30 Luglio 2009

LA VISTA

Il mattino, appena ci  svegliamo, la prima cosa che facciamo è quella di aprire gli occhi.
Per tutta la giornata ai nostri occhi appaiono moltissime scene da diverse prospettive e gran parte delle cose passano inosservate per distrazione o perchè nascoste dal velo dell’abitudine.
Spesso vediamo, ma non osserviamo, oppure osserviamo solo ciò che ci interessa.

Grazie alla vista ci spostiamo con disinvoltura, leggiamo, guardiamo, contempliamo la natura, i paesaggi, i tramonti, il mare, la montagna, l’arte. Possiamo vedere i programmi televisivi, i film preferiti, giocare con i videogiochi, lavorare con impegno…
Vediamo i volti dei nostri genitori, dei parenti, dei compagni, degli amici, dell’amato o dell’amata.

Poche volte ci soffermiamo a prendere coscienza dell’utilità della vista.
Essa è un po’ come il prolungamento del cervello e della mente.
Solo quando ci imbattiamo con un cieco, forse ci lasciamo intenerire, ma poi la vita continua come se non possedessimo una delle cose più belle che il Signore ci ha dato.
Il gioco della mosca cieca è molto emblematico. Per alcuni attimi proviamo il black out della vista, ma non ci lasciamo prendere dal panico proprio perché sappiamo che è solo un gioco.  (interviste sullo scambio degli occhi)

Ma per moltissimi nel mondo non è un gioco, ma un dramma.
Nel mondo ci sono circa 37 milioni di non vedenti. Essere cieco, poi, nel sud del mondo significa essere condannati all’emarginazione, alla povertà ed anche alla morte. Anche ai tempi di Cristo essere ciechi comportava enormi disagi sociali.
Gesù ha guarito alcuni ciechi anche per dimostrarci che Egli è venuto per guarire la nostra cecità interiore.
Cosa significa? Innanzittutto è cecità non riconoscere di avere il dono della vista, mentre  milioni di  meno fortunati ne sono privi.

Poi l’uso distorto che spesso facciamo della vista dovrebbe farci riflettere.
Gesù stesso sosteneva che l’occhio è la lucerna del nostro corpo:
“La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tua tenebra!”.Quando usiamo la vista per soddisfare alle nostre bramosie inquiniamo l’interiorità e rischiamo di offuscare la verità che richiede la purezza interiore.

Gesù è stato categorico: Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, …
Con i nostri occhi possiamo orientare l’anima verso la gratudine e la contemplazione. Noi siamo tempio dello Spirito Santo e i nostri occhi costituiscono una finestra sul mondo, ma anche sull’eternità.

Vedere, quindi, non è solo percepire con gli occhi, con il senso della vista. Esiste anche un senso interiore che vede con occhi interiori.
Per chi è aperto alla realtà trascendentale questa vista interiore si schiarisce anche nella vita quotidiana, leggendo ed interpretando eventi, fatti, situazioni che sembrano comuni e banali ma indicano realtà assai più profonde.

Tutto il creato, in chi sa vedere, si trasfigura e richiama costantemente il suo Creatore che ci ha riempiti di doni straordinari, iniziando dalla stessa esistenza.

Chi possiede la vista è ricchissimo….

Pier Angelo Piai