21 Luglio 2006

La tristezza

Non entri troppo la tristezza nei nostri cuori, non diamole spazio: pensiamo alla bellezza del Creato e all’Onnipotenza del suo Creatore…

In un cuore troppo triste lo Spirito non può agire liberamente. Ma il Signore sa perché siamo soggetti spesso alla tristezza.

Chi è triste preghi… pensi ai benefici che ha avuto dal Signore e che sta ricevendo senza prenderne coscienza.

Pensi ai cinque sensi, pensi alla sua storia, alla sua esistenza, alla infinita Misericordia che Dio ha avuto nei suoi confronti. Si è tristi per molti motivi, ma nel Signore ogni tristezza si trasforma, è purificatrice, anche se non capiamo.

Ed anche se la preghiera non dovesse sortire i suoi effetti, chi è triste abbia pazienza: prima o dopo il Signore verrà a sollevarlo, perché Egli non si dimentica delle sue creature.

Ognuno di noi è conosciuto fino in fondo ed il piano del Signore si realizza sempre. Passerà anche la tristezza come tutto passa in questo mondo.

Chi è triste pensi proprio alla transitorietà del tutto e indaghi sulle origini della sua tristezza. Forse si è troppo attaccati alla vita terrena, agli altri, ai propri beni materiali, alla salute…

Forse accendiamo troppo certi desideri inconsapevoli del fatto che proprio i desideri spesso generano tristezza.

Forse ci proiettiamo troppo in avanti con la fantasia: ma il tempo futuro non ha alcuna consistenza perché ci è ignoto.

Forse ci proiettiamo troppo all’indietro, ma i ricordi esistono solo nella nostra mente.

Forse abbiamo paura del presente: ma tutto passa.

Chi è triste preghi. Il Signore Onnipotente è in grado anche di fargli cambiare l’umore, e sa bene come.

Chi è troppo triste pensi alla vita di Gesù Cristo, il quale ha passato dei veri momenti di tristezza, ma è sempre rimasto intimamente unito al Padre.

Allora la sua tristezza si tramuterà in gioia, perché sa di avere un amico che lo comprende e che lo ama così come è.

Pier Angelo Piai