Il morbo di Buruli

Proponiamo alcune sconcertanti fotografie di bambini colpiti da un terribile morbo e l'espistolario tra un operatore della zona e le suore che lavorano in Africa per aiutare tanta povera gente a sconfiggere la miseria quotidiana e le varie malattie. Una tra le più terribili è il MORBO DI BURULI che affligge bambini ed adulti in Costa d'Avorio e Togo.
Pensiamo seriamente ad una forma concreta di solidarietà. nell'ambito ecclesiale.

Da sempre nella chiesa si discute quale sia il ruolo della contemplazione e dell’ azione nella vita di un cristiano. Ma le risposte sono fin troppo discusse vista la chiarezza evangelica su questo punto. Il cristiano, prima contempla e dopo passa all’azione, mettendo in pratica niente di più di quello che la contemplazione gli ha suggerito. Ma nella nostra chiesa ci sono molti, troppi cristiani che mancano di uno di questi due fondamentali aspetti. L’obiettivo di questa pagina è offrire alle persone, alle parrocchie una strada per l’azione che vede nel povero l’immagine riflessa di Dio.  

In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.  

03 marzo 2008

In Costa d'Avorio, come in altre nazioni africane, è diffusa la malattia del Buruli, che causa ulcere devastanti sul corpo del malato.
Il Buruli è un'infezione causata da un batterio che si insinua nel sistema linfatico manifestandosi poi in piaghe che possono colpire qualsiasi parte del corpo.
Se non curate con massicce dosi di antibiotico e con interventi chirurgici appropriati finiscono per devastare le parti colpite, portando inevitabilmente ad una terribile morte. Non si è scoperto quale sia la causa del contagio, ma sappiamo che non è trasmissibile nei normali contatti umani, tanto che per anni le suore e gli infermieri hanno curato gli ammalati senza guanti e alcuna conseguenza. Pochi ospedali curano questa malattia in Costa d'Avorio e quelli pubblici sono a pagamento.
Le suore della Provvidenza di San Luigi Scrosoppi operano da anni insieme ai volontari in quelle zone per soccorrere quelle povere popolazioni.
La malattia è curabile anche in pochi mesi in una struttura ospedaliera, ma c'è bisogno di risorse...
Il video è organizzato da Roberto Tosolini con la collaborazione di Dario Zanon.


Nel sito degli Amici p. Luigi  si possono trovare fotografie, filmati, libri e molte altre informazioni interessanti che, per noi che guardiamo con interesse al mondo missionario e alle suore della Provvidenza, possono essere una occasione di conoscenza e approfondimento.

http://www.amicipl.it/


Proponiamo l'espistolario tra un operatore e le suore che lavorano in Africa per aiutare tanta povera gente a sconfiggere la miseria quotidiana e le varie malattie. Una tra le più terribili è il MORBO DI BURULI che affligge bambini ed adulti in Costa d'avorio e Togo.


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Venerdì 13 luglio 2001
Cara suor Domitilla
Mi ha fatto molto piacere ricevere oggi la tua mail.... Nella nostra comunità 55 persone mensilmente offrono una piccola parte del loro stipendio a favore delle missioni. Lavoriamo per 6 missioni di cui anche il Togo e il Costa D'avorio.
Stiamo però assistendo ad un lento e continuo aumento della formula adozioni a distanza e a una diminuzione alle contribuzioni libere. Siccome tra le 6 missioni solo una (suore Rosarie della Bolivia) offre il progetto di adozione a distanza , si verifica che la missione della Bolivia nel 2000 ha maturato contribuzioni per circa 10 milioni, mentre ad es. il Togo e il Costa d'Avorio insieme hanno maturato solo 5 milioni. La tendenza Ë che questo divario continui ad aumentare. Noi non riusciamo a fermarlo perché il concetto di adozione Ë' molto sentito tra la nostra popolazione.

Ho parlato con don Giuseppe Baldassi che dice di avere grosse difficoltà a fare adozioni a distanza e che quindi non le fa. Io invece gradirei molto poter fermare le adozioni in Bolivia per dirottarle verso l'Africa e nel caso specifico verso il Costa d'Avorio. Avevo tentato con il Togo, ma suor Graziella mi ha detto che ha difficoltà a fare questa gestione e di parlarne con suor Dores. Ma le comunicazioni e_mail con il Togo non funzionano. Non Ë quindi possibile portare avanti progetti di adozioni in tale situazione.

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So che i bambini del Costa d'Avorio sono bambini di passaggio, non si prestano all'adozione, ma credo che si possa mettere a punto una formula che dia spazio anche a questa forma di contribuzione. Si potrebbe ad esempio prevedere l'adozione di un "posto letto" per bambino. Voi potreste segnare i nomi ed i problemi dei bambini che nell'anno pagato sono transitati nel posto letto adottato e farci pervenire periodicamente (esempio ogni 6 mesi) l'elenco dei bambini transitati.

Questa attività potrebbe essere gestita via e_mail. Non so se questo è fattibile per Voi, ma per noi sarebbe un buon modo per fermare la disaffezione dei contribuenti verso i bambini con il morbo di Buruli. Tu cosa pensi di questa idea? Se non va bene come potremmo fare? Resto in attesa di una tua risposta Un fraterno abbraccio ......

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Domenica 15 luglio 2001 Caro ....., Grazie della tua risposta, grazie della tua e della vostra disponibilità, nell'aiutare i più deboli. Noi siamo disponibili a comunicare con voi, nel limite delle possibilità e per ciò che concerne la nostra attività!
In breve vogliamo presentarci, cosi avete un'idea di quello che facciamo e siamo per questa gente. In comunità siamo sei suore, siamo una comunità internazionale, cioè, due suore italiane, una indiana, una togolese, una brasiliana, e infine una rumena!

Tre di noi lavorano nel domenio della sanità, e tre lavorano in un centro con bambini e ragazze della strada. Per quanto riguarda la sanità, lavoriamo in un dispensario a Kongouanou, a 30 Km da Yamoussoukro, dove abbiamo la casa e la comunità! Circa le adozioni, noi non possiamo impegnarci in nessuna maniera, ma possiamo accogliere con gioia la proposta di adozione di un posto letto, ma che noi chiameremmo più volentieri e più semplicemente un prendersi a carico un bambino o più ammalati del morbo di Buruli.

Questi bambini sono da noi ospitalizzati e a volte vi restano anche un anno o più, e quasi sempre per arrivare a guarigione completa si termina con un intervento plastico. La media delle persone ricoverate da noi sono all'incirca 40, e 20-25 sono quasi sempre bambini.

Ora sta a voi vedere e decidere le modalità per poter contribuire a questa nostra opera, vedere ciò che è più fattibile per voi. Siamo disponibili a darvi altre precisioni man mano che le cose si chiariscono un po'. In attesa di una vostra risposta vi salutiamo, vi ringraziamo per la vostra collaborazione. Fraternamente: SR. Domitilla, SR. Alfonsina e SR. Maria.

buruli4 picture Lunedì

16 luglio 2001 Care sorelle Parlando con suor Armida emerge che il costo mensile di un ammalato di morbo di burulÏ Ë molto alto; potrebbe essere di circa 300.000 lire al mese. Se voi mi confermate la cifra, per iniziare questo progetto bisogna creare gruppi di famiglie che insieme possono costituire questa cifra. Ogni gruppo si prende carico di un ammalato e lo porta avanti fino alla guarigione o, se dovesse succedere, fino alla morte; dopo di che il gruppo si prende carico di un altro ammalato. A tale riguardo, appena un gruppo è formato, è opportuno avere una fotografia ed una brevissima storia del bambino ammalato. buruli5 picture Questo diventa il riferimento e la motivazione del gruppo. Ogni 2-3 mesi sarebbe bene avere notizie del bambino in modo da informare e coalizzare il gruppo.

La nostra comunità di Premariacco potrebbe collaudare questa formula e se funziona potremmo esportarla in altre parrocchie della forania di Cividale. Io sono da poco stato nominato responsabile foraniale per le missioni in sostituzione dell'amico Valneo, purtroppo gravemente ammalato. Sarà un processo lento, ma sento che può funzionare. Servirebbe una macchina fotografica digitale da collegare al vostro computer e in teoria tra lo scatto, il collegamento della macchina al computer e la spedizione via e-mail della foto digitale, bastano pochi minuti.

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Sarebbe importante sapere che computer avete e noi vi potremmo far avere la macchina fotografica (es. tramite suor Armida), ma, se tali macchine le trovate anche li in Costa d'Avorio ad un prezzo accettabile, meglio sarebbe farvi avere i soldi. Comunque per iniziare si può anche usare le vie tradizionali (foto e lettera), ma sono molto più lente e quindi inefficaci. Non so se avete uno scanner, ma anche questo potrebbe esserci utile per comunicare.

Ci sono tanti tasselli che devono essere messi a punto per far partire e funzionare questo progetto, ma se le comunicazioni e-mail funzioneranno sempre cosÏ, piano piano tutto andrà a regime, senza grandi dispendi di energie vostre e nostre. So che Voi siete molto cariche di lavoro e di problemi, ma credo e spero che questo collegamento e questo progetto possa in futuro esservi utile anche a darvi testimonianza di come siete seguite ed amate da noi qui in Italia. Sapete poi molto bene che in questi progetti, c'è sì chi è aiutato a guarire e quindi a vivere, ma c'è anche il ritorno missionario di voi verso la nostra società così chiusa nei suoi egoismi e sempre pi lontana dal messaggio cristiano di carità. Un abbraccio a voi tutte .....

buruli7 picture Giovedì 19 luglio 2001

Caro ....., abbiamo ricevuto la tua lettera e confermiamo la cifra che sr. Armida ti ha già detto. Se ho ben capito, come inizio voi prendereste un bambino in carica e poi, in un futuro , se tutto va bene, se si formano dei gruppi, prendereste altri. Tra poco, tramite un prete che va in Italia, precisamente a Udine, potrò inviarvi già una foto di gruppo, con i bambini che noi abbiamo ricoverati.

A questo proposito invierò anche la foto con uno o due bambini da soli, accompagnati della loro storia personale, un po' in grande, anche perchè tantissime cose non sappiamo manco noi. I bambini vengono da diversi villaggi, a volte anche da lontano, ma quello che sappiamo state sicuri ve lo diciamo. D'accordo???

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Per quanto riguarda le notizie riguardanti il "bambino", posso scrivervi qualcosa ogni 2- 3 mesi, per poter informare il gruppo. Dovete sapere però che questa malattia ha un processo molto lento, e credo le informazioni non varino molto da un mese all'altro.

Ciò avverrà soltanto se il bambino subisce un intervento o altro. Nell'altra lettera dicevo, che i bambini stanno da noi dai sei mesi a un anno e il più delle volte anche due.
Comunque su ciò vedremmo in seguito i dettagli e altro.

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Per quanta riguarda gli apparecchi di cui voi parlate, e fate bene, noi non disponiamo di tante cose qui, nella comunità (in città) abbiamo un computer (COMPAQ V500), ma questo non esiste nel villaggio dove lavoriamo, anche perchè da poco abbiamo la luce da quelle parti. Quindi preferiamo il metodo tradizionale, foto e lettera per cose più grandi e per il resto comunichiamo tramite la posta elettronica, sperando che tutto funzioni per il meglio e allora non ci saranno problemi.

Per farvi arrivare le foto c'è sempre qualcuno che va in Italia, allora coglieremmo ogni occasione per inviarvi qualcosa. Se questa proposta vi va bene possiamo già iniziare, con l'aiuto di DIO questa iniziativa per il bene dei pi deboli e i pi bisognosi. Vi invierÚ delle foto tramite il prete che andrà a Udine, ad agosto poi...vedremmo come possiamo fare. Cercheremmo di fare del nostro meglio, e se non sempre saremmo all'altezza ci scuserete e con l'aiuto reciproco ce la caveremmo! Sarò io, sr. Maria, che mi impegno di comunicare con voi e di inviarvi le informazioni che volete e...che noi possiamo darvi. Fin d'ora vi chiedo di scusare il mio italiano, ma...io vengo dalla Romania, quindi per eventuale espressione sbagliata scusate e...se potete passate oltre.
 
OK??? Un caro saluto a te Roberto, e a tutti quelli che vogliono impegnarsi in questa impresa, le suore di Yamoussoukro Venerdì 20 luglio 2001

Cara suor Maria Prendo atto che sarai tu a tenere i contatti con noi via email e quindi mi rivolgerò d'ora in poi a te, anche se tutto quanto ti dico e ti dirò in futuro, Ë sempre rivolto anche a suor Domitilla e suor Alfonsina. Di suor Alfonsina ho alcune fotografie datemi da Don Baldass, per cui è l'unica che conosco d'aspetto, mentre di te e suor Domitilla non ho alcuna conoscenza. Tornando al nostro discorso, noi qui ci possiamo impegnare subito a formare un gruppo di 10 famiglie (30.000 lire al mese per famiglia per un totale di 300.000 al mese come concordato) per la cura di un bambino con il morbo di buruli. Quando il trattamento di questo bambino sarà concluso, il gruppo si sposterà su un nuovo bambino. Questo primo gruppo per ora lo chiameremo "Unit 1".

Dopo la sperimentazione di questo gruppo, se funzionerà adeguatamente e ci sarà la fiducia necessaria, noi qui cercheremo di costituirne un'altro che chiameremo "Unità 2",ecc.

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Il primo gruppo consideriamolo già costituito. Ci sono già 4 famiglie sicure, le altre 6 le troveremo entro fine Agosto. Attendo quindi la foto e notizie del primo bambino. Non so se tu riuscirai a mandare subito qualche notizia, ma comunque può andare bene anche come dicevi, di farci avere, cioè, il materiale tramite quel prete che viene a Udine in Agosto. Anche di questo al momento opportuno ci potrai dare notizie pi precise via e_mail.

Per le attrezzature informatiche che ci potrebbero essere molto utili in questo lavoro, come dici tu, ne parleremo più avanti. Se il progetto dovesse crescere come tutti noi speriamo, rifletterò sulla possibilità di prendere una settimana di ferie e fare un salto da voi per portare, installare e insegnarvi a usare le attrezzature necessarie (comunque Ë tutto molto semplice e basta pochissimo per mettervi in grado di utilizzarli). Da quello che ho capito, il computer lo avete in città e non nella missine dove lavorate.

Non so se in città rientrate tutte le sere, ma se dovesse essere cosÏ avrei piacere che ci tenessimo spesso in contatto via e_mail; magari solo per scrivere due righe e dare un segno di presenza. Questo ci puÚ aiutare a costruire anche un rapporto umano utile per poi lavorare assieme. Per il tuo italiano, non ci sono problemi; lo usi già meglio di me. Anche senza accenti la comunicazione è perfetta. Che programma usi per la posta elettronica? Outlook express? Netscape? Eudora?,..... in che versione? Usi Microsoft Office (Word, ecc)? Un abbraccio fraterno ....

Giovedì 26 luglio 2001

Caro Roberto, ho ricevuto la tua del 20 luglio, non ti ho risposto subito perchè assieme a sr. Domitilla e sr. Alfonsina, siamo andate a visitare un altro centro di Buruli a quasi 500 Km distanti da casa nostra. Siamo rientrate domenica sera sul tardi, e dopo un viaggio del genere non ho manco guardato se c'era posta o meno. Il lunedÏ mattina, prima di andare a lavorare ho dato un'occhiata e ho trovato la†tua, ma era tardi e non potevo sedermi per scrivere.

Ora eccomi a te, vorrei dirti che†ho trovato un po' di notizie riguardanti i bambini, per ora ti dirÚ di una bambina, e se avrÚòil tempo di un bambino, per un'eventuale unità due. OK? La bambina che abbiamo scelto, si chiama KOUAKOU - AMENA - MARIE - FRANCE. E' nata a Kokoumbo (regione OUME), il 23. 02. 1994.

La mamma, Abo - Ndri - Odette, ha 32 anni, è casalinga ed ha 6 figli. Marie - France, è la quarta figlia, e dopo di lei ci sono altri due fratelli, il più piccolo ha 3 anni. Marie- France, ha frequentato la prima elementare nel suo villaggio, ed è arrivata qui da noi il 02.07.01, dopo aver fatto il giro dei dispensari della sua zona, per cercare di curare questa maledetta piaga. Ma...sfortunatamente, non ci sono riusciti e.., incontrando una signora per caso, lei, l'ha indirizzata qui da noi, dicendole che suo figlio ha avuto la stessa malattia, e che a Kongouanou, delle suore bianche curano questo genere di piaghe!†Dopo aver provato anche il trattamento indigeno, e senza via d'uscita, la mamma si è decisa a lasciare il villaggio e venire con la figlia nel nostro centro. Dico ciò perché da noi, quando ricoveriamo qualcuno (bambino o adulto che sia), esigiamo che abbia un membro della famiglia che lo assiste, tutto ciò per vari motivi:

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1. qui da noi, i malati vi restano a volte 6 mesi, un anno, e anche due (dipende dalla gravità della piaga), allora non vogliamo sradicare il piccolo (in questo caso) dalla famiglia e dal villaggio per un lungo periodo di tempo! 2. perchè alla sera qualcuno (mamma, sorella) deve preparare qualcosa da mangiare per la persona malata, (noi assicuriamo colazione e pranzo, alla sera si preparano da se)! 3. perchè ogni giorno bisogna lavare il malato e lavarle la biancheria, e chi meglio di un genitore può lavare suo figlio??? Dunque, qui da noi la piccola è con la sua mamma, ha lasciato gli altri figli con il padre, e lei sta con la figlia malata.

È dura lasciare gli altri, ma...d'altra parte anche noi abbiamo le nostre ragioni! Il papà, lavora alla SODEFOR, società della foresta, non ha un lavoro fisso, lavora a contratto, ed è pagato nella stessa maniera. Il tempo in cui non lavora, assieme alla moglie e ai bambini pi grandi, coltiva il suo pezzo di terra per poter tirar avanti! Non crederai Roberto, ma qui si vive alla giornata in tutti i sensi perfino per il mangiare!

Qui non esistono i nostri piccoli depositi o meglio magazzini di riserva per il domani, a stento il mangiare basta per il giorno rispettivo, il domani avrà le sue pene, le sue inquietudini, intanto oggi si mangia e basta! La povertà sta prendendo piede a passi giganti, mi auguro che tu stesso possa prenderti una bella settimana di ferie e fare un salto qui da noi, e tu stesso vedrai la realtà con i tuoi occhi. Non vogliamo assolutamente demolire l'Africa, o dire cose false per poter"ricuperare" un po' di soldi, no, finora la

Provvidenza, ha sempre provveduto al momento opportuno, per cui continuiamo ad affidarci e a credere che sarà ancora Lei, a guidarci e a suscitare persone, che in un modo o nell'altro ci sostengono e ci aiutano. Quindi, se farai come hai detto, sarai il benvenuto, vedrai tu stesso i bambini, le necessità, il lavoro. OK??? Per quanto riguarda la non conoscenza mia, e di sr. Domitilla, non ci sono problemi, ti invieremo le foto tramite il "famoso prete", che andrà a Udine.

Per ciò che concerne il prete, lui sarà ospite in una famiglia a Udine per 15 giorni, dopo di che sarà di ritorno qui da noi. Puoi rintracciarlo dal 1- 15 settembre, presso la fam. PIGAT DANILO, al seguente numero di telefono: 0432/ 284176, dicendo ovviamente che siamo state noi suore, a darti in numero, e che tu dovresti ritirare qualcosa da Don Alphons, cosi si chiama il prete! Riguardo al computer, hai ben capito che l'abbiamo in città, e non dove lavoriamo.

In città, non rientriamo tutte le sere, dal lunedÏ al giovedÏ a mezzo-giorno rimaniamo nel villaggio, poi andiamo in città il giovedÏ per pranzo (e vi restiamo quindi anche di pomeriggio e durante la notte), per ritornare nel villaggio il venerdÏ mattina, verso le 7.30, ove restiamo fino a sabato a mezzogiorno. A questo punto rientriamo in citt‡, e restiamo fino al lunedÏ mattina, e cosi via!

Dunque, come puoi costatare siamo poco tempo presenti in città, il giovedì pomeriggio poi, tra una spesa e l'altra, tra un incontro e l'altro, il tempo passa veloce, senza che ce ne accorgiamo! Il tempo passa, e tante cose non arriviamo proprio a farle, non Ë che non vogliamo farle! Il programma che uso per la posta elettronica è Outlook express, uso si Microsoft office (Word)! Ecco tutto ciò che volevo dirti, spero che le informazioni siano utili e per ora abbastanza sufficienti, per capire un po' "da lontano", la realtà di qui! Ma... ti ripeto,se tu, un giorno decidi di venire qui, fai un bel passo e tante cose le vedrai di persona, e soprattutto li conoscerai di persona!

Dicevi che di me, e di sr. Domitilla non conosci niente, in poche parole ti dico chi siamo! Io, sono una giovane suora, vengo dalla Romania, ho fatto tutta la mia formazione religiosa e professionale in Italia (a Roma). Sono infermiera, e sono qui da un anno, lavoro con sr. Alfonsina e sr. Domitilla, che è anche la responsabile della comunit‡ e del centro di Kongouanou! Puoi sapere che tutto ciò che io ti scrivo, loro sono al corrente, e tutto ciò che tu mi scrivi, sono ancora al corrente! Come stampo la lettera, la leggiamo insieme e per qualsiasi eventualità ci consigliamo ancora insieme! Va bene??? L'unico motivo per cui ho preso in mano io la comunicazione, la corrispondenza con voi è che sr. Domitilla, è troppo impegnata e per aiutarci e alleggerire un po' il lavoro, mi sono presa io questo impegno! Ora ti lascio augurandoti ogni bene. Fraternamente sr. Maria e company! Visto che il tempo questa volta me lo permette, ti scrivo qualcosa di un'altro bambino, per un'eventuale "Unita 2".

Questa volta, ho scelto un bambino, ti chiederai forse in base a cosa facciamo queste scelte??? In base alla situazione della gravità della piaga e della situazione famigliare, ecco la risposta! Il bambino, si chiama SIABE' FIDEL, nato a Tiedjankro 3 ( un accampamento vicino a Sinfla).

La famiglia vive in questo accampamento, sono 5 figli, di cui Fidel, è il più grande, ha quasi 11 anni. Il più piccolo ha 8 mesi, ed è qui da noi con la mamma, che assiste il figlio affetto da Buruli. Ti ho già detto, che quando qualcuno è ricoverato qui da noi, esigiamo che abbia un'assistenza, qualcuno dalla famiglia per i mitivi già elencati nella lettera di Marie - France. La mamma, si chiama Zolou - Jeanne, ha 27 anni, e il padre Appolinaire, ha 34 anni, e lavora come piantatore di cacao. Lavoro stagionale ma non c'è altra possibilità. La mamma, anche lei le dà una mano e in più lavora nel campo per guadagnarsi due patate, un po' di banane e di legumi per vivere. Ritornando a Fidel, è qui da noi dal 04. 05.01, ha una placca alla gamba sinistra. La piaga si è aperta, è grande ed è molto sporca!

Il bambino ha frequentato la terza elementare nel suo villaggio, Ë bravo ed è anche intelligente. Qualcuno del villaggio, ha consigliato il padre di venire qui da noi per curare la piaga del bambino, affetto già da molto tempo. Hanno provato anche loro le varie cure tradizionali ma...senza risultati, anzi peggiorando†la situazione! Allora vedendo ciò, si sono decisi di venire da noi per curarlo. Ad assistere il bambino, per ora è la mamma, ma vedo che si danno il cambio, anche perché a casa hanno gli altri figli, tutti più piccoli! E' difficile dividersi cosi, ma...d'altra parte lo devono fare anche perchè loro stessi non vogliono lasciare il bambino qui da solo. Cerchiamo di aiutarli nel modo più giusto ma...sono talmente tanti i bisogni che non sappiamo manco noi da dove cominciare.

Appena ci sembra di intravedere un po' di luce, riprendiamo la marcia e camminiamo insieme. Questa è la vita, questa è la nostra vita e la vita della gente, a volte è dura ma quando si affronta il tutto insieme, e ognuno porta un po' di questo peso, tutto diventa più leggero e pi facile! Non ti pare??? Il coraggio a questa gente non manca, mancano forse certe conoscenze di base e certe sicurezze economiche. Ognuno di noi pensa di avere qualche soldo in banca, pensa forse un domani avrà bisogno...ebbene qui tutto ciò non esiste, spesso e volentieri i soldi non bastano e non arrivano per pagare una ricetta e qualche nivachina per la malaria!

Sr. Domitilla ed io, a parte il reparto "Buruli", facciamo quotidianamente delle consultazioni e ci accorgiamo, ci troviamo di fronte a queste situazioni! Donne e mamme che a stento arrivano a pagare la ricetta o a prendere una scatola di latte in polvere. Non sembra vero ma...purtroppo Ë cosi! Per ora mi fermo qui, se qualcosa non hai capito o che non ti va ti prego di farmelo sapere. Se hai bisogno di altre notizie, ti prego ancora di chiedermele e se potrÚ rispondervi vi risponderò OK???

Ti lascio davvero questa volta e ti saluto caramente. Sr. Maria Disca!Le foto dunque alla prossima. Venerdì 27 luglio 2001 Cara sr. Maria (sr. Domitilla e sr. Alfonsina) ti ringrazio di questa tua mail cosÏ chiara ed esaustiva.

Il racconto di queste vostre giornate mi ha fatto capire molto di più quale sia il vostro lavoro e la vostra missione. Ora io la stamperò e vedrò di condividerla con gli amici del gruppo Caritas/Missionario. Ti allego una foto del gruppo Caritas Premariacco: Il primo in alto è il parroco don Gino che non è operativo nel gruppo, ma ci supporta nel "mandato", in alto a destra sono io, in basso da sinistra: LUCIA che si occupa delle adozioni a distanza con le suore rosarie e da poco anche per il Togo (5 adozioni), SILVIA si occupa dei problemi locali, segue in modo particolare alcune famiglie con problemi e una ragazza di 18 anni rimasta in coma dopo un incidente stradale, DORINA è quella che si occupa di tutta la gestione economica della Caritas e da una mano dove serve, VALNEO è il fondatore (1973) del gruppo (ora purtroppo Ë gravemente ammalato e non è più operativo.

Lo sostituisco io nelle sue mansioni). Mi sono informato su quanto costa un viaggio in costa d'Avorio; è veramente caro! Quasi 2 milioni e se dovessi venire con Paola, mia moglie, che ne aveva espresso il desiderio, sono 4 milioni solo di aereo, più tutto il resto. Devo avere importanti motivi per spendere queste cifre. Credo che questi motivi ci potranno essere, ma non ora. Vanno molto bene i due bambini che ci hai proposto anche se come ti dicevo io conto di aver definito l'unità 1 entro fine Agosto. Il progetto io l'ho già condiviso con i responsabili Caritas, ma ora dobbiamo trovare le 6 famiglie che mancano per rendere operativa l'unità.

Domani ne parlerò con suor Anna Lucia di Udine, vediamo se insieme troveremo qualche idea per accelerare ed arrivare magari entro fine ottobre a rendere operativa anche l'unità 2. Ma tutte queste idee io le ho solo in testa, ora bisogna scontrarsi con la realtà. Domani mi fermerò nella cappella di p. Luigi a Udine, davanti alla sua urna, e pregherò assieme a lui affinché la Provvidenza operi secondo le sue strade. Non so se suor Natalia ti ha detto, ma io e suor Anna Lucia abbiamo fatto un sito su p. Luigi. Credo che tu già lo conosca, ma se non fosse così, visita il sito HYPERLINK

http://www.amicipl.it


Fammi sapere cosa ne pensi. C'è un angolo anche sul Costa d'Avorio; è molto incompleto ed impreciso, ma con le informazioni che avevo non è stato possibile fare di meglio.

Visto che usi Word potresti preparare, quando hai tempo, senza alcuna fretta, alcune pagine e fotografie sulla vita della missione; me le mandi via email ed io le pubblicherò. Ho preso atto dell'indirizzo e del n° di telefono del "prete" che verrà ad Udine. Al momento giusto andrò a fargli visita come previsto. Non mi aspetto che per il futuro tu mi dia risposte così impegnative, come ora hai fatto, bastano anche poche righe, ma è importante che almeno quelle ci siano; il fatto di comunicare ci aiuta molto a trovare anche le forze e le idee per andare avanti.
Ti ringrazio di cuore. Un abbraccio a te, sr. Domitilla e sr. Alfonsina .....