12 Novembre 2008

ADOLESCENZA E VERITA’

Tutti sanno che l’adolescente ha un potenziale mnemonico superiore a quello dell’adulto che però è ancora in fase di organizzazione. Egli riesce ad immagazzinare ed organizzare nella sua mente i dati che più gli interessano e le tracce consolidate permangono a lungo nell’arco della sua vita.

In genere gli adulti ricordano più chiaramente alcune fasi particolari della loro adolescenza che molte altre dell’età più matura.
Ecco perché è molto importante il tipo di educazione da proporre all’adolescente.
Un metodo formativo significativo è quello di educarlo all’indagine sulla verità.

L’adolescente è dotato dalla natura stessa di una enorme curiosità. Egli scruta il mondo degli adulti per capire le loro reali motivazioni nell’agire e cosa pensano, ma soprattutto egli vuol comprendere chi è e che cosa potrebbe diventare.
Il dialogo con ognuno dovrebbe essere rispettoso della sua fase evolutiva, dei suoi ritmi di apprendimento, delle sue predisposizioni e dei suoi interessi specifici. Ma la verità va additata senza mezzi termini.

Purtroppo molti adulti sono pronti a sfruttare la sua fragile ingenuità seducendolo con il consumismo, con la sete di successo e potere, ma soprattutto con il facile edonismo.
Essendo privo di esperienza, è facile che la sua ricerca di identità lo porti ad ingannarsi.

Il relativismo etico oggi di moda, ad esempio, porta ad un frastornamento dell’adolescente il quale relativizza il bene ed il male assumendo comportamenti spesso trasgressivi che sono una reazione personale mirata alla ricerca di una identità qualsiasi.
Se si stimola positivamente la curiosità dell’adolescente incanalandola sui grandi problemi esistenziali che assillano l’uomo, sorprendentemente in lui si accende il desiderio di ricerca sul reale senso della vita e sui valori positivi su cui fondare la propria crescita umana e sociale.

Questa ricerca incomincia nella riflessione su se stesso e sulla sua identità.
Per questo è necessario fargli capire che la sua vita ha uno scopo specifico e che egli dovrà portare a termine una missione che solo lui e nessun altro potrà svolgere. Farlo sentire unico ed irripetibile può suscitare in lui una forma di stupore esistenziale che riuscirà a convincerlo di essere infinitamente amato così come è dal suo Creatore.

Ogni adolescente è capace di convergere le sue energie vitali in uno slancio inimmaginabile che lo porta a rispondere generosamente ad ogni segnale di stima e fiducia nei suoi confronti. Se si sente capito ed amato risponde con la comprensione e l’amore.
Fargli capire quanto sia amato da Dio stesso è uno dei migliori metodi educativi, capace di far scaturire in lui pensieri ed azioni di coraggioso altruismo e generosità.

E’ necessario trasmettergli una fede viva, non solo teorica, ma incarnata nei fatti, nell’esempio più sincero.
Conoscere Dio richiede molta attenzione e silenzio interiore, perché Dio è purissimo Spirito, è Colui dal quale provengono tutte le cose, anche la nostra capacità di pensare e di meditare.
E’ necessario, allora, insegnargli a dedicare il suo  tempo  alla conoscenza di Dio.

Dio chiaramente non si studia, lo si conosce nell’esperienza d’amore, nell’accogliere la sua parola, nella gioia della sua presenza in noi, nel Creato che parla continamente della sua onnipotenza…
Ogni essere vivente è una manifestazione del divino ed ogni uomo è simile a Dio.
Gesù ha detto: chi vede me vede il Padre.

Se l’adolescente riesce a comprendere a fondo questo ha già il paradiso anticipato dentro di lui e riuscirà a gustare il tremolio di una foglia, la forma di una nube, la semplicità di animale, lo sguardo di un bambino, …o qualsiasi evento e fenomeno gioioso e doloroso .
Comprende che Dio ci parla attraverso tutto e tutti. Sta a noi saper cogliere il momento.

Dal libro del profeta Osèa (6.3.6)

Affrettiamoci a conoscere il Signore,
la sua venuta è sicura come l’aurora….
poiché voglio l’amore e non il sacrificio,
la conoscenza di Dio più degli olocausti.