29 Dicembre 2008

Lavoriamo senza benedizione

Messaggio di Medjugorje del 25 Dicembre 2008

Cari figli, correte, lavorate, raccogliete ma senza benedizione. Voi non pregate! Oggi vi invito a fermarvi davanti al presepe e a meditare su Gesù che anche oggi vi dò, affinché vi benedica e vi aiuti a comprendere che senza di Lui non avete futuro. Perciò, figlioli, abbandonate le vostre vite nelle mani di Gesù affinché Lui vi guidi e vi protegga da ogni male.
“Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

COMMENTO PERSONALE

Se non si prega non abbiamo la benedizione del Signore in quello che facciamo.
Cosa significa?
La Regina della Pace insiste di pregare con il cuore. Ciò significa innanzittutto nutrire la propria fede chiedendola spesso al Padre nel nome di Gesù, attraverso lo Spirito Santo.

Poi è necessaria la convinzione che Dio, nostro Creatore e Signore, ci ama infinitamente e personalmente di un amore speciale. Ciò ci induce ad intuire i segni che Lui ci manda nella nostra vita quotidiana. Sono tanti, ma noi nemmeno ce ne accorgiamo. Tutto dovrebbe essere riportato a Gesù, anche il minimo respiro.

Se Egli volesse, essendo Onnipotente, potrebbe toglierci anche quello. Invece ci osserva ed attende pazientemente da noi una risposta d’amore. Noi gli diamo pochissimo tempo della nostra vita perché ci preoccupiamo delle faccende pratiche, di accumulare denaro per avere più sicurezza economica, contattare amici che ci garantiscono protezione ed aiuto.

Chi possiede campi spesso passa anche le feste a lavorarli.
Chi ha un negozio si dà da fare per avere clienti ed impegna la sua mente in modo univoco.
Chi ha un’impresa a volte non dorme nemmeno la notte per trovare soluzioni ai problemi e nuovi investimenti.

Ogni attività è sovente accompagnata da molte preoccupazioni e le energie mentali e spirituali spesso vengono sprecate perché il loro fine è puramente materiale.

Maria non ci invita a starcene nell’ozio. Ci invita a condire tutto quello che facciamo con lo Spirito.
Tutto passa in questa vita. Passano anche le opere, le attività e i beni accumulati.
Rimane l’amore con cui viviamo, il quale è più autentico se unito a quello di Gesù Cristo.

Se ci abbandoniamo a Gesù, meditando sul suo mistero ed avendo fiducia nel suo amore provvidenziale, le cose cambierebbero. Non ci lasceremmo sommergere da ansie e preoccupazioni che vanificano quello che facciamo perché la nostra mente non punta all’essenziale ma si disperde.

“Pensate prima al Regno dei Cieli, il resto vi verrà dato in sovrappiù” – ci esorta il Signore.
Se con fiducia mettessimo in pratica questa regola evangelica, toccheremmo con mano la Provvidenza e il nostro cuore pulserebbe nella serenità e nella gioia.

Davvero senza di Lui non abbiamo futuro. Egli solo è Colui che ci addita la salvezza da noi stessi e dalle forze oscure del male che attecchiscono sul nostro egoismo e sul nostro orgoglio.
Se riusciamo a capire cosa significa davvero pregare, allora ogni cosa che facciamo diventa una preghiera e il Signore la benedice, come ha benedetto le opere di Abramo, Isacco, Giacobbe e tutti coloro che hanno amato Dio al di sopra di tutto e tutti, prima e dopo la sua venuta sulla terra.

Pier Angelo Piai