14 Aprile 2009

L’EVOLUZIONE PERSONALE

IL SENSO DELLA NOSTRA EVOLUZIONE PERSONALE

Gli scienziati stanno da molto tempo cercando di chiarire la dinamica evolutiva dell’umanità. Non è un problema da poco. Ma vorrei porre la questione su un piano più esistenziale, perché in fin dei conti il senso della nostra personale esistenza é quello che ci riguarda più direttamente a prescindere dalle origini dell’intera umanità. Si tratta della nostra evoluzione personale.

Dal nostro concepimento noi ci troviamo esistenti in una realtà di cui prima non potevamo aver coscienza: è come se tutto ciò che esisteva prima di noi non fosse esistito perché l’essere é tale in relazione alla nostra coscienza.
Questo è un punto relativo alla logica importante sul quale ci deve essere una piattaforma di consensi: Il nulla è assenza di essere, quindi il nulla non può percepire qualcosa, quindi quel qualcosa che esiste in sé non può aver alcuna relazione col nulla, ma esiste per una coscienza percepiente.

L’essere non può assolutamente venir percepito dal nulla: il che significa che ogni essenza è tale in quanto rapportata con un’altra essenza che  la contestualizza nell’Essere cosciente. Tutto ciò  che esiste è essenza solo in virtù della relazione. Non è logico affermare che qualcosa esiste in sé senza tener conto della coscienza percepiente: anzi il grado ontologico di ogni essenza è in rapporto al grado evolutivo dell’essere cosciente. Più ci si coscientizza più l’essere traspare nella sua dimensione.

Qui si innesta il senso della nostra evoluzione personale: ognuno di noi è chiamato ad una maggiore coscientizzazione proprio perché ha il compito di rendere più trasparente per sé l’essenza fino a riconoscere il Fondamento di ogni essente che nuota nell’essere. Ognuno, insomma, “ricrea” ciò che c’é già in sé, ma lo fa con la sua coscienza che si evolve dalla percezione psico-fisica del mondo per poi orientarsi verso la trascendenza, il regno della libertà e dell’affrancamento dalle “datità” percepite.

La coscientizzazione, quindi, è un processo lento che necessita di infinite esperienze per poter cogliere i livelli dell’essere più elevati da dove si libra lontana dai condizionamenti per tuffarsi in una dimensione ontologica creatrice di nuovi gradi di coscientizzazione.
Abbiamo quindi un destino incredibile, nonostante appaia il contrario.

Siam chiamati all’esistenza per far esistere nella nostra coscienza l’intero creato e lo stesso Creatore (pur esistente in sé).  
Senza scadere nel solipsismo, possiamo davvero prendere coscienza che tutti siamo partecipi della creazione e far riesistere le cose che già esistono e che non potrebbero davvero esistere se noi non le percepissimo coscientemente. Più ci si stacca dalla dimensione terrena e più ci si purifica (soffrendo), ma questa purificazione ci conduce nel regno della libertà, ad immagine e somiglianza di Dio stesso.

Pier Angelo Piai