7 gennaio 2012

IL DEVIANTE CONCETTO DI PIL



Si parla di crescita e decrescita del PIL. Ma come lo valutiamo? Esso si basa sulla quantità di consumi e servizi, ma questo non significa “benessere”.  

Ormai l’Occidente è “vecchio” e non può più produrre beni come prima perché il mercato è saturo, la finanza mondiale è gonfiata e non corrisponde all’economia reale, dilaga la corruzione pubblica e privata.

La qualità della vita è il risultato di quello che siamo e di ciò che realmente pensiamo e desideriamo. Se ognuno di noi vivesse più sobriamente, il PIL di una nazione, che noi quantifichiamo con certi criteri, probabilmente diminuirebbe perché diminuirebbero i consumi sbagliati e superflui.

In compenso si darebbe più spazio alla ricerca e alla valorizzazione della nostra cultura.

Per non essere dipendenti dal petrolio e dalle materie prime inquinanti, ad esempio, ci dovrebbero essere investimenti controllati sul quel tipo di ricerca e questi offrirebbero occupazione.

Così per quanto riguarda le opere d’arte e i monumenti  di cui è ricchissima l’Italia. Investendo ed intervenendo in modo più razionale si creerebbe un indotto che darebbe lavoro a moltissimi. Siamo su una miniera d’oro e non sappiamo sfruttarla convenientemente.

Per questo, però, è importante anche la formazione personale dei cittadini. Nelle scuole, con l’appoggio diretto delle famiglie, si dovrebbe curare molto di più anche l’aspetto più interiore degli allievi per sensibilizzarli al gusto estetico, alla sobrietà, alla capacità di osservazione della propria mente e del mondo circostante, alla solidarietà derivante da un corretto concetto della dignità di ogni persona.

Allora i politici, i professionisti, gli operatori del pubblico e del privato, con una mentalità diversa, diventerebbero più consapevoli di essere al servizio degli altri per una società più equa e meno violenta.
Una società di persone consapevoli farebbe diminuire il tipo di PIL che consideriamo ora, ma renderebbe la vita di ognuno molto più sostenibile.

Che sia il caso di rivedere davvero questo PIL e chiamarlo IQV (indice della qualità della vita)?

Pier Angelo Piai