16 Agosto 2009

LA PUREZZA DELLO SGUARDO

Dal punto di vista della conoscenza delle realtà spirituali  siamo solo sul versante “epistemologico”, nel senso che non sappiamo nemmeno come sapere.
Per aquisire il “gusto di Dio”  bisogna porsi dalla sua parte.

Il Cristianesimo ci insegna che Egli è fondamentalmente Amore.
Cercare di capire a fondo la vera natura di Dio è una presunzione per ogni essere terreno e celeste. Ma se si attende con pazienza, povertà di spirito ed amando Egli opera in noi una progressiva divinizzazione che ci avvicina sempre di più al suo Essere.

Qualcosa lo pregustiamo già su questa terra quando il nostro sguardo ha degli sprazzi di purezza: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”. La purezza di cuore non può essere compresa o attuata con ragionamenti filosofici. Essa è un misto di semplicità, distacco, benevolenza, calma interiore, senso di ammirazione, stupore, dominio di sè, amabilità ed amorevolezza, consapevolezza nella verità, umiltà, candore ed ingenuità ma anche avvedutezza e prudenza.

Quando ammiriamo con senso di amorevolezza, di mitezza e distacco un panorama, un volto, un  evento, un’onda, un ruscello, un animale, un albero, una nube, un nostro stesso pensiero, pregustiamo quello a cui siamo destinati, la vita eterna, perché in noi si fa strada la purezza dello sguardo e del cuore.

Maria è il prototipo dei puri di cuore, perché è realmente purissima ed integra interiormente.
Ella ama il Creatore e tutto ciò che ha creato e crede nella sua opera redentrice. E’ così pura che ha creduto nell’impossibile: l’Immacolata Concezione è la Creazione rinnovata….l’incontro ideale tra il Creatore e la sua creatura più umile, la quale aderisce ai piani di Dio convinta che l’Onnipotente stia facendo grandi cose in lei.

La purezza di Maria, dunque, è un punto di riferimento autentico per chi desidera diventare puro interiormente.
L
a purezza dello sguardo e della mente non è un optional per chi punta a vivere in modo autentico le realtà spirituali. E’ una meta a cui tendere, perché in noi c’è il desiderio di Assoluto, quindi siamo proiettati verso la Trascendenza e il nostro spirito geme sino a che non vedrà il suo Creatore oltre la dimensione terrena. Il nostro destino è quello di diventare “dei” cioè figli di Dio…