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Dice il salmo che Dio fa piovere sui giusti e gli ingiusti. Dio ama tutti e va sempre alla ricerca della pecorella smarrita. Egli attende pazientemente la loro conversione perché il suo sguardo va “oltre”: nelle sue creature vede anche quello che possono diventare nella bontà che riescono ad acquisire. “Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.  Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». (Mt.9,9-12)”

Gesù Cristo, poi, ci ha esortato ad amare anche il nemico (e noi possiamo cominciare a farlo anche pregando). Sulla croce Gesù disse: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

E per noi cristiani perdonare il nemico è una delle cose più dure da attuare, ma è quello che ci rende più simili a Dio.

 

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Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi – pubblicato su Avvenire

XXII Dom. T. O. – Anno C – 2019

Mettersi all’«ultimo posto»: quello di Dio

Vangelo (Luca 14,1.7-14)

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”». (….) Disse poi a colui che l’aveva invitato: (….) «Quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Il banchetto è un vero protagonista del Vangelo di Luca. Gesù era un rabbi che amava i banchetti, che li prendeva a immagine felice e collaudo del Regno: a tavola, con farisei o peccatori, amici o pubblicani, ha vissuto e trasmesso alcuni tra i suoi insegnamenti più belli. Gesù, uomo armonioso e realizzato, non separava mai vita reale e vita spirituale, le leggi fondamentali sono sempre le stesse. A noi invece, quello che facciamo in chiesa alla domenica o in una cena con gli amici sembrano mondi che non comunicano, parallele che non si incontrano.
Torniamo allora alla sorgente: per i profeti il culto autentico non è al tempio ma nella vita; per Gesù tutto è sillaba della Parola di Dio: il pane e il fiore del campo, il passero e il bambino, un banchetto festoso e una preghiera nella notte. Sedendo a tavola, con Levi, Zaccheo, Simone il fariseo, i cinquemila sulla riva del lago, i dodici nell’ultima sera, faceva del pane condiviso lo specchio e la frontiera avanzata del suo programma messianico.
Per questo invitare Gesù a pranzo era correre un bel rischio, come hanno imparato a loro spese i farisei. Ogni volta che l’hanno fatto, Gesù gli ha messo sottosopra la cena, mandandoli in crisi, insieme con i loro ospiti. Lo fa anche in questo Vangelo, creando un paradosso e una vertigine. Il paradosso: vai a metterti all’ultimo posto, ma non per umiltà o modestia, non per spirito di sacrificio, ma perché è il posto di Dio, che «comincia sempre dagli ultimi della fila» (don Orione) e non dai cacciatori di poltrone. Il paradosso dell’ultimo posto, quello del Dio “capovolto”, venuto non per essere servito, ma per servire. Il linguaggio dei gesti lo capiscono tutti, bambini e adulti, teologi e illetterati, perché parlano al cuore. E gesti così generano un capovolgimento della nostra scala di valori, del modo di abitare la terra. Creano una vertigine: Quando offri una cena invita poveri, storpi, zoppi, ciechi. Riempiti la casa di quelli che nessuno accoglie, dona generosamente a quelli che non ti possono restituire niente. La vertigine di una tavolata piena di ospiti male in arnese mi parla di un Dio che ama in perdita, ama senza condizioni, senza nulla calcolare, se non una offerta di sole in quelle vite al buio, una fessura che si apre su di un modo più umano di abitare la terra insieme.
E sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Che strano: poveri storpi ciechi zoppi sembrano quattro categorie di persone infelici, che possono solo contagiare tristezza; invece sarai beato, troverai la gioia, la trovi nel volto degli altri, la trovi ogni volta che fai le cose non per interesse, ma per generosità. Sarai beato: perché Dio regala gioia a chi produce amore.

(Letture: Siracide 3,19-21.30.31; Salmo 67; Lettera agli Ebrei 12,18-19.22-24a; Luca 14,1.7-14)

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/mettersiall-ultimoposto-quello-di-dio

 

 

 

Se noi crediamo che Dio è il Creatore di tutte le cose che esistono, perché non credere che Egli può dominare come vuole anche la natura? Nei Vangeli si racconta: “si sollevò in mare una così gran burrasca, che la barca era coperta dalle onde; ma Gesù dormiva. E i suoi discepoli, avvicinatisi, lo svegliarono dicendo: «Signore, salvaci, siamo perduti!» Ed egli disse loro: «Perché avete paura, o gente di poca fede?»

Allora, alzatosi, sgridò i venti e il mare, e si fece gran bonaccia. E quegli uomini si meravigliarono e dicevano: «Che uomo è mai questo che anche i venti e il mare gli ubbidiscono?» (Matteo 8:23-27) Il Signore può far piovere sui giusti e gli ingiusti, dice il salmo. Ha il potere di allontanare le tempeste e di fermare i terremoti. Può anche volgere qualsiasi evento a fin di bene.

Egli è davvero Onnipotente perché tutte le cose in Lui sussistono. Non poniamo mai limiti all’Onnipotente Amore di Dio…

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

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VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

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MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

 

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1° NOVEMBRE 2017 – TUTTI I SANTI –

Ap 7,2-4. 9-14 – Rom 8,28-39 – Mt 5, 1-12

 

Festa di Tutti i Santi, di tutti i poveri, i buoni, i pacificati, misericordiosi, sognatori di cieli nuovi e terra nuova. Festa dei santi di casa, che hanno vissuto al nostro fianco e ci hanno insegnato il mestiere di vivere e l’arte di amare. I genitori, che ci hanno insegnato come ci chiamiamo e come ci si comporta con gli altri…

 

Omelia

Le beatitudini raccontano di un Dio che regala gioia a chi genera bontà, che regala vita a chi produce amore.

Gandhi le definiva le parole più alte che l’umanità abbia ascoltate, sono un vulcano di nostalgia prepotente di un mondo fatto di bontà e di giustizia, di occhi limpidi.

Percorrere queste otto piste rende più bella la vita, più umana la storia.

Perché sono i poveri i pilastri segreti della terra, e non i ricchi.

Gli affamati di giustizia sono i legislatori nascosti della storia, quelli che non valgono agli occhi avidi del mondo, e quelli che hanno il cuore bambino, i tessitori segreti della pace.

La parola beatitudine è un termine un po’ pallido. Ma nella Bibbia “Beato” indica qualcosa di energico: non un generico essere contento, gioioso, soddisfatto. Ma qualcosa di più che capiamo dalla prima parola del primo salmo, che comincia così: beato l’uomo.

Ma quale uomo? l’uomo che cammina sulla via della giustizia… Allora beato si dovrebbe tradurre così: in piedi, in cammino, avanti, in marcia, voi poveri, Dio cammina e lotta con voi.

In piedi quanti amate la pace; avanti, non fermatevi, Dio è dalla vostra parte, cammina con voi.

Alzatevi, voi che siete contro la violenza, la terra vi appartiene.

Avanti quelli che hanno fame di giustizia, è vero pane, pane buono.

E ci sorprende che il vangelo non si rivolga ai migliori, i più bravi, i più devoti o intelligenti. O a quelli che non hanno peccati, che non hanno problemi nella vita.

Le locomotive della storia, piccole o grandi, quelle che tirano avanti, anche di un solo passo, tutto il mondo, sono coloro che assomigliano a questi otto tipi umani, ai poveri, i buoni, i pacificati, misericordiosi, sognatori di cieli nuovi e terra nuova, e a Gesù, volto alto e puro dell’uomo, che li riassume tutti.

Le beatitudini sono la bella notizia che i somiglianti a Cristo vivono meglio e umanizzano il mondo.

Sono parole che ti portano al cuore delle relazioni umane.

Ed è una sorpresa vedere che Gesù, in queste otto parole, non si riferisca mai a comportamenti religiosi. Non dice beati quelli che pregano molto, i molto devoti, i frequentatori assidui di chiese.

Ma i poveri, gli affamati, i misericordiosi, quelli delle lacrime, quelli della pace e della non violenza. Sono atteggiamenti umani, è la santità delle case, delle strade, della vita quotidiana.

È la religiosità della vita. Dentro questi comportamenti c’è Dio, che semina la sua vita, e innesta eternità e gioia.

Allora riprendiamoci i santi. Che non sono quelli che fanno miracoli, i taumaturghi, gli asceti del no, ma gli uomini dalla vita intensa, che hanno dato qualcosa, un po’, o molto alla vita. Che non hanno fatto cose straordinarie, ma si sono appassionati per la trasparenza del cuore, e si sono presi cura della giustizia, della pace, della felicità di qualcuno.

Non dei campioni, degli eroi duri e puri, o realizzatori di grandi opere. Gesù ha canonizzato una povera vedova che aveva offerto due centesimi per il tempio, un niente ma pieno di cuore. Ha fatto santo Zaccheo, ricco, ladro, odiato, capo degli impuri di Gerico, quello che si dice un caso disperato! Io sto con loro.

Perchè il Paradiso non è pieno di santi, ma di peccatori perdonati, di gente proprio come noi, come me.

Che tentiamo di seguire Cristo.

Nel Credo diremo: credo la comunione dei santi…

C’è nella storia, e la conosciamo bene, una comunione dei malvagi che si spalleggiano tra loro; una rete di violenti e corrotti che umilia, offende, inquina la nostra terra.

Noi la vediamo, ma non crediamo in essa, non le accordiamo fiducia. Io so che i potenti, i forti, i ricchi dominano, ma io non credo in loro.

Credo invece nella comunione dei santi, nei buoni che fanno rete tra loro e che, senza neppure saperlo, sostengono il mondo.

Credo nella catena di solidarietà dei buoni, degli onesti, dei miti, dei generosi, in questo legame umile e fortissimo che si oppone alla rete dei violenti e dei corrotti. E che con piccoli gesti rammendano tenacemente il tessuto continuamente lacerato del mondo.

Io credo che il futuro dell’umanità è comunione, credo che in ognuno c’è l’orma di ognuno, che i valori si salvano insieme. Non si vince da soli!

Credo anche che un pensiero di pace pensato nella grotta più nascosta da un eremita silenzioso, o da te nel silenzio della tua camera, non resta senza effetto,

Credo nella comunione dei buoni:

Le mie braccia aperte sono appena l’inizio del cerchio

che un amore più vasto compirà (Margherita Guidacci).

Ognuno è inviato alla terra come braccia aperte, punto caldo di un vasto cerchio d’amore.

Ascolto le beatitudini, il manifesto più stravolgente e contromano che sia dato ascoltare. Mi fido di loro. Credo che il bene è più forte del male, che la luce è più forte del buio, che la purezza è più umana della volgarità, la pace più umana della guerra, la giustizia migliore dell’accumulo di denaro. Altrimenti perché varrebbe la pena vivere e lottare e credere?

Credo nella forza dei giusti e dei miti, dei non violenti sola forza invincibile, e la mia fede è rafforzata dalla tua fede; il mio cuore si fa più pulito nella comunione con chi ha occhi più limpidi dei miei.

Qui nel tempo e poi nell’eterno, santi e peccatori si tengono per mano, e i santi trascinano gli altri in alto, su, verso la vita.

E se non avremo molto da offrire al Signore nell’ultimo giorno, ci presenteremo a lui come mendicanti, ricchi solo di speranze.

E credo che per ciascuno di noi il Padre buono dirà:

Vieni figlio, il tuo desiderio di amore era già amore.

Vieni figlio, sognatore, devoto, vagabondo, poco importa, vieni.

E se anche hai infranto mille volte le tue promesse, vieni.

Vieni, nonostante tutto, vieni,

con i tuoi tesori in vasi di argilla,

con i tuoi gesti pieni di cuore, vieni!

Nulla mai ti separerà dall’amore.

 

 

 

 

 

 

 

 

PREGHIERA alla comunione

 

Signore, tu che regali vita

a chi produce amore,

tu che non convochi eroi nella tua casa,

ma uomini e donne veri,

vedi, qualche volta, lo sono anch’io.

 

Fammi restare davanti a te,

semplicemente, come un bambino,

a mani aperte, a cuore aperto,

con fame di abbracci.

 

Donami occhi puri che sappiano vedere te

nel sorriso e nella croce,

nei colori dell’autunno

nel piccolo animale

e nel tappeto di galassie su cui cammini.

 

Donami orecchi attenti che ti ascoltino

nel silenzio e nell’orchestra di tutto il creato,

nelle lacrime dei fratelli e nella loro gioia.

 

La tua voce, Signore, fammi sentire,

la tua voce che sussurra:

Vieni, chiunque tu sia,

vieni così come sei

sognatore, devoto, vagabondo, vieni.

Il tuo desiderio di amore era già amore.

 

Vieni, adesso nulla

ti separerà mai più

dall’amore di Dio.

 

p. Ermes Ronchi

 

 

1 Giugno 2016

SITI CON RIFLESSIONI E LITURGIA

http://www.riflessioni.it

Liturgia delle ore:
http://www.liturgiadelleore.it/

PENSIERO DEL GIORNO:

“Ogni progresso spirituale deve essere inteso come espressione di grado superiore di amore e non semplicemente come progresso del nostro comportamento morale, il quale può avere origine da un motivo gratificante e condizionarsi e terminare in esso ” (p.Albino, Diario, p.218)

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

PELLEGRINAGGI A MEDJUGORJE DA CIVIDALE

commenti personali di alcuni messaggi:

fileDBicn_doc picture
verso etern.DOC

I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

fileDBicn_mp3 picture
segretimedjugorje.MP3

VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

LA BIBBIA DI GERUSALEMME GRATIS IN PDF EBOOK
Per chi non lo sapesse è pronta l’intera Bibbia di Gerusalemme in formato pdf ebook gratis in lingua italiana da scaricare :


bibbia-gerusalemme.pdf

 

 

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron

1 Giugno 2016

Alida Puppo

Chi è Alida Puppo

1 Giugno 2016

Enrico Marras

Chi è Enrico Marras

1 Giugno 2016

MULTIMEDIALITÀ del curatore del portale:

VIDEO PER LA RIFLESSIONE
Video personali su alcune località del Friuli
CIVIDALE DEL FRIULI – Patrimonio dell’UNESCO
SLIDES UTILI PER LA FORMAZIONE
Esistere con stupore
ULTIMI AGGIORNAMENTI

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

28 Agosto 2009

Beppino Lodolo – una voce amica per gli italiani nel mondo

BEPPINO LODOLO

10 Marzo 2008

SOLIDARIETA’ per chi soffre della malattia del BURULI

http://www.amicipl.it/WebBuruli.htm
http://it.youtube.com/watch?v=tDdRLKJYd3w
Chi volesse aiutare queste persone scriva:
e-mail:roberto@amicipl.it

EMERGENZA MALI
Aiutiamo una bimba cinese senza arti inferiori:

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chinagirl.pps

 

 

20 Ottobre 2006

Preghiere con testi e mp3

Preghiere con testi e mp3

IL CASO DI UNA STIMMATIZZATA DI UDINE, RAFFAELLA LIONETTI, UMILE MISTICA
Raffaella Lionetti, la Gemma Galgani di Udine

6 Agosto 2006

Riflessioni audio in mp3. Video personali

Riflessioni audio mp3 Video personali

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron

21 Novembre 2001

Artisti Friulani

continua