9 Luglio 2008

LA POESIA DELLA VITA

La vita non è né bella né brutta: è originale – sosteneva Italo Svevo.

Ti sei mai chiesto perché l’Universo è proprio così come lo vedi?
Non poteva apparire in forme completamente diverse?
Pensi tu che in questo sterminato Cosmo non esistano forme di vita completamente differenti dalla nostra? Puoi realmente dimostrarmi il contrario?

Osserva attentamente i cerchi concentrici dei tronchi, la struttura elicoidale del DNA, la forma spiralica della galassia.
E’ come se fossero lì ad indicarci il senso della nostra evoluzione! Dal microcosmo al macrocosmo non intravedi un “leit-motiv”, quasi un comune denominatore?

Osserva l’Universo: miliardi e miliardi di enormi Galassie come queste popolano l’Universo da noi percepito.

Esso sembra limitato dalle nostre attuali conoscenze ma in realtà è assai più grande di quello che immaginiamo.
Un’energia a noi sconosciuta ha dato inizio a quello che definiamo il Big-Bang. In qualche frazione di secondo si sono formate minuscole particelle e gli atomi.

Il tuo stesso corpo è fatto di elementi che hanno avuto origine miliardi di anni fa…

La terra, minuscolo pianeta vagante nello spazio, è uno dei frutti di questa misteriosa energia che ancora la sta avviluppando, condensando materia intersiderale proveniente da tutte le direzioni più impensabili.
Ma la terra stessa, che sembra statica, è in movimento, come testimonia la sua crosta corrugata da un suolo elevato e depresso.

Le montagne rappresentano il frutto più evidente del dinamismo della terra. Ed è proprio dalla terra che è potuta germinare la vita che ai nostri occhi appare così diversificata.
La coscienza sorta sul nostro pianeta è rivolta costantemente all’infinitamente grande, il Macrocosmo popolato di stelle, ed è stupita dell’Universo che si cela nell’infinitamente piccolo, il microcosmo.

La nostra Galassia forma un enorme spirale che ha una larghezza di centomila anni luce mentre lo stesso DNA, il mattone della vita, si eleva come una micro-spirale.
L’uomo è il frutto dell’Universo e ha dentro di sé dei semi, i semi del mondo dell’espansione senza limiti.

Egli è l’essere più piccolo del sistema, eppure è da Lui che parte l’espansione.
L’Universo Infinito crea in sé questa spirale e l’uomo, una volta giunto al centro di questo vortice, ritorna verso l’Infinito.
La vita va vissuta in modo anche poetico, pur tenendo i piedi a terra. Anche la quotidianità, se vogliamo potrebbe essere sempre straordinaria..

La vita ha il suo fascino ed anche il tempo riserva sempre delle novità.
Chi ci dice che la nostra vita terrena durerà fino alla prossima estate, o fino al mese venturo, o fino alla prossima settimana o anche fino a stasera?
Chi è realmente sicuro di essere vivo fra un’ora, o fra un minuto? A te pare un paradosso, ma è proprio la percezione di questa imprevedibilità del tempo che ci rende felici, perché ci fa gustare meglio ogni attimo della nostra vita.

Non diamo mai per certo che arriveremo alla sera e la notte al mattino.

Così ogni istante è per noi il tramonto, ma anche l’aurora di una nuova vita.
La vita vissuta in modo autentico porta alla rivelazione di una verità che non è frutto di una arida dimostrazione razionalistica, ma come acqua che sgorga da una fonte, frutto dell’ascolto e della riflessione interiore.

Lentamente muore chi non sa godere di un tramonto, chi non ammira un paesaggio, chi non si ferma ad ascoltare il ruscello.
Muore chi non ama la pioggia, il sole, la notte stellata, il bosco e gli alberi, le foglie ed i fiori.
Lentamente muore chi non vuole ascoltare il silenzio o la musica dei grandi compositori.

Muore chi ha paura degli altri e chi non ammira i corpi e le anime, chi non è solidale con il prossimo, chi non sa piangere con chi soffre e chi non sa gioire con chi è contento…

Muore gradualmente chi non ricerca la solitudine o non si tuffa nel turbinìo della folla rimanendone indenne.
Muore chi non ricerca la Verità nella Vita e chi non riconduce tutto a Colui che ha donato l’esistenza a tutto ciò che esiste…

Muore lentamente chi non sa scorgere la poesia nella sua stessa esistenza.

Pier Angelo Piai