22 Luglio 2008

IL PRIMO COMANDAMENTO

Luca è un adolescente che vive in un tranquillo paese di campagna.
I suoi genitori sono cristiani praticanti e desiderano che anche il proprio figlio venga educato in base ai valori cristiani, per questo frequenta l’ora di catechismo nella propria parrocchia per prepararsi a ricevere il Sacramento della Confermazione.

Luca sta crescendo e gradualmente si sta rendendo conto di vivere in un mondo che spesso  fa esattamente il contrario di quello che sente dire dal catechista.
In effetti nota che si adora il denaro, il potere, il prestigio e perfino il demonio. Moltissimi giovani hanno i propri idoli tra i quali i cantanti e sportivi famosi che vengono adorati quasi fossero Dio. Queste sono nuove forme di politeismo ed idolatria.

La televisione, egli nota, da molto spazio alla superstizione: maghi, indovini, cartomanti, maestri di vita attirano milioni di persone che poi vengono deviate dal culto dovuto al vero Dio.

Molti suoi compagni di scuola si dichiarano apertamente atei e prendono in giro chi si dichiara credente nelle verità della fede cristiana. Essi rimangono indifferenti a Dio ed affermano che non si può sapere nulla di Lui. Questo atteggiamento viene definito Agnosticismo.
Come reagire di fronte a una simile situazione?
Luca ha bene in mente quello che i genitori e il catechista gli hanno insegnato: le tre virtù teologali.

Innanzittutto chiede spesso nella preghiera il dono della fede, così potrà dissolvere i dubbi e l’incredulità. Egli desidera approfondire le verità insegnate dalla Chiesa per non cadere nell’eresia, nell’apostasia ed accettare l’autorità del Sommo Pontefice, il quale è il successore di Pietro ed ha il compito di guidare la Chiesa.

Poi desidera rimanere ancorato nella speranza: sa che il mondo d’oggi vuole toglierla ai giovani per portarli alla disperazione: ecco perché molti affollano le discoteche, si buttano nell’alcool o nella droga e fanno uso smodato della propria sessualità.

Vogliono vivere intensamente l’oggi, perché non credono più nell’esistenza di Dio, nella sua misericordia e nell’esistenza di un’anima immortale. Pensano che con questa vita terrena tutto sia finito.

Luca nella carità cerca di amare Dio al di sopra di tutto: non vuole l’indifferenza, l’ingratitudine, la tiepidezza, l’accidia o indolenza spirituale, e l’odio di Dio, che nasce dall’orgoglio.

In questo modo Luca riconosce Dio come proprio Creatore e Signore.
Sa che è Lui che ha voluto dall’eternità la sua esistenza.
Luca è unico ed irripetibile ed è destinato, come tutti gli uomini e le donne della terra ad adorarlo e contemplarlo per l’eternità. Egli prende coscienza del suo nulla come creatura che esiste solo per Dio, il quale sta facendo grandi cose nella sua vita.

Ecco perchè vuole avere come punto di riferimento della sua vita Gesù Cristo, il Figlio di Dio, fattosi uomo perchè tutti gli uomini potessero diventare simili a Dio.
Luca sa che la vita è una lotta e che bisogna con coraggio vincere le seduzioni del male. Ma nella preghiera avrà gli aiuti necessari.

Pier Angelo Piai