25 Luglio 2008

LA DIVINA MISERICORDIA


Se ci sentiamo accaniti peccatori e non abbiamo il coraggio di avvicinarci al Signore, ricordiamoci delle frasi che Gesù pronunciò ai farisei scandalizzati perchè mangiava insieme ai pubblicani ed ai peccatori: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.”

Non preoccupiamoci, quindi, della nostra fragilità. Il Signore guarda il nostro cuore.
Il Signore, purtroppo, ha pochi figli che si occupano realmente di Lui, che lo mettono al primo posto. Le nostre fragilità vengono permesse affinché noi ci convinciamo che solo Lui può realmente sostenerci e che senza di Lui non possiamo realmente far nulla. Egli preferisce il nostro reiterato pentimento con il santo proposito  di non  commettere più peccati, il quale ci rende più umili.

Molte volte agiamo con una certa autosufficienza pensando di poter fare a meno di Lui. Ma non è così. La nostra fragilità ci mette di fronte alla realtà dei nostri limiti. In questo modo siamo anche più disponibili ad ascoltarlo. Sono così pochi coloro che lo ascoltano davvero!

Moltissimi credono di servirlo occupando la giornata con mille faccende ed agitazioni, ma Gesù era stato chiaro con Marta, quando le disse  che Maria si era scelta la parte migliore, che non le sarà mai tolta.
Il Signore preferisce un’anima fragilissima, ma disponibile ad ascoltarlo, piuttosto di un’anima che si crede forte e lo caccia nell’angolo più remoto della sua vita interiore.

Ciò che ci danneggia è il voler apparire agli altri e ai nostri occhi, mentre Lui, il nostro Creatore e Signore, lo releghiamo all’ultimo posto.
Non temiamo! Gesù ci darà  la grazia per superare le nostre debolezze, ma dobbiamo fidarci e  dargli il nostro tempo e il nostro cuore. Non serve rivolgergli molte parole, basta solo guardarlo ed ascoltarlo nel segreto della nostra cella interiore.

La Verità non fa chiasso, ma richiede pazienza, disponibilità, silenzio, umiltà. Non pensiamo troppo alle nostre colpe che ci ha già perdonato. Diamogli il nostro cuore, pensiamo a Lui, alla  sua misericordia, all’amore infinito che ha per ogni creatura.

Se  sapessimo quanta sete d’amore Dio ha per voi, non faremmo altro nella nostra vita terrena: dedicargli il nostro tempo prezioso, nell’ascolto, nella preghiera, nella solitudine.
Quando accettiamo di compiere la sua volontà ci dona sempre occasioni, perché impercettibilmente Egli parla al nostro cuore e fa in modo che  lo amiamo anche nel prossimo. Ma abbandoniamoci completamente a Lui, con estrema fiducia. Quando un’anima si fida di Lui, Egli compie realmente grandi cose in lei, come ha fatto con sua Madre e tutti i santi.

Corrispondiamo dunque al suo amore e vedremo le meraviglie che ci ha riservato!

Pier Angelo Piai