1 Marzo 2009

LA VITA NON E’ UN CASO

LA VITA NON E’ UN CASO

Alex vive la sua adolescenza nella speranza di un futuro migliore.
Ha dei momenti di smarrimento interiore e a volte si sente quasi disarmato di fronte alle prime difficoltà della vita.

Alex è convinto, però, che nulla di ciò che esiste è un caso. Non crede a quello che sente dire da certe persone anche importanti che vorrebbero convincerlo che nasciamo casualmente e che poi piomberemo nel nulla come se non fossimo mai esistiti.

Che senso ha esistere per poi finire nel nulla, senza neanche ricordare di essere vissuti? – si chiede
Alex desidera ampliare il proprio orizzonte mentale e osserva tutto quello che può.
Il suo corpo e la sua mente hanno un senso. Sa che l’esistenza gli è stata donata da Dio, il quale si è servito dei genitori.

L’anima che è in lui è immortale, come quella di tutti gli uomini ed è la cosa più importante che abbia perché è proprio essa che gli permette di vivere coscientemente e che un giorno gli consentirà di vivere in una dimensione di pienezza, faccia a faccia con il suo Creatore…
Alex si rende conto gradualmente che le cose terrene gli sono di aiuto per avvicinarsi a Dio Creatore.

Che cosa facciamo della nostra vita terrena? – a volte si chiede.
Siamo spesso sulla strada sbagliata perché usiamo le cose per motivi molto impropri ed egoistici. Non sempre sappiamo riportare tutto al Creatore.
Per Alex tutto è stato creato da Dio, anche il suo corpo, la sua mente e la sua anima immortale.

Alex percepisce il mondo con gli organi di senso che vengono organizzati in modo complesso dalla mente.
Perché non sempre si stupisce di questa complessità? Stupirsi significa ammirare ma anche riferire tutto all’Artefice.

Alex si chiede: se qualcosa è bello e piace,  Colui che lo ha creato cosa mai sarà? La  Bellezza origina tutte le altre bellezze. La Bontà origina tutte le altre bontà.
Il volto innocente di Alex desta stupore ma è solo un ombra rispetto al suo Creatore.
L’amicizia terrena è un riflesso di quella divina.

Il paesaggio che spesso Alex ammira canta lo splendore di Colui che lo ha voluto.
L’animale che desta meraviglie per le sue doti naturali è riflesso della incredibile creatività di Dio.
L’albero solitario che protende i rami verso il cielo ricorda il fatto che tutti noi aspiriamo alla vita eterna perché siamo stati creati per essa.

Il microcosmo che si cela in lui e fuori di lui rappresenta l’imperscrutabile disegno divino la cui trama avvolge ogni creatura terrena al cui apice è stato posto l’uomo, immagine e somiglianza di Dio.
L’Universo attuale è allora una palestra di allenamento per la vita eterna.
Alex impara ad essere sensibile anche attraverso la sofferenza e la preghiera per comprendere chi è realmente.

Quando ha un po’ compreso allora è pronto per amare più spontaneamente Colui che lo ha creato e che continuamente lo attira per unirlo a Lui nella Vita Eterna, dove ci sarà luce, pace e Amore puro…

Pier Angelo Piai