6 Gennaio 2009

EPIFANIA, adorazione e provocazione

Oro, incenso e mirra:
L’oro del mio amore concreto, l’incenso delle mie preghiere, la mirra delle mie sofferenze. Voglio adorare il bambino Gesù per farlo crescere in me fino a che io non diventi Lui, secondo il disegno che Dio ha su di me. Ci sono molte mansioni nella casa del Padre: la stella ci indica sempre Lui. Tutto deve portarci a Lui ed ognuno segue la sua stella.

I re magi adorarono Gesù, riconoscendolo Figlio di Dio e loro Re. Erano personaggi colti, sapienti ma arrivarono dopo i pastori, poveri ed ignoranti. Comunque arrivarono anche loro e si prostrarono in adorazione.

Ci prostriamo noi in adorazione?
C’è in noi la preghiera del cuore? Essa vuol dire mettersi in silenzio davanti alla sua presenza ed amarlo riconoscendolo il proprio Creatore e benefattore.
Questo bimbo deve crescere dentro di noi, ma lo dobbiamo amare realmente, credere senza dubitare, essere generosi con se stessi ed il prossimo, amarlo fino a dargli ogni attimo della nostra vita terrena, ogni respiro.

I Magi hanno lasciato le loro comode abitazioni per affrontare un lungo viaggio.
Siamo noi disposti a lasciare le nostre comodità per accoglierlo nella nostra anima che è simile ad una greppia? Egli farà della nostra greppia una reggia interiore se gli diamo il nostro cuore.
Ecco l’oro, l’incenso e la mirra.

PROVOCAZIONE

Visto e considerato che milioni di persone, soprattutto in Occidente, passano la serata davanti al televisore o al computer e vengono distolte dalla preghiera, e così vengono commessi innumerevoli peccati anche dalle persone più semplici e ben intenzionate, perché non chiedere al proprio parroco di aprirci la Chiesa ogni sera dopo le otto per fare autentica ADORAZIONE in riparazione e per la conversione dei nostri cuori?
Se è solo una questione di riscaldamento o di responsabilità basterebbe auto-tassarci e responsabilizzarci a turno, almeno un gruppetto…
Forse l’esempio si diffonderebbe e lo Spirito potrebbe attuare un’autentica rivoluzione nei nostri cuori.
Andare in Chiesa significa allontanarsi dalla tentazione della televisione, la quale spesso diffonde programmi osceni e completamente contrari alla fede, impedendo alle persone di riflettere realmente chi sono e a quale immenso destino Dio le ha chiamate: diventare Figli di Dio per l’eternità.