti il male si fa sempre più arrogante e legittimato.

Sono venuto a portare il fuoco, l’alta temperatura morale in cui soltanto avvengono le trasformazioni positive del cuore e della storia. E come vorrei che divampasse! Come quella fiammella che a Pentecoste si è posata sul capo di ogni discepolo e ha sposato una originalità propria, ha illuminato una genialità diversa per ciascuno. Abbiamo bisogno estremo di discepoli geniali, con fuoco. La Evangelii gaudium invita i credenti a essere creativi, nella missione, nella pastorale, nel linguaggio. Propone instancabilmente non l’omologazione, ma la creatività; invoca non l’obbedienza ma l’originalità dei cristiani. Fino a suggerire di non temere eventuali conflitti che ne possono seguire (Eg 226), perché senza conflitto non c’è passione.

Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Un invito pieno di energia, rivolto alla folla cioè a tutti: non seguite il pensiero dominante, non accodatevi alla maggioranza o ai sondaggi d’opinione. Giudicate da voi stessi, intelligenti e liberi, svegli e sognatori, andando oltre la buccia delle cose: «La differenza decisiva non è tra chi crede e chi non crede, ma tra chi pensa e chi non pensa» (C.M. Martini). Tra chi si domanda che cosa c’è di buono o di sbagliato in ciò che accade, e chi non si domanda più niente. Giudicate da voi… Siate profeti – invito forte e quante volte disatteso! – siate profeti anche scomodi, dice il Signore Gesù, facendo divampare quella goccia di fuoco che lo Spirito ha seminato in ogni vivente.
(Letture: Geremia 38,4-6.8-10; Salmo 39; Ebrei 12,1-4; Luca 12,49-53)

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/dio-non-eneutralee-nemmenola-sua-pace

 

 

«Figlioli, questa è l’ultima ora. Come avete udito che deve venire l’anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi…

Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo?

L’ anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre. …ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio.

Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo» (1Gv 2,18.22s. 4,2-3).

«Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo!» (2Gv 1,7).

 

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Caro Angelo

Noi ti raffiguriamo in sembianze umane anche se sappiamo che sei una creatura celeste, per cui, essendo puro spirito, non sei rappresentabile dalla nostra mente.

Ti immaginiamo giovanissimo perché, vedendo Dio faccia a faccia, sei puro. Aiutaci ad essere puri.

Ti rappresentiamo di bell’aspetto, perché sei immerso nella Bontà Divina. Aiutaci ad essere buoni cristiani.

Ti immaginiamo con le ali, perché sei libero di volare in Dio. Aiutaci ad essere liberi interiormente.

Caro Angelo, custodiscici e prega il Signore che aumenti la nostra fede…

 

 

 

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(Intervento di Patrick)

Per me la gioia di vivere consiste soprattutto nell’essere in armonia con se stessi.

Tutti quanti vogliono essere contenti, sia i giovani che gli anziani, perché con la felicità si vive più tranquillamente. Tranquillità, serenità e gioia vanno spesso insieme.

In noi giovani la gioia di vivere è quasi sempre alta, perché ci si diverte molto, si è più liberi e non si pensa a come va il mondo.

Purtroppo, col passar degli anni si comincia a prendere coscienza di quello che succede, (uccisioni, furti, violenze,) e cosi si rischia di vivere meno gioiosamente.

Alcuni si suicidano o commettono pazzie.

Per vivere più gioiosamente bisognerebbe esser più liberi interiormente, sapersi divertire anche con poco e scoprire cose nuove.

In fondo la vita è anche conoscenza.

Buona cosa, oltre allo studio, è coltivare degli hobbies o fare con entusiasmo quello che amiamo, anche dando una mano ai nostri famigliari.

Quando siamo gioiosi possiamo trasmettere serenità anche agli altri.

A volte basta un sorriso spontaneo e coloro che ci stanno accanto ne beneficiano perché la vera gioia interiore è contagiosa.

Non dimentichiamoci, però, che il nostro spirito ha bisogno di serenità, e questa la ottieni credendo nei valori fondamentali della vita.

 

 

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«Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale» (1 Cor 15,42ss).

 

Gesù risorto appare con il suo corpo glorioso, ma spesso non veniva riconosciuto subito: solo in seguito a qualche suo segno particolare capivano che era Lui. Il suo corpo glorioso attraversava le pareti. Ciò significa che nella risurrezione della carne non saremo condizionati dalla dimensione spazio-temporale.

Ricordiamo che Adamo ed Eva erano stati creati immortali, ma il peccato li ha corrotti ed è per questo che sono diventati fragili in un mondo fragile e spesso ostile.

Con la nuova Creazione, se saremo salvati in Cristo, riprenderemo il nostro corpo glorioso sostenuto dalla potenza divina e non sarà condizionato dalle leggi spazio-temporali attuali, ma l’anima stessa gli darà i suoi caratteri, per questo San Paolo parla di “corpo spirituale”.

I corpi gloriosi, dunque, saranno in stretta unione con Dio, vivranno della sua stessa vita e nessuna mediazione materiale ostacolerà la loro esistenza perché saranno permeati continuamente dalla luce divina.

 

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA (con disegni di Perla Paik) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

 

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Nell’aldilà, nella dimensione dei risorti in Cristo, i nostri sensi saranno molto più evoluti perché nella Risurrezione assumeremo il nostro corpo trasfigurato. Cosa significa?

San Paolo ci viene incontro affermando: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio.

Chi conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato.

Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito.

L’uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno.

Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo dirigere? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo. (1Cor.2,9-15)

 

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GESÙ A SANTA FAUSTINA KOWALSKA  (Diario, 1 agosto 1937)

 

“Oggi conduciMi le anime che sono nel carcere del purgatorio ed immergile nell’abisso della Mia Misericordia.

I torrenti del Mio Sangue attenuino la loro arsura.

Tutte queste anime sono molto amate da Me; ora stanno dando soddisfazione alla Mia giustizia; è in tuo potere recar loro sollievo.

Prendi dal tesoro della Mia Chiesa tutte le indulgenze ed offrile per loro…

Oh, se conoscessi i loro tormenti, offriresti continuamente per loro l’elemosina dello spirito e pagheresti i debiti che essi hanno nei confronti della mia giustizia!”.

 

PREGHIERA DI SANTA FAUSTINA KOWALSKA PER LE ANIME DEL PURGATORIO

 

Misericordiosissimo Gesù, che hai detto che vuoi Misericordia, ecco io conduco alla dimora del Tuo pietosissimo Cuore le anime del purgatorio, anime che a Te sono molto care e le quali tuttavia debbono soddisfare la Tua giustizia.

I torrenti del Sangue e dell’Acqua che sono scaturiti dal Tuo Cuore spengano il fuoco del purgatorio, in modo che anche là venga glorificata la potenza della Tua Misericordia.

Dall’arsura tremenda del fuoco del purgatorio, s’innalza un lamento alla Tua Misericordia e ricevono conforto, sollievo e refrigerio nel torrente formato dal Sangue e dall’Acqua.

Eterno Padre, guarda con occhi di Misericordia alle anime che soffrono nel purgatorio, e che sono racchiuse nel pietosissimo Cuore di Gesù.

Ti supplico per la dolorosa Passione del Figlio Tuo Gesù e per tutta l’amarezza da cui fu inondata la Sua santissima anima, mostra la Tua

Misericordia alle anime che sono sotto lo sguardo della Tua giustizia, non guardare a loro se non attraverso le Piaghe del Tuo amatissimo Figlio Gesù, poiché noi crediamo che la Tua bontà e la Tua Misericordia sono senza limiti.

 

 

 

Nell’ammirare un adolescente a volte subentra in noi l’inconscio desiderio di ritornare giovanissimi per essere piacevoli alla vista e all’apparenza. Ma è un grosso errore. L’apparenza accompagnata dall’autocoscienza può condurre alla vanità ed è un intralcio all’evoluzione personale.

Innamorarsi … del proprio “io” significa offuscarlo, soprattutto quando si vorrebbe che gli altri sostenessero questa morbosa centralità. Da qui parte la ricerca ossessiva del fascino personale, del prestigio e del successo mondano. Questo “arricchimento” dell’io è il suo vero impoverimento, la sua degradazione. Un io così ottenebrato non è più capace di ammirare liberamente il mondo che lo circonda. Ha perso la sua primitiva innocenza incurvandosi su se stesso. Gli altri esistono solo in funzione di sè: Un “io” così preoccupato ad espandersi soffoca gradualmente lo Spirito, il quale reclama la purezza interiore, l’antica innocenza.

Si intuisce perché la vita, sotto l’ottica di uno sguardo terreno, ci riserva spesso un destino così amaro e beffardo!

Si è bambini innocenti, fanciulli spensierati, adolescenti bramosi, uomini intraprendenti, vecchi maturi e saggi. È il dono della vita biologica e psichica. Ma ogni decadenza biologica dovrà essere accompagnata dalla prosperità spirituale, altrimenti può subentrare lo sfasamento patologico e schizofrenico.

“L’amore ama oltre se stesso” dice Socrate…

La decadenza biologica implica l’auto-maturazione: è il sintomo dell’evoluzione spirituale dell’uomo che vive totalmente al di là di se stesso, nella pura contemplazione di tutto ciò che lo circonda e che viene riportato in Colui che così ha voluto l’Universo e la vita. (p.33)

 

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GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

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Nella santa assemblea, o nel segreto dell’anima,
prostriamoci e imploriamo la divina clemenza.

 

Dall’ira del giudizio liberaci, o Padre buono;
non togliere ai tuoi figli il segno della tua gloria.

 

Ricorda che ci plasmasti col soffio del tuo Spirito:
siam tua vigna, tuo popolo, e opera delle tue mani.

 

Perdona i nostri errori, sana le nostre ferite,
guidaci con la tua grazia alla vittoria pasquale.

 

Sia lode al Padre altissimo, al Figlio e al Santo Spirito
com’era nel principio, ora e nei secoli eterni. Amen.

 

 

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Gesù, luce da luce, sole senza tramonto,

tu rischiari le tenebre nella notte del mondo.

In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo

dall’umana fatica, al termine del giorno.

Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore;

la tua mano protegga coloro che in te sperano.

Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male

i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso.

A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria Vergine,

al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

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di p. Ermes Ronchi

XXI domenica B Gv 6,61-69

 

Stiamo leggendo da un mese il lungo capitolo 6 di Giovanni: lo scontro di Cafarnao, che scoppia dopo il miracolo dei pani e dei pesci condivisi, il miracolo meno riuscito, verrebbe da dire, se porta con sé conflitti, crisi, l’abbandono di molti discepoli.

Ma Gesù tira dritto, non si piega ai sondaggi d’opinione, non attenua le sue posizioni, per qualche pugno di voti in più, o di discepoli in più.

Siamo alla resa dei conti all’interno del gruppo dei più fedeli. E molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.

E spiegano: questa parola è dura. Chi può ascoltarla? Dura non perché indichi un’altra parete vertiginosa da scalare (sul tipo: amate i vostri nemici), ma perché ti chiama a pensare in grande, a volare alto, a capovolgere l’immagine di Dio: un Dio che si fa piccolo come un pezzo di pane, che ama l’umiltà del pane, e il suo silenzio e il suo scomparire… Un Dio capovolto.

E poi che ti chiama a metterti in gioco: non serve fare la comunione se non ti fai comunione; mangiare il pane senza farsi pane non giova a nulla. Questo significano le parole: è lo Spirito che da la vita, mentre la carne non giova a nulla. Il semplice gesto esteriore non serve a nulla. Fai tuo lo spirito che lo anima.

La svolta del racconto avviene attorno alle parole spiazzanti di Gesù: volete andarvene anche voi? Se ne vanno e lui non tenta di fermarli, di convincerli, non li prega: aspettate un momento, restate, vi spiego meglio.

Gesù si rivolge ai rimasti, ai dodici, a quelli del primo giorno, e lo fa con parole forti, libere: Forse volete andarvene anche voi? Gesù non impartisce ordini o lezioni: “ fate così o non fatelo”,

ma mette ciascuno davanti a una domanda, che scende dentro, come un amo da pesca, infatti la forma del punto di domanda è proprio quella di un amo da pesca, e lo cala dentro i suoi per tirar su dal profondo l’atteggiamento più vero e libero: vuoi andartene e vuoi restare? che cosa desideri davvero? Non fa appello al dovere ma all’autenticità.

Appello alla libertà ultima di ogni discepolo: siete liberi, andate o restate; io non costringo nessuno; guardate bene che cosa amate.

Come se dicesse a noi: tu che si qui adesso, a messa? Vuoi uscire, vuoi andartene? Io non dico a nessuno: devi andare in chiesa alla domenica, è solo carne che non giova a nulla… non dirò mai: devi, altrimenti qui o nell’altro mondo la pagherai…

No, Gesù, mi commuove ancora per la sua libertà, che non cede a compromessi, non prende in ostaggio nessuno, per raccattare un discepolo in più.

Dice: Io voglio vita, per te; voglio libertà, per te, voglio per te il desiderio più alto che c’è. Stelle in cuore. Camminare, correre, volare.

Meravigliosa la risposta di Pietro, tra le parole più belle del vangelo: ma da chi mai possiamo andare? Da chi vuoi che andiamo: Tu solo hai parole di vita eterna. Queste parole di Pietro sono da applausi, gli sono grato, le ripeto, le ripeteremo poi prima della comunione: da chi vuoi che vada? dove posso mai trovare tanta luce, tanta pace, desideri grandi, intensità, assoluto…invece di: non sono degno che tu entri, diremo con Pietro: in te trovo vita!

Attorno a te ricomincia la vita, tu tocchi il cuore e lo fai ripartire.

Con la tua parola, che è niente, è povera cosa, un soffio, una vibrazione nell’aria, una goccia d’inchiostro, che puoi ascoltare o rifiutare, fare tua o relegare nel repertorio delle follie.

Tu hai parole: qualcosa che non schiaccia nessuno e non si impone mai; bussa, si propone e ti lascia libero. E se l’accogli spalanca sepolcri, scioglie legami, insegna respiri, apre strade e carezze e incendi. Mette in moto la vita.

Parole che danno vita ad ogni parte di me.

Danno vita al cuore, allargano, dilatano, purificano il cuore, lo fanno grande. Un cuore spazioso mi dai. Dove c’è spazio per i miei cari, per Dio, per i fratelli e i poveracci sbarcati stanotte.

Danno vita alla mente, perché la mente vive di verità e tu sei senza inganno; la mente vive di libertà e tu sei libero come nessuno.

Danno vita allo spirito, perché tu custodisci il nostro cromosoma divino. L’assoluto in noi, l’essenziale.

Danno più vita anche al corpo, agli occhi, alle mani, all’andare e al venire. Al dono e all’abbraccio.

Parole di vita eterna, che è la vita dell’Eterno, che ora è qui a creare con noi cose che meritano di non morire. Cos’è questa cosa la vita eterna che sembra non interessare più ai cristiani d’oggi? La vita eterna non è una vita lunga, che non finisce mai, alla fine anche un po’ noiosa. La vita eterna vuol dire la vita dell’Eterno.

E tu capisci allora che è la vita del Creatore, del Liberatore, del Tutto-abbracciante. C’è dentro la pulsazione delle stelle, l’esultanza degli amanti, le grida di vittoria del popolo che attraversa il mar Rosso, c’è il volto stupefatto di tua madre quando ti ha preso in braccio la prima volta, il sorriso del povero. La vita dell’Eterno.

Ed entra in noi attraverso Gesù: Apri il vangelo e senti sapore di vita e non di morte, vita appassionata, vibrante, intensa.

Volete andarvene anche voi? Io no, io non me ne vado, Signore. Io non ti lascio, io scelgo te. Come Pietro, pronuncio anch’io la mia dichiarazione di amore:

io voglio te, voglio vivere, e tu solo hai parole che fanno viva, finalmente, la vita.

Dio non è un dovere, è un regalo.

Non è una esigenza, ma una offerta.

Non c’è niente da dare in cambio a Dio. Capite? Niente.

Dio dona tutto e non prende niente.

Non è vero che Dio ha qualcosa da chiederci, ha tanto da darci.

Una trasfusione di vita.

Dio è “prendete”, è dono, regalo, offerta, e noi abbiamo paura.

Ma che cosa tu potresti mai dare in cambio della vita dell’Eterno?

Sacrifici e rinunce? Non di certo, forse gioia e abbracci e carovane che avanzano nel sole.

Anzi è Lui felice di vedermi arrivare, che mi dice: sono contento che tu sia qui. Io posso solo accoglierlo stupito. Prima che io dica: “ho fame di vita”, ha detto: “Prendete e mangiate”.

Mi ha atteso e si dona.

Non è vero che Dio ha qualcosa da chiederci, ha tanto da darci.

 

Preghiera alla comunione

Signore, da chi mai possiamo andare?

Se oggi siamo qui, a parlarti, significa che non ce ne siamo andati,

perché vicino a te si risveglia la vita

tu hai parole sincere e libere come nessuno,

parole che fanno pulito il cuore, che sanno di eternità.

Da chi vuoi che andiamo? Lontano da te si scolorano i sogni.

Io non me ne vado. Io no, Signore.

Io non ti lascio, io scelgo te.

Come Pietro, pronuncio anch’io la mia dichiarazione di amore:

io voglio te, perché voglio vivere,

e tu solo hai parole che fanno viva, finalmente, la vita.

 

 

 

 

San Paolo agli Efesini (5,15-20)

 

Fratelli, fate molta attenzione al vostro modo di vivere, comportandovi non da stolti ma da saggi, facendo buon uso del tempo, perché i giorni sono cattivi.

Non siate perciò sconsiderati, ma sappiate comprendere qual’è la volontà del Signore.

E non ubriacatevi di vino, che fa perdere il controllo di sé; siate invece ricolmi dello Spirito, intrattenendovi fra voi con salmi, inni, cantici ispirati, cantando e inneggiando al Signore con il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.

 

 

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Per telergia si intende l’azione del fluido psichico di spiriti disincarnati su oggetti materali.

Per analogia è possibile considerare “telergia” anche l’azione del fluido umano profondamente psichico su tutti gli eventi cosmici che sono tra loro interagenti, ed allora diventa “telergia umana”.

Consideriamo il nostro campo di azione come un microcosmo, il quale non è completamente autonomo rispetto al Macrocosmo. Nella vita pratica abbiamo moltissimi riscontri di ciò, dagli eventi telepatici, alle premonizioni, agli eventi storici e culturali, ecc.

Non diamo molta importanza a questa forma di telergia umana perché la cultura dominante ci abitua a pensare che ogni persona è un essere completamente a sé stante ed interagisce con gli altri solo in base alle proprie esigenze.

Consideriamo per ora solo la nostra dimensione umana individuale.

Dal cervello vengono emanati gli ordini per ogni forma di dinamismo corporeo volontario od involontario: da questo organo partono gli impulsi, i quali, attraverso i nervi, determinano azioni che coinvolgono i cinque sensi. Gli scienziati stanno studiando la vera natura di questi impulsi, i quali, come è noto da tempo, hanno una causa bio-chimica ben precisa, ma se ci pensiamo bene è una forma bio-energetica la cui vera natura ci è ancora sconosciuta perché non è prettamente fisiologica, ma è strettamente legata al nostro dinamismo mentale e psichico.

La psiche, poi, ha degli stretti legami con la dimensione spirituale della nostra anima, la quale è presente in noi, ma non è misurabile perché tende alla trascendenza. Ciò è intuibile dagli effetti che emozioni e sentimenti provocano sulla mente ed il corpo.

È noto che se c’è armonia interiore, ciò ne beneficia tutto il nostro essere psichico e corporeo. Pare che le stesse malattie siano una forma di disarmonia interiore alla quale reagisce il sistema psico-fisico attraverso barriere e distonie dinamiche patologiche.

L’Uomo per eccellenza,(il Figlio dell’Uomo) Gesù Cristo, viveva in perfetta armonia interiore ed è per questo motivo che gli evangelisti non riportano casi di patologie personali. La sua dimensione spirituale era continuamente immersa nella Trascendenza attraverso lo stretto legame col Padre Celeste.

Consideriamo, ora, l’ambiente in cui ogni uomo vive in questa dimensione terrena. Notiamo subito che egli è in grado di trasformare l’ambiente in cui opera ed interagisce con gli altri attraverso la comunicazione e le diverse dinamiche socio-culturali. Il suo habitat limitato è la terra, ma in Lui c’è anche l’attrazione verso gli spazi cosmici che immagina infiniti. L’uomo nella società, oltre a procreare, può indurre alla guerra od operare per la pace, determinare il progresso, l’economia, le tendenze culturali ecc. Si direbbe che la tendenza fondamentale del suo bisogno di aggregazione sia quella di formare una umanità sempre più progredita, comunicante ed interconnessa, una specie di “mega-cervello” che supera se stesso.

Per ora il fenomeno appare confuso perché ha molti risvolti antitetici ai valori tradizionali che ha da sempre acquisito. In effetti il progresso fine a se stesso potrebbe anche condurre all’auto-distruzione, ma nessuno nega che ci siano anche benefici importanti per la  sopravvivenza dell’umanità, ma anche per il suo tenore di vita.

Gesù Cristo, l’Uomo-Dio, ha operato predicando valori positivi importanti, operando guarigioni e prodigi. Ha anche affermato che chiunque crede in Lui farà cose ancora più grandi. In effetti la vita sociale potrebbe divenire più a misura d’uomo se ognuno mettesse in pratica ciò che Egli ha insegnato con la parola e l’esempio. La fede in Lui può spostare le montagne e sedare le tempeste.

Cosa significa?

 

(Pier Angelo Piai)

 

 

Non lasciamo più che il falso spirito che influisce sul mondo, uno “Spirito di separazione”, ci separi tra di noi, cerchiamo l’unione già nelle piccole cose, in un sorriso, in una parola amica, in un gesto d’aiuto, di simpatia.

Non lasciamo che questo falso spirito, uno “Spirito di malignità”, fraintenda l’amore, lo interpreti deformandolo, lo chiami soltanto sesso. Gioiamo dell’amore che pervade ogni vita umana, animale, vegetale, lasciamo che scorra tra di noi già nelle piccole cose, in un’attenzione, una carezza, uno sguardo, un gesto amico di comprensione.

Non lasciamo che questo falso spirito, uno “Spirito di complicazione”, renda ancora complicata e difficile la nostra vita. Ribelliamoci alla complicazione semplificando la nostra vita con pensieri semplici, parole semplici e chiare, gesti semplici e sinceri, desideri semplici e modesti, cibo, bevande e vestiario semplici. Elimando la complicazione e il superfluo vedremo meglio l’essenza divina in noi stessi e negli altri.

Non lasciamo che questo falso spirito, uno “Spirito di dissacrazione”, sciupi le cose più belle, spingendoci alla velocità, al rumore, allo spreco, all’abuso delle cose più sacre. Ribelliamoci calmandoci, andando più piano per vedere la bellezza attorno a noi, negli altri e nella natura.

Cerchiamo il silenzio, che è pieno di risposte preziose per la nostra anima, usiamo le ricchezze della terra con moderazione, non siamo più un branco di selvaggi, anche se ci siamo organizzati con industrie e multinazionali. Ristabiliamo il concetto di “sacro” e di rispetto della vita, ogni vita, umana, animale, vegetale, minerale.

Ribelliamoci ai valori malati del falso spirito che influisce sul mondo, cerchiamo “Il VERO SPIRITO DIVINO” dentro di noi, “LO SPIRITO D’AMORE”, che ci guida ai veri valori nell’amore, nell’amicizia, nella comprensione, nel rispetto, nella solidarietà, nella sincerità, nella semplicità, nella moderazione, nel silenzio e nella pace.

Questa è la nostra vera casa, questo è il nuovo mondo. 

(© Marisa Haltiner)

 

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La divinità di Cristo illumina e rischiara l’intera vita cristiana.

 

Senza la fede nella divinità di Cristo:

Dio è lontano, Cristo resta nel suo tempo,

il Vangelo è uno dei tanti libri religiosi dell’umanità,

la Chiesa, una semplice istituzione,

l’evangelizzazione, una propaganda,

la liturgia, rievocazione di un passato che non c’è più,

la morale cristiana, un peso tutt’altro che leggero e un giogo tutt’altro che soave.

 

Ma con la fede nella divinità di Cristo:

Dio è l’Emanuele, il Dio con noi,

Cristo, è il risorto che vive nello Spirito, il Vangelo, parola definitiva di Dio a tutta l’umanità,

la Chiesa, sacramento universale di salvezza,

l’evangelizzazione, condivisione di un dono,

la liturgia, incontro gioioso con il Risorto, la vita presente,

inizio dell’eternità.

 

È scritto infatti: “Chi crede nel Figlio ha la vita eterna” (Gv 3, 36).

La fede nella divinità di Cristo ci è soprattutto indispensabile in questo momento per mantenere viva la speranza sul futuro della Chiesa e del mondo.

p. Raniero Cantalamessa

https://it.zenit.org/articles/sant-at…

 

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UNA VOCE DAL DESERTO…

 

Uomini d’oggi non dimenticate

Colui che sorregge il mondo!

Non abbandonate le chiese

dove viene reso attuale

il suo antico sacrificio

e dove è realmente presente

in anima, corpo e divinità!

Non comprendete, o uomini,

che è proprio Lui che vi salva

dalle vostre nefaste bramosie,

dall’orgoglio sprezzante,

da ogni pericolo in agguato?

Non ricordate le vostre promesse

che da poco tempo faceste

nel dì del Sacro Crisma,

quando lo Spirito stesso

fu vostro testimone, o giovani?

Non dimenticate il patto d’amicizia

che faceste sin dalla più tenera età,

con Colui che è Amore Onnipotente,

il quale mai vi abbandona.

Sappiate che Egli piange per voi

non abbandonatelo più!

Egli stesso si fa mendicante

del vostro amore:

dateglielo!

Non lasciate vuote le chiese:

non costringetelo a ricercare altrove

la sua dimora tra gli uomini.

Non inaridite le vostre anime

trascurando Colui che le salva!

 

(alcuni disegni di Perla Paik)

 

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Marco 1,14-20

III domenica

(p. Ermes Ronchi)

È il momento fresco, sorgivo del vangelo, che ci riporta le prime parole che Gesù pronuncia, i primi gesti che compie.

E in primo piano, emerge il suo coraggio: Giovanni è appena catturato e messo a tacere, e Gesù entra in scena, come in una staffetta di profeti, ora tocca a lui mostrare che la parola non è incatenata. E si espone, al re Erode e ai pescatori del lago, senza paura dei rischi, senza mimetizzarsi. Il profeta è colui che non si mimetizza.

Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio. La prima caratteristica dell’uomo Gesù, quella che da subito ha colpito gli evangelisti, è quella di un uomo che cammina, cammina sempre, camminerà tre anni, e mai da solo, incalzato da una forza che lo obbliga a partire, a lasciare casa, famiglia, clan, paese, luoghi: Gesù venne da Nazaret di Galilea al Giordano (Mc 1,9)…e subito lo Spirito lo sospinse nel deserto (Mc 1,12)…arrestato Giovanni Gesù andò nella Galilea (Mc 1,14).

Un Gesù che ha scelto come casa la strada. Un “senza fissa dimora”, si direbbe oggi. E non esiste nessun caso, in Israele, nessun racconto nella Bibbia, prima di lui, di un maestro itinerante, senza scuola e senza casa. Nessuno mai leggero e libero come lui.

E porterà i suoi discepoli alla scuola della strada. Perché la strada è luogo di incontri, è di tutti e non domanda lasciapassare a nessuno, ti apre all’imprevisto, perché non sai chi sarà il prossimo a venirti incontro, ma sai che l’infinito è all’angolo di ogni strada.

 

Ed ecco la seconda nota caratteristica: Gesù andò nella Galilea proclamando il vangelo di Dio. Proclamando che Dio è una bella notizia.

Non era ovvio per niente. Non tutta la bibbia è vangelo, non tutta è bella e gioiosa notizia, alle volte è minaccia e giudizio, spesso è comando e ingiunzione, ma la caratteristica nuova del rabbi delle strade è proprio la parola vangelo: felice, lieta, gioiosa notizia. Dio conforta la vita. E se non conforta la vita non è Dio quello che noi proclamiamo.

La bella notizia che inizia a correre per la Galilea è raccontata così: il regno di Dio è vicino, Dio è vicino a te, forte come il tuo eroe e tenero come il tuo innamorato.

Gesù è il racconto della tenerezza di Dio, non della onnipotenza di Dio, ma della sua tenerezza!

Infatti vedi che Gesù passa per le strade e dietro di lui resta una scia di pollini di primavera, uno strascico di guarigioni e di abbracci.

È il mondo come Dio lo sogna: i poveri come principi, la pace tra il lupo e l’agnello, cancellare il concetto stesso di nemico, l’amore come unica regola, il corpo guarito e il cuore ubriaco di gioia.

Passa Gesù e vedi che un altro mondo è possibile, e lui ne conosce il segreto, sembra possederne la chiave: comincia a liberare, guarisce, purifica, perdona, rialza. Toglie barriere alle donne, recupera gli scartati, ridona pienezza di possibilità ai poveri, ciechi oppressi lebbrosi. E toglie il peccato, che ha un nome solo: è il disamore. Gesù è il guaritore del disamore del mondo.

 

Il vangelo di Marco riporta poi la seconda parte dell’annuncio: convertitevi e credete nel vangelo.

La conversione è come fare una inversione a U, quando ti accorgi che hai sbagliato strada, che stai andando nel fosso, che la felicità è dall’altra parte. Non è allora una esigenza moralistica, non vuol dire: diventate “bravi ragazzi”. Dio non ama i bravi ragazzi, ama le persone sincere autentiche vere.

Vuol dire: Cambia strada e vieni con me: di qua si va in un posto molto bello; di qua il cielo è più vicino e più luminoso; e l’azzurro non è così azzurro da nessun’ altra parte; e il volto di Dio è solare e sorridente, e perfino gli uomini sono buoni, e mostreremo loro quanto sono belli. “Il vostro male fratelli è che non sapete quanto siete belli” (Dostoewski).

‘Convertitevi’ vuol dire ‘giratevi verso la luce perché la luce è già qui’, come fa un girasole che si rimette ad ogni alba sui sentieri del sole.

Convertiti non suona come un ordine, un comando da caserma che fa scattare sull’attenti e temere la punizione, è una offerta di sole, di solarità, l’offerta della migliore delle possibilità.

 

Poi viene la chiamata dei primi discepoli. Camminando lungo il mare di Galilea, Gesù vide… Gesù cammina e guarda. Cammina senza fretta e senza ansia, abita pienamente la vita. Cammina e vede Simone e in lui intuisce la Roccia. Vede Giovanni e in lui indovina il discepolo dalle più belle parole d’amore. Vede Giacomo è in loro non vede solo gli imprenditori di una piccola azienda di pesca, ma “i figli del tuono”. Un giorno guarderà l’adultera e in lei vedrà la donna capace di amare bene.

Il suo è uno sguardo creatore e poetico.

Vi faro diventare pescatori di uomini, una frase che non avevano mai sentita nelle Sacre Scritture, inedita e un po’ illogica.

I quattro sapevano pescare. Sapevano che pescare è la morte del pesce. Ma Gesù è amico della vita, profuma di vita. È come se dicesse: “vi farò pescatori di umano”. Tirerete fuori gli uomini da sotto quella superficie in cui la vita non è vita; tirerete fuori ogni persona il meglio, il fiore dell’umanità di ciascuno.

Vi farò pescatori di umanità, cercatori di tutto ciò che di più umano, bello, grande, luminoso ogni figlio di Dio porta nel cuore. Lo tirerete fuori dall’oscurità, come tesoro dissepolto dal campo, come neonato dalle acque materne, li porterete dalla vita sommersa alla vita nel sole.

 

Insegnerete a vivere meglio.

Ti sembra piccola cosa insegnare a vivere? è il massimo che c’è!

I discepoli, i quattro non sono pronti. Non sono preparati, non hanno fatto corsi, ritiri, non hanno studiato teologia o psicologia, in compenso hanno qualcosa: sentono il fascino di Gesù. Sentono che emana vita e si mettono alla sua scuola.

Di quel Rabbi così diverso, alternativo, quasi fuori dalle righe (“solo gente fuori dalle righe può soffiare via la coltre di cenere che copre la brace delle nostre vite”… Card Martini).

 

Il maestro guarda anche me, che non sono pronto; e si fa pescatore di umano: vede in me, nonostante i miei inverni, una primavera possibile,

una generosità che non sapevo di avere,

capacità che non conoscevo,

un’allegria profonda ma ancora muta.

Mi guarda con la fiducia di chi contempla le stelle

prima ancora che sorgano. E mi dice: seguimi.

Signore, sono il primo dei paurosi,

ma pronto a dire eccomi.

Sono l’ultimo dei coraggiosi,

ma pronto a dire, insegnami a vivere meglio.

Ti seguirò, Signore che apri sentieri e insegni respiri.

Perché sei pescatore di stelle,

anche nel cielo buio della mia vita.

 

 

 

Preghiera

Donami, Signore, un cuore libero e saldo,

leggero e possente come un germoglio di cielo.

Donami un cuore giovane, attento a tutto ciò che nasce,

che sta dalla tua parte per creare un mondo nuovo.

 

Aiutami ad amare questa storia barbara e magnifica

e tutti i miei fratelli esposti come me alla paura,

esposti al cuore stanco,

ma dalla tua forza buona

miracolosamente accolti.

 

Aiutami a fissare negli occhi le creature

e insieme a fissare gli abissi del cielo.

Ad essere generoso di sentimenti

ad abbondare nell’amore,

perché diventi saldo il cuore.

 

E alzi il capo a contemplare il passo di Dio,

il germoglio di giustizia che è già spuntato,

che ha preso il volto indimenticabile di Gesù,

il volto del più bello tra i figli dell’uomo.

Amen.

 

(p. ERMES RONCHI)

 

 

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“La vostra anima respiri il suo Spirito!” (la Regina della Pace il  2.01.18)

 

Il corpo per vivere ha bisogno di respirare aria. L’anima, invece, ha bisogno di respirare lo Spirito. Altrimenti muore.

Ci sono moltissimi che vivono solo per la dimensione orizzontale e hanno il cuore indurito nei confronti della Trascendenza. Non vogliono credere e questo li rende come zombi, cadaveri ambulanti che non sanno perché vivono.

Per essi lo scopo principale della vita terrena è il denaro ed i piaceri materiali e non vogliono saperne dell’anima immortale, della religione e di Gesù Cristo, il quale si è incarnato, ha patito, è morto ed è risorto per la nostra salvezza eterna.

La vita terrena passa e nessuno ne è totalmente padrone: il Signore può decidere di prenderla quando e come vuole perché siamo sue creature e ci sostiene in ogni attimo.

Non opponiamo resistenza allo Spirito, piuttosto respiriamo alla sua presenza lodandolo sempre.

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

 

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Questa riflessione è un po’ in sintonia con quello che affermava San Giovanni della Croce, uno dei più grandi mistici cattolici.

 

Attenti ai falsi veggenti! Per capire perché a volte riescono a prevedere certi eventi cosmici, sociali e personali, è necessario sapere :

I demoni sono entità angeliche spirituali negative. Essi, nei limiti concessi da Dio, hanno poteri qualitativamente superiori a quelli dell’uomo, per cui grazie alla loro acutissima intelligenza, che Dio non ha tolto loro, possono anche prevedere fenomeni terrestri e cosmici a distanza di anni, perché hanno la facoltà di conoscere molte cause prossime ad eventi naturali.

I demoni sanno, ad esempio, le probabilità in cui possono avvenire devastanti terremoti e maremoti perché conoscono la conformazione della terra, le faglie, il loro geo-dinamismo. Oppure possono prevedere il periodo in cui un vulcano esploderà perché conoscono l’attività sottostante.

E così per quanto riguarda fenomeni metereologici anche estremi o catastrofi cosmiche come meteoriti ecc.

I demoni potrebbero prevedere anche eclatanti eventi sociali in base alle loro conoscenze sulle interazioni tra uomini: economia, uso delle armi, conflitti vari ecc. Anche per ognuno di noi i demoni hanno capacità previsionali, naturalmente sempre nei limiti concessi dal Creatore.

Questo perché conoscono il nostro temperamento, le nostre fragilità e le persone con cui abbiamo a che fare. Per essi non è difficile prevedere se abbiamo successo economico o relazionale.

Anche per quanto riguarda la salute personale, in base alle nostre abitudini alimentari e quotidiane, alla nostra struttura cromosomica ecc, potrebbero prevedere lo stato della nostra salute, le malattie od altri eventi.

Per cui attenti ai falsi veggenti che in qualche modo hanno a che fare col demonio…

 

 

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III DI AVVENTO – Anno B

Gv 1,6-8.19-28

p. Erems Ronchi

Omelia

C’era grande attesa in Israele, in quei giorni. E Dio interviene: “venne un uomo mandato da Dio, il suo nome era Giovanni”. Dio interviene per gli uomini non con miracoli: mandando un uomo.

Il miracolo di Dio siamo noi. L’intervento di Dio, oggi, siamo noi. Dio salva attraverso persone scrive Romano Guardini. Attraverso profeti di povere parole, che siamo noi.

Giovanni, il Profeta roccioso e selvatico, deve affrontare due commissioni d’inchiesta, due inquisizioni. Chi sei? E perché battezzi?

Sacerdoti e leviti insieme: i leviti facevano anche funzione di polizia, sono lì pronti per arrestarlo qualora…Sei domande sempre più incalzanti. Tre risposte sempre più brevi: identità per spoliazione, per sottrazione, io non sono.

Io non sono, né l’eroe dei miei sogni né il bambino delle mie paure. Io non sono il personaggio che vorrei essere, né il fallito che temo di essere, io non sono ciò che gli altri credono di me, o ciò che si aspettano, né un santo, né solo peccatore, io non sono il mio ruolo e nemmeno il mio peccato.

Tre no, e un sì finale: io? semplicemente Voce. La parola è un Altro. Lui è il senso di ciò che io dico.

“La parola una volta pronunciata non muore, ma proprio in quell’istante  comincia a vivere e fiorire” (E. Dikinson) per la voce di un uomo.

Io, semplicemente voce, che si alza in grido: che significa appello, bisogno, fame.

La vita dell’uomo inizia con un grido, il grido vittorioso del bambino che nasce, e termina con un grido soffocato, il grido crocifisso di ogni morente (on sort on crie, c’est la vie; on crie on sort c’est la mort”;

Grido di Cristo, quando sulla croce diventa la grande voce del mondo che urla la sua sete e le sue paure agli uomini e al cielo.

Io, semplicemente voce. Che dice parole più antiche e più grandi di me. La mia identità è di essere attraversato dal soffio di Dio, che dice e ridice, si alza e non si stanca.

Io semplicemente come una canna vuota, un flauto che emette la sua voce quando il respiro dello Spirito lo attraversa, e il soffio diventa musica. Così i mistici… Sono strumento e mi lascio adoperare.

Essere voce vuol dire allora che tutti noi abbiamo una struttura di profezia come nostra identità, siamo tutti – profondamente – profeti.

Parla tu Signore che il Tuo servo ascolta, parla le tue parole, noi non sappiamo più cosa dire; parla tu e riempi questa voce di semi di vangelo, che sono semi di vita; riempila di semi di cielo che sono semi di luce e di gioia. Parla, il tuo servo si farà voce, voce che grida nel deserto o che sussurra al cuore. Molti parlano, pochi parlano al cuore, uno solo parla sul cuore, senza distanza alcuna, toccando il cuore…

Noi cerchiamo profeti, uomini e donne dalle parole di fuoco, dal cuore in fiamme, e Dio che parla dai loro roveti. Ma dove sono? Il vangelo risponde così: E venne un uomo mandato da Dio! Un uomo vuol dire ogni uomo, vuol dire ognuno mandato da Dio, con una sillaba di Parola, con una goccia di fuoco, una parola insostituibile della frase del mondo. e se io non pronuncio la mia parola mancherà qualcosa alla compiutezza della frase. Siamo pietre vive della cattedrale che Dio va costruendo…non importa dove sei messo…ma se tu manchi la tua missione ci sarà una disarmonia cosmica, un vuoto, un buco che nessuno potrà colmare..

Per ascoltare devo chinarmi profondamente, come il Battista, cercare dentro. Se trovo Dio in me, allora sarò libero, libero come Giovanni davanti alle due inquisizioni dei potenti del tempo. Per me, come per lui, conteranno solo gli occhi del mio Signore, quel piccolo pezzo di Dio in me, che dice e ridice e non tace mai.

E mi sussurra come a Isaia, che la terra non è orfana di Dio, che qualcosa si muove, un virgulto, un agnello, un bambino: affiniamo lo sguardo! Come Isaia testimone di un Dio invisibile eppure luminoso, sconosciuto e innamorato, che è in mezzo a noi come guaritore delle vite, come germoglio di tronco tagliato.

E io credo nel sogno del lupo e dell’agnello insieme anche se, per ora, non si è realizzato; credo nel sogno della pace, anche se ancora non è venuta! Così come credo nella primavera anche se oggi non splende. E nell’amore, anche se oggi non scalda. Io credo, io do fiducia alla luce, mi fido del bene, in noi più antico del male più antico, più originario del peccato originario.

Molti di voi conosceranno Cuore di tenebra, un famoso romanzo di Joseph Conrad: nel mondo e in noi batte un cuore di tenebra. Eppure una narrazione più alta suggerisce invece che una goccia di luce batte nel cuore vivo di tutte le cose.

È Cristo venuto come luce vera che illumina ogni uomo; notate bene: ogni uomo, ogni uomo, ogni uomo.

E nessuno che sia escluso, e nessuno che sia senza luce. È venuto e ha fatto risplendere la vita: la mia vita, la tua vita, la vita innumerevole, dai mille nomi, dai mille volti.

Di questo anch’io posso essere testimone! Non di ingiunzioni ma di un bene che è dentro di me; non di castighi ma di luce, di un Dio che sorge come un sole, che fascia le piaghe dei cuori spezzati, che è germoglio sui tronchi abbattuti, che è cercatore di prigionieri per rimetterli nel sole.

Noi, a differenza di Isaia e di Giovanni, siamo profeti di povere parole. Eppure voce non inutile: “solo se il messaggero è infinitamente piccolo, il messaggio sarà infinitamente grande” (Vannucci).

In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete. In mezzo a voi e non nel tempio; in mezzo a voi ma non dentro ai vostri schemi. Cristo sconosciuto, io non lo possiedo, neppure la chiesa lo possiede, questa chiesa continuamente in cerca del suo Cristo (Paolo VI).

Egli è qui, nei miei profeti, nelle accensioni improvvise dell’anima e del cuore, è nel nostro amore e nei nostri poveri, è negli occhi testimoni della luce, nella bellezza de mondo e dello splendore del dimesso, nelle parole che consolano davvero, ogni volta che un lupo, che un violento si disarma e si fa guidare da un bambino. Da un cuore bambino.

Ogni volta che la radice mette germogli, Dio è qui e parla parole che sono nido e vela, nido che accoglie e conforta, e vela che fa ripartire la vita, come un germoglio di luce che cresce e si arrampica in noi, come un fiore di luce sbocciato nel nostro deserto.

Preghiera alla comunione

 

Signore, chi sono io veramente?

Vorrei dirmi appena voce, soltanto voce e Tu la parola.

Ma non è così. Ho detto parole solo mie, di cenere e sabbia.

Vorrei però essere voce che grida nei deserti e che sussurra al cuore

che una bontà immensa abita l’universo.

Vorrei essere solo pulviscolo di luce,

frammento minimo di sole, pur con tutto il mio buio.

Vorrei essere con la mia vita piccola profezia di te,

eco di un flauto che suona da altrove.

E così crederanno a te e non a me, Signore,

a te che ripeti a ciascuno con la voce di Isaia:

Il tronco fiorirà, la parola tornerà dal silenzio,

il lupo e l’agnello pascoleranno insieme.

E sia la nostra vita voce che dice

il cuore buono dell’essere,

che dice che Tu, Signore, hai un cuore di luce,

che io, con il mio frammento opaco, posso essere

frammento ospitale del cosmo

riflesso di te, nostalgia di te

venuto come un fiore di luce nel nostro deserto. Amen

 

p. Ermes Ronchi

 

 

 

 

 

 

Se cerchiamo Dio le cose non possono condizionarci e non perdiamo la nostra sensibilità, anzi la ritroviamo in Lui che ce l’ha donata.

I salmi cantati, ad esempio, sono musica dell’anima. Sono preghiera carezzevole.  Ci si addolcisce nello spirito. Sono brezze che riproducono le tenerezze del Signore.

Se potessimo capire quanto sono soavi i tratti che il Signore usa con le sue creature! Soavità! E non ci pensiamo e non Lo badiamo.

E pensare che l’atto primo di Dio, che è amore, è soavità; e pensare che l’atto, l’espressione prima che non cerchiamo ma che guarisce è la soavità!

Siamo noi soavi con gli altri, con tutti?

Invece spesso siamo rudi e bruschi. La Santa Ostia lassù sull’altare è davvero segno di soavità, è un nulla che non pretende nulla a cui si può richiedere tutto. Che cosa possiamo leggere per accendere i nostri pensieri e riscaldare l’anima oggi?

I Salmi. I volti delle persone che abbiamo incontrato.

Rileggiamo i sentimenti dell’altro luogo e tempo e situazione. Vivi, viventi bisogna essere. (Diario di p. Albino p. 256)

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

 

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Da un testo della scrittrice Marisa Haltiner:

Per far questo bisogna osservare lo Spirito di questo mondo e rifiutarlo. Questo Spirito, come ben sappiamo, è uno Spirito di Separazione. Ama il superfluo, io spreco, la complicazione, il rumore, la velocità, i vizi e soprattutto il potere.

E così ha ispirato all’uomo il Sistema e i valori malati di questa società decadente e piena di vizi, rumorosa, veloce e caotica, distratta e superficiale, ma soprattutto “incosciente” Ognuno di noi, nel suo piccolo, si trova oggi oppresso dal TROPPO… TROPPO VELOCE… TROPPO COMPLICATO.

Troppi oggetti, troppo lavoro, troppe responsabilità, troppi vizi, troppi pensieri, troppe distrazioni, troppi doveri, troppi impegni, troppi desideri artificiali….un caos! Bisogna uscire dal caos ed è possibile farlo, ora. Non resta che lasciare la strada sbagliata.

Pertanto bisogna RALLENTARE, RIDURRE E SEMPLIFICARE! RALLENTARE vuoi dire fermarsi e respirare a fondo, chiudere gli occhi e connettersi con il proprio mondo interiore, con la propria anima. Ascoltarla, anche solo per pochi minuti, appena possibile.

Ascoltare il proprio corpo prima che si ammali o abbia un incidente, per costringerci ad ascoltarlo….Cercare la Natura per ricaricarsi e rientrare nel suo ritmo, nel suo respiro, nella sua pace. Bisogna rallentare abbastanza da vedere i propri errori e non ripeterli… RIDURRE tutto ciò che si può!

Gli oggetti, gli impegni, il lavoro (lo so, lo so…anche pochissimo è già un bene) ma soprattutto i pensieri negativi, le preoccupazioni, i timori. Certo non è facile, poiché il Sistema in cui viviamo ci costringe in “una prigione di doveri e di lavori forzati”…. Ma si può iniziare con calma a ridurre qualcosa e poi continuare a ridurre. SEMPLIFICARE tutto!

Semplifichiamo il nostro guardaroba, l’importante è che sia in ordine e pulito (abbasso la moda, che saccheggia i portafogli e il pianeta. Abbasso le marche e i simboli dello stato sociale, che ci dividono). Semplifichiamo il nostro cibo, l’importante è che sia naturale, frutta, vegetali, cereali e acqua di fonte (abbasso i cadaveri degli animali, che inquinano il nostro corpo, la nostra anima e anche il pianeta.

Abbasso le bibite colorate, zuccherate, alcoliche). Semplifichiamo le nostre emozioni, cerchiamo emozioni sane e positive (abbasso le emozioni negative e distruttive, i giochi e i film gialli e di guerra.) Impariamo a distinguere il sacro dal profano….

Semplifichiamo i nostri desideri, desideriamo meno e apprezziamo di più ciò che già abbiamo. E cerchiamo più spesso la Natura. Lei ci ricarica di energie positive e ci dà le vibrazioni sane e giuste per noi. Molto nervosismo nelle città è causato dalle vibrazioni negative, prive d’amore, indifferenti, dirette al profitto e allo spreco, le vibrazioni del caos ordinato…

Rallentando, riducendo e semplificando tutto potremo raggiungere la nostra meta interiore: il nostro Nucleo Atomico Spirituale, quel centro di Amore e di Pace, dove la nostra Anima si congiunge con l’Amore Assoluto da cui proviene.

( Marisa Haltiner) Luglio 2017

 

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Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Il «respiro di Dio» viene in modo diverso per ciascuno

Domenica di Pentecoste – Anno A –  4 giugno 2017

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». (Giovanni 20, 19-23)

La Parola di Dio racconta in quattro modi diversi il venire dello Spirito Santo, per dirci che Lui, il respiro di Dio, non sopporta schemi.
Nel Vangelo lo Spirito viene come presenza che consola, leggero e quieto come un respiro, come il battito del cuore.
Negli Atti viene come energia, coraggio, rombo di tuono che spalanca le porte e le parole. Mentre tu sei impegnato a tracciare i confini di casa, lui spalanca finestre, ti apre davanti il mondo, chiama oltre.
Secondo Paolo, viene come dono diverso per ciascuno, bellezza e genialità di ogni cristiano.
E un quarto racconto è nel versetto del salmo: del tuo Spirito Signore è piena la terra. Tutta la terra, niente e nessuno esclusi. Ed è piena, non solo sfiorata dal vento di Dio, ma colmata: tracima, trabocca, non c’è niente e nessuno senza la pressione mite e possente dello Spirito di Dio, che porta pollini di primavera nel seno della storia e di tutte le cose. “Che fa vivere e santifica l’universo”, come preghiamo nella Eucaristia.

Mentre erano chiuse le porte del luogo per paura dei Giudei, ecco accadere qualcosa che ribalta la vita degli apostoli, che rovescia come un guanto quel gruppetto bloccato dietro porte sbarrate. Qualcosa ha trasformato uomini barcollanti d’angoscia, in persone danzanti di gioia, “ubriache” (Atti 2,13) di coraggio: è lo Spirito, fiamma che riaccende le vite, vento che dilaga dalla camera alta, terremoto che fa cadere le costruzioni pericolanti, sbagliate, e lascia in piedi solo ciò che è davvero solido. È accaduta la Pentecoste e si è sbloccata la vita.

La sera di Pasqua, mentre erano chiuse le porte, venne Gesù, stette in mezzo ai suoi e disse: pace! L’abbandonato ritorna da coloro che lo avevano abbandonato. Non accusa nessuno, avvia processi di vita; gestisce la fragilità dei suoi con un metodo umanissimo e creativo: li rassicura che il suo amore per loro è intatto (mostrò loro le mani piagate e il costato aperto, ferite d’amore); ribadisce la sua fiducia testarda, illogica e totale in loro (come il Padre ha mandato me, io mando voi). Voi come me. Voi e non altri. Anche se mi avete lasciato solo, io credo ancora in voi, e non vi mollo.

E infine gioca al rialzo, offre un di più: alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo. Lo Spirito è il respiro di Dio. In quella stanza chiusa, in quella situazione asfittica, entra il respiro ampio e profondo di Dio, l’ossigeno del cielo. E come in principio il Creatore soffiò il suo alito di vita su Adamo, così ora Gesù soffia vita, trasmette ai suoi ciò che lo fa vivere, quel principio vitale e luminoso, quella intensità che lo faceva diverso, che faceva unico il suo modo di amare, e spalancava orizzonti.

(Letture: Atti 2,1-11; Salmo 103; 1 Corinzi 12,3-7.12-13; Giovanni 20, 19-23 )

Fonte –  http://buff.ly/2qIqisF

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/il-respiro-di-dio-viene-in-modo-diverso-per-ciascuno?utm_content=bufferfb3c5&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

Il Vangelo – Ermes Ronchi
23 aprile 2017

Le ferite del Signore, quel segno eterno dell’amore

II Domenica di Pasqua – Anno A

Il Vangelo – Giovanni 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». […]

I discepoli erano chiusi in casa per paura. È un momento di disorientamento totale: l’amico più caro, il maestro che era sempre con loro, con cui avevano condiviso tre anni di vita, quello che camminava davanti, per cui avevano abbandonato tutto, non c’è più. L’uomo che sapeva di cielo, che aveva spalancato per loro orizzonti infiniti, è ora chiuso in un buco nella roccia. Ogni speranza finita, tutto calpestato (M. Marcolini). E in più la paura di essere riconosciuti e di fare la stessa fine del maestro.

Ma quegli uomini e quelle donne fanno una scelta sapiente, forte, buona: stanno insieme, non si separano, fanno comunità. Forse sarebbero stati più sicuri a disperdersi fra la folla e le carovane dei pellegrini. Invece, appoggiando l’una all’altra le loro fragilità, non si sbandano e fanno argine allo sgomento. Sappiamo due cose del gruppo: la paura e il desiderio di stare insieme.

Ed ecco che in quella casa succederà qualcosa che li rovescerà come un guanto: il vento e il fuoco dello Spirito. Germoglia la prima comunità cristiana in questo stringersi l’uno all’altro, per paura e per memoria di Lui, e per lo Spirito che riporta al cuore tutte le sue parole. Quella casa è la madre di tutte le chiese.

Otto giorni dopo, erano ancora lì tutti insieme. Gesù ritorna, nel più profondo rispetto: invece di imporsi, si propone; invece di rimproverarli, si espone alle loro mani: Metti, guarda; tendi la mano, tocca.

La Risurrezione non ha richiuso i fori dei chiodi, non ha rimarginato le labbra delle ferite. Perché la morte di croce non è un semplice incidente da superare: quelle ferite sono la gloria di Dio, il vertice dell’amore, e resteranno aperte per sempre.

Il Vangelo non dice che Tommaso abbia toccato. Gli è bastato quel Gesù che si ripropone, ancora una volta, un’ennesima volta; quel Gesù che non molla i suoi, neppure se l’hanno abbandonato tutti. È il suo stile, è Lui, non ti puoi sbagliare. Allora la risposta: Mio Signore e mio Dio. Mio, come lo è il respiro e, senza, non vivrei. Mio come il cuore e, senza, non sarei.

Perché mi hai veduto, hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! Grande educatore, Gesù. Forma alla libertà, a essere liberi dai segni esteriori, e alla serietà delle scelte, come ha fatto Tommaso.

Che bello se anche nella Chiesa, come nella prima comunità, fossimo educati più alla consapevolezza che all’ubbidienza; più all’approfondimento che alla docilità.

Queste cose sono state scritte perché crediate in Gesù, e perché, credendo, abbiate la vita. Credere è l’opportunità di essere più vivi e più felici, di avere più vita: «Ecco io credo: e carezzo la vita, perché profuma di Te!» (Rumi).

(Letture: Atti 2,42-47; Salmo 117; 1 Pietro 1,3-9; Giovanni 20,19-31)

Fonte – http://buff.ly/2oYFIcd

1 Giugno 2016

SITI CON RIFLESSIONI E LITURGIA

http://www.riflessioni.it

Liturgia delle ore:
http://www.liturgiadelleore.it/

PENSIERO DEL GIORNO:

“Ogni progresso spirituale deve essere inteso come espressione di grado superiore di amore e non semplicemente come progresso del nostro comportamento morale, il quale può avere origine da un motivo gratificante e condizionarsi e terminare in esso ” (p.Albino, Diario, p.218)

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

PELLEGRINAGGI A MEDJUGORJE DA CIVIDALE

commenti personali di alcuni messaggi:

fileDBicn_doc picture
verso etern.DOC

I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

fileDBicn_mp3 picture
segretimedjugorje.MP3

VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

LA BIBBIA DI GERUSALEMME GRATIS IN PDF EBOOK
Per chi non lo sapesse è pronta l’intera Bibbia di Gerusalemme in formato pdf ebook gratis in lingua italiana da scaricare :


bibbia-gerusalemme.pdf

 

 

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron

1 Giugno 2016

Alida Puppo

Chi è Alida Puppo

1 Giugno 2016

Enrico Marras

Chi è Enrico Marras

1 Giugno 2016

MULTIMEDIALITÀ del curatore del portale:

VIDEO PER LA RIFLESSIONE
Video personali su alcune località del Friuli
CIVIDALE DEL FRIULI – Patrimonio dell’UNESCO
SLIDES UTILI PER LA FORMAZIONE
Esistere con stupore
ULTIMI AGGIORNAMENTI

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

28 Agosto 2009

Beppino Lodolo – una voce amica per gli italiani nel mondo

BEPPINO LODOLO

10 Marzo 2008

SOLIDARIETA’ per chi soffre della malattia del BURULI

http://www.amicipl.it/WebBuruli.htm
http://it.youtube.com/watch?v=tDdRLKJYd3w
Chi volesse aiutare queste persone scriva:
e-mail:roberto@amicipl.it

EMERGENZA MALI
Aiutiamo una bimba cinese senza arti inferiori:

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chinagirl.pps

 

 

20 Ottobre 2006

Preghiere con testi e mp3

Preghiere con testi e mp3

IL CASO DI UNA STIMMATIZZATA DI UDINE, RAFFAELLA LIONETTI, UMILE MISTICA
Raffaella Lionetti, la Gemma Galgani di Udine

6 Agosto 2006

Riflessioni audio in mp3. Video personali

Riflessioni audio mp3 Video personali

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron

21 Novembre 2001

Artisti Friulani

continua