7 Giugno 2008

LA VITA E’ UN SOFFIO



Is 40, 6
Ogni uomo è come l’erba e tutta la sua gloria è come un fiore del campo.

Salmo 89

Li annienti: li sommergi nel sonno; sono come l’erba che germoglia al mattino: al mattino fiorisce, germoglia, alla sera è falciata e dissecca.

Consideriamo il nostro passato: quei frammenti che rammentiamo sono tutti concentrati nei nostri ricordi, perché in realtà esso non esiste più.

Sono scomparse intere civiltà.

Ognuno ha avuto parenti, amici che ora sono del tutto scomparsi dalla faccia della terra. Hanno avuto una vita simile alla nostra con le proprie fragilità, speranze, gioie, delusioni, sofferenze…
Ora sono nei loculi o nella terra. Chi si ricorda di loro?
Anche i grandi della storia che hanno fatto parlare di sè, dove sono? Cenere…

Una volta la Madonna a Medjugorje ha detto che noi siamo come i fiori di primavera che oggi sono meravigliosi ma che domani non c’è traccia di loro.

San Francesco di Sales scrive su Filotea:
1. Pensa a quanto sia incerto il giorno della tua morte. Anima mia, un giorno tu uscirai da questo corpo. Quando? In inverno o in estate? In città o in campagna? Di giorno o di notte? All’improvviso o con preavviso? Sarà per malattia o per incidente? Avrai il tempo di confessarti, oppure no? Avrai vicino il tuo confessore e il tuo padre spirituale? Di tutto ciò non ne sai proprio nulla. L’unica cosa certa è che moriremo tutti, e prima di quando pensiamo.

1. Pensa che in quel momento, per quello che riguarda te, il mondo finirà; per te sarà proprio finita! Ai tuoi occhi tutto si capovolgerà. Sì, perché i piaceri, le vanità, le gioie del mondo, gli affetti inutili ti sembreranno fantasmi e nebbia.
Ti accorgerai allora che sei stata sciocca ad offendere Dio per quelle insulsaggini e quelle chimere! Vedrai che quando abbiamo lasciato Dio, lo abbiamo fatto per un nulla. Per contro, tanto dolci e desiderabili ti sembreranno la devozione e le opere buone: ma perché non ho percorso quella via bella e piacevole? In quel momento i tuoi peccati, che ti sembravano peccatucci, li vedrai ingigantiti come montagne e la tua devozione ti sembrerà piccola piccola.

2. Pensa agli addii senza fine e pieni di languore che la tua anima darà alle cose di questo basso mondo: addio alle ricchezze, alle vanità, alle compagnie melense, ai piaceri, ai passatempi, agli amici e ai vicini, ai genitori, ai figli, al marito, alla moglie; per farla breve, a tutti; e, per chiudere, al tuo corpo che dovrai abbandonare esangue, smunto, emaciato, schifoso, e male odorante.

3. Pensa alla fretta che avranno di prendere il tuo corpo e nasconderlo sotto terra; ciò fatto, la gente non penserà più, o quasi, a te; non se ne ricorderanno più, come del resto tu hai fatto per gli altri: Dio lo abbia in pace, si dirà, e amen! Tu, morte, fai seriamente pensare, sei impietosa!

4. Pensa che una volta uscita dal corpo, l’anima prende il suo posto: o a destra, o a sinistra. Tu, dove andrai? Che strada prenderai? Non dimenticare che sarà la stessa nella quale ti sei incamminata in questo mondo.

Appena ti svegli al mattino quali sono i tuoi primi pensieri? La casa, la famiglia, il lavoro, gli amici?
Osserva bene la tua mente: è un continuo peregrinare tra un progetto e l’altro, tra ricordi frammentati e sentimenti vari.
Soffermati un momento a pensare a quanti di quelli che hai conosciuto si sono alzati al mattino e non sono riusciti a raggiungere la sera.

Ti sembrerà un pensiero lugubre, ma se lo sai utilizzare per il verso giusto potrebbe realmente aiutarti a rettificare tanti atteggiamenti e a bonificare la tua mente.

In effetti, con estrema sincerità, chi ti garantisce che potrai tranquillamente raggiungere questa sera e coricarti tra le calde lenzuola come fai sempre?
Chi è certo di rimanere vivo tra un’ora o tra un minuto? Quanti sono morti improvvisamente per un malore o per un incidente? Erano pronti per presentarsi davanti al loro Creatore?

Forse è stato colpito qualche tuo conoscente, basta leggere la cronaca dei giornali o ascoltare i telegiornali!  
Eppure tendiamo a dimenticare, perchè il nostro cervello rimuove spesso gli eventi spiacevoli. La morte improvvisa degli altri ci fa veramente paura perché temiamo molto la nostra. E anche tu, probabilmente, non osi confessare a te stesso che ti fa molta paura. Preferisci forse pensare a quelli che hanno raggiunto un’età superiore alla tua…

Se però tu avessi il coraggio di pensare spesso al fatto che nessuno è sicuro della propria ora finale, avresti  un atteggiamento diverso con te stesso, gli altri e la vita. Forse guariresti da certi vizi, cominceresti ad essere più tollerante verso il prossimo e ad amare di più i tuoi familiari accettandoli così come sono.

Ricordati spesso della tua morte terrena: questo potrebbe essere un pungolo per migliorarti e vivere più intensamente ogni attimo che ti è stato donato da Dio.