22 Marzo 2008

La nostra progressiva divinizzazione

L’infinito amore del Padre per il Figlio ha in sé elementi che per la ragione umana appaiono davvero assurdi. Come permettere al proprio Figlio prediletto ed innocente una morte così atroce?

Dimentichiamo che Cristo avrebbe potuto rifiutarsi, ma ha accettato la sua morte dolorosissima ed infame per amore verso il Padre e per tutta l’umanità.
Si è offerto come vittima per i nostri peccati spalancandoci le porte del Paradiso (“Oggi stesso tu sarai con me in Paradiso”).
Noi invece non accettiamo volentieri tutti i calici amari che ci vengono proposti durante la vita terrena.

Dio va amato perchè ci ha donato l’esistenza, perchè il suo è vero amore gatuito.
E’ necessario credere, perchè la Bontà è nella stessa natura divina.
A noi spesso la vita terrena pare una cosa assurda: si nasce nel dolore e si muore sfiniti. Ma ci attende un’eternità di gioie.

Là contempleremo davvero la bontà di Dio. Ma più di tutti contempleremo la sua misericordia che ci ha consentito di divinizzarci senza sostanziale merito, però solo  per alcuni meriti uniti a quelli di Gesù Cristo.

Possiamo provare amore e gratitudine verso il Figlio meditando il fatto che si è offerto liberamente per noi.  
Se ancora non ci convince la considerazione che Egli era Figlio di Dio ma anche Dio stesso incarnato – per il fatto che l’onnipotenza ci avrebbe potuto anche evitare il dramma umano della sofferenza fisica e psicologica – allora guardiamo sua Madre: Creatura umana, la cui natura non è divina, che ha detto sì al piano di Dio, ha sofferto in silenzio, ha seguito suo Figlio fino alla morte rimanendo fedele discepola e dal cui Figlio e ha ricevuto l’incarico specifico di essere madre della fede di tutti i credenti.
Cosa vogliamo di più? Dio ci ha donato persino sua madre. E’ un amore inconcepibile, fuori da ogni dimensione prettamente umana.

Il passaggio dal nulla all’essere, nel piano divino, chiede sempre la collaborazione dell’essente. Dio desidera che partecipiamo della sua gloria, la quale comporta amore, dono, creatività e gioia. La natura divina respira la vera libertà.

Chi desidera divinizzarsi lo deve fare in piena libertà, nella scelta consapevole del bene in quanto tale. Dio non sa che farsene di automi, di coloro che in modo ripetitivo vivono nella paura e nella monotonia orizzontale della vita.

Dall’automatismo dei nostri condizionamenti dovremmo passare alla libertà dell’essere perché l’Essere è libertà e l’Amore agisce nell’ambito della libertà.
Chi non è libero si disperde nella molteplicità che porta sul versante del nulla.

Ma siccome “la Verità vi farà liberi”, accettare il piano di Dio su di noi, per quanto assurdo appare ai nostri occhi (…le storie citate sulla Sacra Scrittura non sono di per sè assurde per una mente terrena?), implica una risposta d’amore nella fede: non capisco, la mia mente terrena vede assurdità, ma credo fermamente che la giustizia divina superi realmente ogni immaginazione e che il Regno di Dio si attui nella libera adesione del mio animo al piano divino.

Non capisco perchè sono stato immerso fragile in un mondo di fragili, perché Dio ha permesso che suo Figlio patisse così crudelmente, perché la mia vita terrena e quella dei miei simili commortali sia costellata da tanti patimenti ed amarezze, non capisco il senso della nostra esistenza, dell’Universo materiale, del dolore universale. Non capisco nulla del senso di tutto.

Gesù mi ha rivelato la Verità che per la mia povera mente rimangon alcuni semi di verità che io stesso dovrò far crescere in me con il suo aiuto, perché anche la fede deve crescere se vogliamo liberamente divinizzarci.

Pier Angelo Piai