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Gv 10,1-10 IV di Pasqua

 

A sera, i pastori erano soliti condurre il loro gregge in un recinto per la notte, un solo recinto serviva per diversi greggi. Al mattino, ciascun pastore gridava il suo richiamo e le sue pecore, riconoscendone la voce, lo seguivano (B. Maggioni).

Su questo sfondo familiare Gesù inserisce l’eccedenza della sua visione, dettagli che sembrano eccessivi e sono invece rivelatori: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome. Quale pastore conosce per nome le centinaia di pecore del suo gregge e le chiama a sé a una a una? Per Gesù le pecore hanno ciascuna un nome, ognuna è unica, irripetibile; vuole te, così come sei, per quello che sei.

E le conduce fuori. Anzi: “le spinge fuori”. Non un Dio dei recinti ma uno che apre spazi più grandi, pastore di libertà e non di paure. Che spinge a un coraggioso viaggio fuori dagli ovili e dai rifugi, alla scoperta di orizzonti nuovi nella fede, nel pensiero, nella vita. Pecore che non possono tornare sui pascoli di ieri, pena la fame, ma “gregge in uscita”, incamminato, che ha fiducia nel pastore e anche nella storia, nera di ladri e di deserti, ma bianca di sentieri e di sorgenti.

Il pastore cammina davanti alle pecore. Non abbiamo un pastore di retroguardie, ma una guida che apre cammini. Non un pastore alle spalle, che grida o agita il bastone, ma uno che precede e convince, con il suo andare tranquillo che la strada è sicura.

Le pecore ascoltano la sua voce. E lo seguono. Basta la voce, non servono ordini, perché si fidano e si affidano. Perché lo seguono? Semplice, per vivere, per non morire. Quello che cammina davanti, che pronuncia il nome profondo di ciascuno, non è un ladro di felicità o di libertà: ognuno entrerà, uscirà e troverà pascolo. Troverà futuro.

Io sono la porta: non un muro, o un vecchio recinto, dove tutto gira e rigira e torna sui suoi giri. Cristo è porta aperta, buco nella rete, passaggio, transito, per cui va e viene la vita di Dio. “Amo le porte aperte che fanno entrare notti e tempeste, polline e spighe. Libere porte che rischiano l’errore e l’amore. Amo le porte aperte di chi invita a varcare la soglia. Strade per tutti noi. Amo le porte aperte di Dio” (Monastero di San Magno).

Sono venuto perché abbiano la vita, in abbondanza. Questa è il vangelo che mi seduce e mi rigenera ogni volta che l’ascolto: lui è qui per la mia vita piena, abbondante, potente, vita ‘cento volte tanto’ come dirà a Pietro.

La prova ultima della bontà della fede cristiana sta nella sua capacità di comunicare vita, umanità piena, futuro; e di creare in noi il desiderio di una vita più grande, vita eterna, di una qualità indistruttibile, dove vivi cose che meritano di non morire mai.

 

p. Ermes Ronchi

 

Fb Gv 10,10

Io sono la tua porta

 

Per me, una delle fra­si più solari del Vangelo, dove poggia la mia fede, che mi rigenera ogni volta che l’ascolto: sono venuto per la vita piena, abbondante, gioiosa. Non quel minimo senza il quale non è vita, ma quella esuberante, eccessiva, che rompe gli argini e tracima, scialo di libertà e coraggio.

La parola “vita” lega tutta la Scrittura; è supplica nei Salmi: fa’ che io viva! Fammi camminare sui campi della vita! Giona si adira con Dio perché, invece di distruggere Ninive, è pastore per i centoventimila della città che non distinguono la destra dalla sinistra. Il primo dei comandamenti è: scegli la vita. Tutta la legge di Mosè introduce a questo: “Hai davanti a te la vita e la morte. Scegli!” E supplica, ti prega: scegli la vita! Vita è tutto ciò che pensiamo per riempire questo suono, è cambiare desiderio e mete, è gioia nelle terre di Dio.

Ancora, la piccola parola “vita” rende inconciliabili il pastore e il ladro. Unica condizione: ascoltare quella voce che chiama le pecore per nome, quel Gesù per cui non c‘è il gregge, ma ciascuno ha un volto.

Il pastore della vita entra nel recinto delle pecore. Lì egli pronuncia il mio nome e la mia verità: maestro capace di accogliere tutti i miei sentimenti. Sulla sua bocca il mio nome dice intimità, e lui mi chiama senza evocare nessun ruolo, autorità, funzione, attributo, riconoscendo il mio solo, puro e autentico io. Senza aggettivi.
Io sono la porta. Non muri o steccati a dividere; Cristo è passaggio, apertura, pasqua, breccia di luce, vita che entra ed esce. Lui è una porta sulla soglia dell’amore leale e sicuro, (chi entra attraverso di me si troverà in salvo); più forte di ogni prigione (potrà entrare e uscire), dove placare la fame e la sete della storia (troverà pascolo).

E le conduce fuori: il Dio degli spazi aperti!

Il pastore bello cammina davanti alle pecore. Non grida, non minaccia per farsi seguire, ma precede sicuro davanti a tutti a prendersi in faccia il sole e il vento! Lui, pieno di futuro, mi rassicura: tu non sei nel vecchio recinto dove si deve solo obbedire, sei nella vita definitiva, eterna, dove Qualcuno provvede manna per quarant’anni di deserto, pane per cinquemila, anfore colme fino all’orlo, acqua che diventa il miglior vino, pelle di primavera per il lebbroso, pietra rotolata per Lazzaro, vaso di nardo profumato a riempire la casa.

Dio non risponde ai miei bisogni essenziali, questo lo faranno altri, lui vuole per me la fioritura di tutto ciò che posso essere.

L’asse attorno alla quale danza il Vangelo è vita piena da parte di Dio, che un verso bellissimo di Giuseppe Centore canta così: “Tu sei per me ciò ch’è la primavera per i fiori!”. Senza te non esisto.

 

p. Ermes Ronchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’Aldilà nella dimensione dei redenti in Cristo, la nostra attività volitiva sarà diversa da quella che abbiamo ora sulla terra, perché più evoluta ed in stretta unione con Dio, il quale è AMORE PURISSIMO.

Alcuni, ingenuamente, si auspicano che si possa praticare lo sport preferito anche nell’aldilà. Forse è meglio riflettere sulla funzione essenziale dello sport in questa dimensione terrena.

Oltre ad essere uno svago, esso è una forma di esercizio per il corpo e per la mente. La sana competizione forgia il nostro carattere, ci aiuta a conoscere gli altri, i nostri limiti psico-fisici e le nostre reali capacità. La vittoria ci gratifica, la sconfitta ci rende più umili.

Nell’Aldilà ne avremo davvero bisogno? Lì saremo già tutti in perfetta Comunione in Cristo ed ognuno sarà trasparente agli altri alla Luce divina. Ci sarà davvero bisogno della competizione sportiva che intendiamo noi terrestri?

I nostri veri interessi saranno concentrati unicamente nel contemplare gioiosamente la Misericordia e la Potenza divina in uno scambio d’amore reciproco all’interno del dinamismo Trinitario.

Ciò che contempleremo sarà così grande e misterioso che ogni attività della vita passata sulla terra sarà davvero relativa. Anche in questa dimensione terrena nessuno, una volta adulto, occuperà il suo tempo a giocare con i giocattoli che amava da infante: questo perché, cresciuto, non gli interessano più, anche se la loro vista potrebbe suscitare sentimenti nostalgici.

L’abbondanza di vita che contempleremo in Dio sarà infinitamente più gratificante.

Un esempio come semplice metafora: se un invitato (sano ed affamato) entra in una splendida sala dove c’è a sua disposizione una mensa riccamente bandita di ogni ben di Dio e si limitasse a desiderare di mangiare solo un’oliva posta ai margini, cosa pensereste?

Desiderare, quindi, che nell’aldilà si possa fare ancora l’attività sportiva di questa terra è piuttosto limitativo, perché ci saranno situazioni infinitamente più interessanti…

Chi entra nella dimensione divina si ritrova ad ammirare continue novità spirituali molto superiori alle sue aspettative terrene e non sarà mai stanco di contemplarle nella gioia dei Beati, perché in Dio il suo sguardo le abbraccerà nell’istante eterno, non nel tempo cronologico.

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

 

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA (con disegni di Perla Paik) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

 

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IV DOMENICA DI PASQUA Giovanni   10,11-18

 

Giornata mondiale per le Vocazioni

Giornata della terra

 

Domenica del buon pastore e delle vocazioni. Tutti siamo frecce incoccate all’arco di Dio. Ognuno di noi ha una specifica vocazione umana, civile, sociale, religiosa. Per le nostre vocazioni incompiute preghiamo. Siamo tutti pastori di un pur minimo gregge: la nostra famiglia, gli amici, coloro che si affidano a noi.

Giornata mondiale della terra 1 mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera

Il Twitter di papa Francesco oggi: la difesa della terra, la difesa dell’acqua è difesa della vita. E chi è l’autore della vita? È Dio.

Siamo custodi e coltivatori, pastori della vita di tutte le creature, nostri fratelli e sorelle minori.

 

OMELIA

 

Io sono il Buon Pastore! Una delle sette autodefinizioni di Gesù: il sono il pane, vita, strada, verità, vite, porta, pastore. Ma non il buon pastore, nel senso etico di paziente, affettuoso, gentile, no: ma il pastore buono, quello vero, l’autentico, forte e combattivo, che ha il coraggio per lottare e difendere dai lupi il suo gregge.

Gesù oppone subito pastore e pecoraio, chi mette passione e chi pensa al denaro.

Io sono il Pastore bello, dice il testo evangelico originale e noi capiamo che la bellezza del Pastore non sta nel suo aspetto esteriore ma che il fascino e la forza di attrazione vengono da coraggio e generosità.

La bellezza sta in un gesto ribadito cinque volte oggi nel Vangelo: io offro! Io non domando, io dono. Io non pretendo, io regalo. E che cosa?

Io offro la vita” è molto di più che il semplice prendersi cura del gregge. È il gesto più regale e potente.

Dare, offrire, donare, gettare sulla bilancia la propria vita.

Un Dio che non chiede, offre; che non prende niente, dona tutto; non toglie vita, dà la sua vita anche a coloro che gliela tolgono.

Cerchiamo di capire di più. Con le parole “Io offro la vita” Gesù non intende il suo morire, quel venerdì, inchiodato. Lui continuamente, incessantemente dona vita; è l’attività e il lavoro continuo di Dio, inteso al modo delle madri, inteso al modo della vite che dà linfa al tralci, della sorgente che dà acqua viva.

Domenica scorsa Pietro definiva Gesù “l’autore della vita” (At 3,15): inventore, artigiano, costruttore, custode della vita. Tu che fai vivere l’universo, prega la Chiesa, nella preghiera eucaristica:

Linfa divina che ci fa vivere, che respira in ogni nostro respiro, nostro pane che ci fa quotidianamente dipendenti dal cielo.

“Io offro la vita” significa: io ti consegno il mio modo di amare e di lottare, di prenderti cura e di benedire, perché solo così potrete battere coloro che amano la morte, i lupi di oggi. Ogni epoca ha i suoi lupi…

Il mercenario, il pecoraio vede venire il lupo e fugge perché non gli importa delle pecore. Al pastore invece, importano le pecore, io gli importo. Verbo bellissimo: essere importanti per qualcuno! E mi commuove sentire la sua voce: prima vieni tu, poi io. Mi prenderò cura della tua felicità.

E qui la parabola, la similitudine del Pastore Bello si apre su di un piano spiazzante, eccessivo, non realistico: nessun pastore sulla terra è disposto a morire per le sue pecore; a battersi sì, ma a morire no; meglio aver salva la vita che il gregge, in caso di pericolo totale è più logico perdere le pecore che la vita.

È giusto, nessuno biasima chi lo fa. Ma il nostro Dio è differente.

Gesù presenta qui uno di quei dettagli che vanno oltre gli aspetti realistici della metafora, dell’immagine (eccentrici li chiama Ricoeur, cfr Ermeneutica biblica).

Come prima aveva detto: Il pastore conosce le sue pecore e le chiama ciascuna per nome.

Non so se esiste un pastore che conosce e chiama per nome una per una le centinaia di pecore del suo gregge. Forse 10, o 20, o 40, quelle che emergono. Ma proprio in questi dettagli eccessivi la similitudine si dilata, si rompe, si apre perché faccia irruzione lo straordinario di Dio.

Cristo considera me e te ed ogni uomo più importante di se stesso, per questo dà la vita. La Sua vita per la mia vita. Il Dio capovolto.

Signore non ti importa che moriamo?” grido di Apostoli in una notte di tempesta, e il Signore risponde placando le onde, sgridando il vento: sì, mi importa di te, mi importa la tua vita, tu sei importante per me.

E lo ripete a ciascuno: mi importano i passeri del cielo ma tu per me vali di più di molti passeri; mi importano i gigli del campo ma tu conti più di tutti i gigli del mondo. Mi importano gli agnelli del gregge, ma tu di più.

Di questo Dio io mi fido, a lui mi affido come un bambino.

Il versetto di Giovanni che precede il brano di oggi, che purtroppo la liturgia ha trascurato, offre la chiave di lettura: sono venuto perchè abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza (Gv 10,10). Per me una delle frasi più belle del vangelo, è la mia preferita, la frase della mia fede, quella che mi rigenera ogni volta che l’ascolto.

Non solo la vita necessaria, non solo quel minimo senza il quale la vita non è vita, ma la vita esuberante, magnifica, eccessiva; vita che rompe gli argini e dilaga e feconda, uno scialo di vita, che profuma di amore, di libertà e di coraggio.

È ora di chiudere con l’idea della religione come sacrificio e rinuncia, è ora di parlare del piacere del credere. La fede non nasce da una sottrazione, ma da una addizione. Da un di più di vita buona, da un centuplo.

Così è Dio: manna non per un giorno ma per quarant’anni di deserto, pane per cinquemila persone, pelle di primavera per dieci lebbrosi, pietra rotolata via per Lazzaro, cento fratelli per chi ha lasciato la casa, perdono per settanta volte sette, vaso di nardo per 300 denari, pastore che conosce e chiama per nome ciascuna delle pecore. E dà la vita.

E noi l’abbiamo accolta, e adesso viviamo due vite, la nostra e quella di Dio. Siamo uno e due al tempo stesso. Siamo gravidi di Dio. Un Dio che cresce dentro.

È bello sapere che la prova ultima della bontà della fede sta nella sua capacità di trasmettere e custodire umanità, vita, pienezza di vita, come il Pastore Bello.

Non gli chiederò allora: Signore, perché non converti i lupi in agnelli? Perché non abbatti i prepotenti? Perché non dai agli agnelli almeno un po’ degli artigli dei lupi?

Non glielo chiederò perchè Gesù ha già risposto: Io dò a voi la mia vita. Vi dò il mio modo di amare e di lottare, di incontrare e di accogliere, di custodire la vita e combattere il male, il mio modo di gridare “non ti è lecito!”

Solo con questo supplemento di vita potremo battere coloro che amano la morte, che disumanizzano il cuore. Ci sono i lupi, sì, ma non vinceranno. Forse sono più numerosi degli agnelli, ma non sono più forti. Perché gli agnelli vengono, ma non da soli, portano un pezzetto di Dio in sé, sono forti della sua forza, vivi della sua vita.

 

 

PREGHIERA ALLA COMUNIONE

 

E perdona, Signore, se oso mormorare,

come in una dichiarazione d’amore: Tu sei il Pastore bello.

Tu sai che quando diciamo a qualcuno: ‘tu sei bello’

è come dirgli: ‘io ti amo’.

Ti seguirò, Signore, perché a te io importo:

prima Tu – mi dici – poi io.

Perché so che nulla mancherà ad ogni attesa,

Nulla mancherà, a nessuna delle mie attese,

se non mi manchi tu. Amen.

 

 

 

Giornata mondiale della terra

Salmo del ‘Pellegrino russo’” di D.M. Turoldo

Innamorato, Signore, vai

nell’alto mattino per i campi.

E ti saluta il canneto

con mani di bimbo

lungo il fiume…

 

(Ognuno, pienamente quieto,

s’abbandoni alla strada senza meta

e si bagni le labbra e il viso

al mare di rugiada).

 

Dio, stella del mattino

lasciaci bere il sangue

alla fontana della tua rossa ferita,

paradiso della nostra origine.

 

 

Giornata mondiale della terra 1 mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera

Il Twitter di papa Francesco oggi: la difesa della terra, la difesa dell’acqua è difesa della vita.

Siamo custodi e coltivatori della vita, pastori delle creature, nostri fratelli e sorelle minori.

 

L’associazione: Casa dei sentieri e dell’ecologia integrale:

 

Stiamo avviando un progetto importante.

Non impediamoci di sognare in grande

Un presidio della Laudato Sì sul territorio

Vuol dire prendere dell’enciclica di papa Francesco la passione ispiratrice

E l’intelligenza della realtà

 

Questo progetto vuole essere:

Polo culturale + spirituale + pratico

Per prenderci cura della casa comune

Per un mondo nuovo possibile

Dove sia possibile vivere meglio per tutti:

Madre terra è oggi l’uomo bastonato sulla via di Gerico, incappato nei briganti che l’hanno avvelenata e depredata.

 

 

Che cosa facciamo nella Nuova Casa?

 

studio della Laudato si’

nuovo sguardo sul vangelo: il vangelo della terra, letto con un’ottica innovativa: a partire dalle strade e dai sentieri, dai campi, dal seme, dal chicco, dal fico, dalla vigna

 

trekking biblici

turismo lento, polmone spirituale sulla Romea Strata

 

laboratori artistici sulla natura

e di esperienze concrete, con la terra, con il pane…

 

la filiera terra-cibo-vita (il profumo della terra;) il cibo è sacro

nuovi stili di vita, sobrietà, no allo spreco, acquisti intelligenti, corti, senza scorie

 

Il depliant spiega e; se volete, potete lavorare con noi, aiutarci a:

la difesa della terra, la difesa dell’acqua è difesa della vita.

E L’autore della vita è Dio. Noi difendiamo il sogno di Dio.

 

1 Giugno 2016

SITI CON RIFLESSIONI E LITURGIA

http://www.riflessioni.it

Liturgia delle ore:
http://www.liturgiadelleore.it/

PENSIERO DEL GIORNO:

“Ogni progresso spirituale deve essere inteso come espressione di grado superiore di amore e non semplicemente come progresso del nostro comportamento morale, il quale può avere origine da un motivo gratificante e condizionarsi e terminare in esso ” (p.Albino, Diario, p.218)

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

PELLEGRINAGGI A MEDJUGORJE DA CIVIDALE

commenti personali di alcuni messaggi:

fileDBicn_doc picture
verso etern.DOC

I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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segretimedjugorje.MP3

VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

LA BIBBIA DI GERUSALEMME GRATIS IN PDF EBOOK
Per chi non lo sapesse è pronta l’intera Bibbia di Gerusalemme in formato pdf ebook gratis in lingua italiana da scaricare :


bibbia-gerusalemme.pdf

 

 

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron

1 Giugno 2016

Alida Puppo

Chi è Alida Puppo

1 Giugno 2016

Enrico Marras

Chi è Enrico Marras

1 Giugno 2016

MULTIMEDIALITÀ del curatore del portale:

VIDEO PER LA RIFLESSIONE
Video personali su alcune località del Friuli
CIVIDALE DEL FRIULI – Patrimonio dell’UNESCO
SLIDES UTILI PER LA FORMAZIONE
Esistere con stupore
ULTIMI AGGIORNAMENTI

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

28 Agosto 2009

Beppino Lodolo – una voce amica per gli italiani nel mondo

BEPPINO LODOLO

10 Marzo 2008

SOLIDARIETA’ per chi soffre della malattia del BURULI

http://www.amicipl.it/WebBuruli.htm
http://it.youtube.com/watch?v=tDdRLKJYd3w
Chi volesse aiutare queste persone scriva:
e-mail:roberto@amicipl.it

EMERGENZA MALI
Aiutiamo una bimba cinese senza arti inferiori:

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chinagirl.pps

 

 

20 Ottobre 2006

Preghiere con testi e mp3

Preghiere con testi e mp3

IL CASO DI UNA STIMMATIZZATA DI UDINE, RAFFAELLA LIONETTI, UMILE MISTICA
Raffaella Lionetti, la Gemma Galgani di Udine

6 Agosto 2006

Riflessioni audio in mp3. Video personali

Riflessioni audio mp3 Video personali

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron

21 Novembre 2001

Artisti Friulani

continua