25 Agosto 2009

LA STOLTEZZA E LA SAPIENZA

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili.
Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. (I Cor.26,31)

In effetti, noi che vogliamo essere cristiani chi seguiamo? Un uomo vissuto in terra duemila anni fa che noi riteniamo il Figlio di Dio, ma che è stato incompreso per tutta la vita fino ad essere torturato ed ucciso terribilmente, come il peggiore dei malfattori. Ma dopo è risorto.

Ciò che ha patito è sconvolgente e va contro ogni logica umana. Anche la sua stessa nascita appare “insignificante”: non era figlio di principi o di eminenti personaggi di alta cultura, letterati o filosofi. Sua madre Maria era una semplice casalinga, una fanciulla sconosciuta sposa di un falegname, Giuseppe. Eppure su questa famigliola si narrano prodigi per opera dello Spirito.
La mentalità odierna, altamente influenzata dallo scientismo e dal progressismo tecnologico, legge questi eventi quasi come il frutto della fantasia popolare.

Ma è assolutamente impossibile che questa fantasia possa spingersi così oltre: la massa non ama le storie che dal punto di vista umano additano un completo fallimento ed anche se il rovescio della medaglia è la resurrezione, non avrebbe mai inventato una nascita così insignificante ed una morte così atroce.

I “sapienti” di oggi se la ridono di una storia così assurda. Ma la sapienza del vangelo supera ogni sapienza perché agli occhi troppo umani appare “stoltezza”.
Si sente spesso dire oggi che la morale evangelica è ormai superata e che il mondo appartiene ai furbi e a coloro che “fregano” senza lasciarsi “fregare” dagli altri. Chi vuol fare l’onesto viene considerato un “poveretto” che non ha capito nulla dell’ingranaggio della vita e vive fuori dalla realtà.

Secondo la mentalità comune la vita va goduta fino in fondo ed ognuno si arrangi. Le norme morali cristiane sono ritenuto da molti un peso assurdo da cui liberarsi, pertanto i preti e i laici cristiani che le sostengono sono considerati degli ipocriti che impongono agli altri fardelli disumani e sono degli ammalati di “bigottismo”. Oggi più che mai il cristianesimo con le sue conseguenze etiche e morali è più che mai disprezzato da moltissimi che disertano le chiese e ritengono la stessa Chiesa un’invenzione umana che nulla ha che fare con la volontà di Dio.

Ma il Figlio dell’Uomo troverà la fede quando ritornerà? – si chiedono i Vangeli.

Sì, perché qui si tratta davvero di fede autentica in un Dio che si fa uomo. Per la visione materialista è una sciocchezza, ma per l’uomo spirituale è il massimo dell’amore (e quindi della saggezza) che il Dio Unico dimostra ad ogni uomo creato a sua immagine e somiglianza, al quale dona la dignità di diventare suo figlio.

E la fede è basata, si sa, sull’assurdo, come dimostrano tutti i grandi personaggi biblici, iniziando da Abramo che per obbedienza stava per sacrificare suo figlio e tutti gli altri fino a Gesù Cristo che per obbedienza al Padre sacrifica la sua stessa vita per donarla a tutti noi.
Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto: Chi si vanta si vanti nel Signore.
(I Cor.26,31)

Pier Angelo Piai