Nasce in terra veneziana, ad Eraclea Mare, il 1° novembre 1937.
A 21 anni, con la Professione Solenne, entra definitivamente nell'Ordine dei Carmelitani Scalzi dove completa gli studi filosofici e teologici e a 24 anni viene ordinato sacerdote.
Dopo varie ed intense attività pastorali si specializza in teologia spirituale nella Pontificia Facoltà Teologica Teresianum a Roma.
Riprende l'impegno nella Pastorale privilegiando i ragazzi, i giovani e gli esercizi spirituali.
E' negli anni '80 che viene valorizzato il suo particolare stile di porgere il Vangelo e di far conosce Gesù. E da lì traggono origine le sue trasmissioni radiofoniche ad Ascolta si fa sera" ed i suoi libri.
PADRE ANDREA PANONT E IL FRIULI
Padre Andrea è vissuto in Friuli per alcuni anni e lo conosce abbastanza bene, per questo lo ama. Ha imparato a capire e esprimere la lingua friulana e a gustarla nel suo canto tradizionale. Spesso un friulano che lo contatta al telefono può sentirsi ribadire perfino arie di casa o espressioni friulane tolte da qualche canto come "Ave, o Vergjne us saludi" - "Se jo ves di maridami" - "Se tu vens cassù ta' cretis" - "Al cjant il gjal - mandi ninine" - ecc.
Sacerdote e farmacista
Questo è il titolo che un medico ha suggerito a questo racconto, appena ha ascoltato quanto succede in una farmacia italiana e soprattutto appena ha visto una cosa insolita, se non unica: alcuni libretti di P. Andrea Panont esposti in farmacia ed allineati tra gli antidepressivi.
Se subito lo pensava uno scherzo ben riuscito, si è ricreduto di fronte all'evidenza del racconto:
"Sono caduto in una profonda depressione - racconta un cliente - e subito per lunghi mesi mi sono messo in cura, perdendo il lavoro e le amicizie nella notte buia della malattia.
Da tempo avevo tra mano vari libretti di P. Andrea, ma ero tanto preso dal lavoro da non concedermi il tempo di sfogliarli.
La grave malattia che mi ha tolto il lavoro, mi ha ora donato il tempo per leggerli, per gustarne e goderne le vitamine che sono autentiche bombe per la salute: la fiducia nel Papà che stravede per te, e la serenità che iniettano con la consapevolezza di essere da Lui amato immensamente e sempre festosamente perdonato.
Me li leggo, li gusto e li rileggo. Appena sarò guarito li porterò in una farmacia perché vengano allineati tra gli "antidepressivi".
"Sono una professoressa di Palermo - mi racconta al telefono una signora - anche se solo a voce, vorrei ringraziarla per i libretti scritti da lei.
Le devo dire che avevo perso la fiducia nella vita, ma da quando li ho tra le mani, ho ricominciato a sperare. Grazie." Mi affretto a chiederle il suo indirizzo per donargliene altri; ma mi risponde: "so già dove pescarli."
Grazie a questa esperienza e per vari fatti analoghi, il responsabile della farmacia mi apostrofa: "E' vero; li ho letti anch'io. Le faccio una proposta: perché non ci porta una cinquantina dei suoi antidepressivi?..."
Visto che non scherzava, il giorno dopo gli ho fatto arrivare in farmacia le "insolite" medicine richieste.
Sono poi ripassato e, sorridendo, un collaboratore mi chiede tra il serio e il faceto: ma lei si ritiene un sacerdote o un farmacista? Potrebbe essere - ora lo è - il titolo d'una nuova pagina.
Ciao da P. Andrea
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Carissimo Andrea, ho visto alcuni video che erano presenti nel sito.....innanzitutto ho avuto il grandissimo piacere di rivederti...con qualche capello bianco, ma la forza e la verve sono le stesse di....30(?!?!?!) anni fa: complimenti! Anche per me il tempo è passato e i capelli virano verso il bianco, anche se il nero resiste bene (forse anche perchè sono un po' juventino...). La vita è cambiata, i problemi (come succede a tutti gli esseri umani) non mancano, ma dentro c'è sempre il MOTORE che il Signore ha avviato tanti anni fa. Ogni tanto rallenta, poi riparte e, a volte, leggendo/ascoltando messaggi come i tuoi decolla e ritrova la velocità di chi ha desiderio di continuare con impegno il viaggio della vita. Simpaticissimo il messaggio degli antidepressivi.....io che lavoro nel farmaceutico so bene che "quelli di sintesi" non hanno la stessa efficacia di quelli che "proponi" tu e che non si limitano a rimuovere i sintomi, ma scavano nel profondo scuotendo dall'interno, eliminando alla radice la causa del male. Con i tempi che corrono svolgi veramente un'opera meritoria. Viviamo tutti in un mondo caotico in cui la scala dei valori è capovolta, l'instabilità e l'incertezza nel sociale spaventano, e la speranza (una delle tre virtù teologali) non è più di casa nell'animo di tanti uomini che, di conseguenza cadono nella depressione e nella sfiducia. Sono realtà che, vivendo a contatto con gli operai e i giovani lavoratori precari, mi trovo ad affrontare tutti i giorni. Una parola di incoraggiamento li esalta, ridona loro un attimo di speranza, ma bisogna insistere....per tentare di creare un mondo migliore. Uomini migliori=mondo migliore! Grazie per quello che fai per tutti noi, perchè contribuisci a renderci migliori . Ti chiedo sempre di ricordarmi nelle tue preghiere..sicuramente il Signore ti ascolta di più....Ti auguro un buon lavoro e ti mando un abbraccio fraterno. A presto, Mauro