10 Luglio 2003

Ascoltate il popolo

Pradamano, 13 – giugno – 2002.

ASCOLTATE IL POPOLO.

C’erano una volta e ci sono anche oggi, delle persone abituate a gestire le imprese e le istituzioni, imponendo la loro volontà, “dall’alto”, in modo chiuso e aggressivo, senza sentire le sacrosante esigenze che nascono e sono vissute dolorosamente “al basso”. Jan Carlzon, nel suo libro, “La piramide rovesciata”, la bibbia del manager nell’era dei servizi, lo ha scritto e insegnato molto bene.

E’ indispensabile che le aziende e le istituzioni raccolgano, dati reali forniti dal basso e superando i corporativismi, gli egoismi politici e clientelari, sappiano adeguarsi alle tendenze, alla competitività e alle strutture del mercato, con strategie responsabili, compatibili e costruttive. Questa premessa, per evidenziare, come le stesse cose siano state dette al convegno di Santa Margherita Ligure, da Giulio Tremonti parlando ai giovani industriali di immigrazione e pensioni.

Bisogna cambiare e non continuare a gestire il proprio “particulare”, ha affermato il Ministro, gli stranieri devono essere aiutati a casa loro e non servono alle nostre pensioni. Il Friuli, invece, sta chiedendo, extracomunitari, senza cercare prima di cambiare e di togliere, i vincoli e i condizionamenti che impediscono ai giovani, alle donne e ai pensionati, di essere una risorsa nel mercato del lavoro. In tal modo, in parte, la “penuria” di manodopera potrebbe.diminuire.

Purtroppo, il “Sistema impresa – sindacato – governo”, continua con le vecchie politiche taccagne che hanno provocato questo “stallo” e dal quale non sarà facile uscirne. Finita la droga della svalutazione, ha detto inoltre Tremonti, il rilancio dell’economia italiana non va ricercato nel nuovo “viagra sociale degli extracomunitari , bensì applicando altre strategie come quelle attuate dall’Irlanda del Nord. Ai giovani industriali, nell’era della globalizzazione, il Ministro raccomanda “Ascoltate il popolo e tenete conto di quello chepensa”.

Eugenio Di Barbora

Pradamano