4 Luglio 2020

LA PREGHIERA DEL CUORE PUÓ FAR BENE ANCHE AL CERVELLO

 

 

 

Chi prega con fede e devozione, convinto che il Signore lo ascolti, non si sente solo ed il suo cuore pulsa nell’Amore fervente verso Dio ed il prossimo. Anche se gli anni della vita terrena avanzano inesorabili ed il declino psico-fisico è inevitabile a causa della normale perdita neuronale, la preghiera del cuore può contribuire a mitigare un po’ questo processo riduttivo per alcuni motivi:

1) L’anima influenza la psiche e siccome la preghiera del cuore richiede anche una certa creatività personale, ciò è a vantaggio anche del cervello che, insieme ad altri espedienti, come letture o esercizi di logica, si tiene in continuo allenamento, allontanando la probabilità di demenza senile.

2) La preghiera del cuore arreca serenità interiore e ciò non è poco per il cervello, il quale ne beneficia, perché diminuisce lo stress e le cellule neuronali compiono meglio le loro funzioni

3) La preghiera del cuore stimola la memoria perché con essa presentiamo al Signore anche le varie necessità personali, quelle dei famigliari, quelle degli amici e quelle del prossimo. E questo è anche un buon motivo per allenare la mente facendo riaffiorare ricordi, volti, situazioni ecc.

4) La preghiera del cuore più efficace è quella del ringraziamento: con essa riconosciamo tutti i benefici ricevuti durante la nostra vita e le grazie che il Signore ci concede continuamente. Un cuore ricolmo di riconoscenza, mantiene attiva l’anima e la mente a beneficio anche del cervello.

 

 

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