21 Luglio 2003

La sua e la nostra volontà

44° Capitolo

Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà! (Lc.22,42)

Esistiamo per amore. Dobbiamo credere in questo. Tutto il resto è solo un tintinnio se non crediamo che Dio è Amore e che il fine della nostra vita è diventare amore. Fa paura il non-amore. Troppe domande possono anche offuscare il rapporto amoroso con la vita. Vita interiore ed esteriore. Nella vita c’é il turbinio delle cose e degli eventi. Se siamo stati scagliati in questo turbinio, c’é un motivo. l’Amore può scaturire anche dalla compassione per il proprio e l’altrui dolore; per ora é una compassione carica di interrogativi che non é ancora vera compartecipazione.

E’ domanda sul senso del dolore. Ci prostriamo davanti a Dio convinti della sua Onniscienza e della nostra pochezza. Nella nostra limitatezza gli poniamo inquietanti interrogativi. Lui ha senz’altro una risposta che eccede la nostr limitata logica. E’ sempre una risposta d’amore che va al di là di ogni nostro tentativo razionalizzante. E quella risposta é suo Figlio incarnato, morto e risorto. Perché lo ha trattato così? Perché Dio ha trattato suo Figlio in quel terribile modo per una creatura così limitata quale è l’uomo? Non gli bastava la beatitudine della sua pienezza e della sua potenzialità creatrice? Eccesso d’amore? Ma perché ha voluto coinvolgere noi fragili uomini in questo eccesso d’amore?

Basta soffermarsi sull’obbedienza di Gesù Cristo al Padre. Nell’orto degli ulivi probabilmente avvertiva nella sua angosciosa veglia un’assurdità tentatrice: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!” Chissà quanti interrogativi penosi erano concentrati in quell’espressione orante! Il Figlio primogenito sottoposto ad una sofferenza così immensa! La sua innocenza e il dolore dell’umanità…tutto concentrato nel suo essere Dio e uomo contemporaneamente…Se Egli è Padre ascolta i lamenti del Figlio. Gli manda un angelo a confortarlo. E quando trova i discepoli addormentati per la tristezza disse loro: “Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione” Lui sa cos’è la tentazione suprema. Penso che sia stata quella del Getsemani.

E’ la tentazione relativa alla coscienza che ritiene assurda ogni forma di sofferenza per entrare nel regno dell’amore. E’ realmente una tentazione angosciante che porta a trasformare il sudore della fronte in sangue. Il sangue é simbolo della vita che fuoriesce dal dolore dell’anima. E’ in definitiva la tentazione più grave dell’uomo che lo porta ad anestetizzare in sé tutti gli slanci d’amore che lo Spirito attiva continuamente. “Perché dormite?” Ora intuiamo il recondito significato di quella domanda. Gesù ci chiede di non anestetizzare i nostri slanci d’amore nel sopore. Bisogna vegliare nella preghiera insistente: “Tuttavia non sia fatta la nostra, ma la tua volontà” La nostra volontà si annullerebbe nell’inerzia, quindi nella non-vita. La sua volontà, per quanto assurda, ci ripristina sulla via dell’Amore.

La sofferenza in questo contesto è l’enorme fatica che si fa per vincere l’inerzia a cui siamo tentati. Rimane ancora viva in noi la domanda relativa al senso di un’esistenza così fragile quale quella terrena dell’uomo. Ma Dio ci chiede solo di credere in Lui, dimostrando la sua solidarietà nel Figlio. Si tratta di rifiutare o di accettare la proposta. Del resto, come diceva Pascal, siamo “imbarcati”!

Volontà beneplacita e volontà permissiva. Tutti i teologi biblisti sostengono che nulla succede se Dio non vuole.”Bene e male, vita e morte, povertà e ricchezza, tutto proviene dal Signore. Sapienza, senno e conoscenza della legge vengono dal Signore; carità e rettitudine sono dono del Signore (Sir12,14)

“E’ facile per il Signore arricchire un povero all’improvviso”(Sir.11,21)

E’ completamente inutile dire”se fossi stato qui o là, se fosse capitato a me, se fossi in quella situazione agirei così… ogni cosa proviene dalla sua volontà beneplacita o permissiva. Noi tutti possiamo agire nell’ambito e nel contesto in cui Egli stesso ci ha posto. Ogni giorno siamo messi alla prova per rinforzare in noi la volontà che dovrà adeguarsi alla sua. Sempre per il nostro bene. ( Noi non sappiamo qual é realmente il nostro bene).


Spesso ci illudiamo di compiere il puro bene, ma è solo egoismo, desiderio di arricchimento non conforme alla sua volontà. Ecco allora che ci capitano gli imprevisti. Se noi li ritenessimo realmente “volontà di Dio” senza alcun fatalismo (il fatalismo vuol dire credere nella pura casualità, escludendo l’intervento di Dio), vivremmo nella più completa serenità, come i santi che non sono meritori davanti a Dio per i loro incredibili digiuni e strepitosi miracoli. Agli occhi di Dio sono stati grandi perché hanno sempre desiderato umilmente di compiere la sua volontà, come Gesù che era continuamente animato dal desiderio di compiere la volontà del Padre.

Ora, per esempio, cose più urgenti ti richiamano alla carità fraterna. Lascia le tue elucubrazioni e vai incontro ai bisogni dei fratelli con sollecitudine, convinto che quella è la volontà di Dio.
Sei un giovane studente e ti chiedi qual é la volontà di Dio? Semplice: obbedisci ai tuoi genitori nel bene e a chi li rappresenta.

Se i tuoi genitori ti chiedono una cosa onesta per il bene della famiglia, pensa che è Dio stesso a permetterlo ed esaudiscili, vedrai che ti sarà riconoscente. L’insegnante ti chiede di studiare: esegui il compito con umiltà nella convinzione che è Dio stesso a chiedertelo attraverso l’insegnante.

Un compagno ti chiede di aiutarlo a capire qualcosa, visto che sei più dotato? Fallo senza umiliarlo:questo tuo gesto è gradito a Dio che esulta in te. Vedi un tuo compagno comportarsi in maniera scorretta? Esortalo con umiltà e carità a correggersi: Dio ne terrà conto. Un compagno ti offende o commette verso di te uno sgarbo? Perdonalo in cuor tuo e non vendicarti: lascia ogni giustizia a Dio. Egli permette queste offese per un fine misterioso, per tua edificazione, ma devi credere profondamente. Non odiare nessun fratello, per alcun motivo. Sii pronto, piuttosto a scusarlo. Vedi in lui le potenzialità e le virtù più nascoste. Dio ha il potere di farlo convertire e santificarlo in qualsiasi momento.

La tua coscienza ti chiede di andare a trovare quel malato, visto che ne hai la possibilità: va’, perché in quel momento vai a trovare Cristo stesso. Un povero ti chiede un piacere che tu puoi fare: fallo, perché te lo domanda Dio stesso. Ti si chiede dell’elemosina? Falla: Gesù ne viene consolato.
Sei padre di famiglia e la tua bimba ti chiede di giocare: fallo, se puoi: attraverso lei Dio stesso ti chiede un atto di umiltà. In lei Dio gioca con te, fallo con gioia!

Un amico ti chiede di fare due passi: fanne anche il doppio: nel suo desiderio si esprime il desiderio di Dio.
Se ami Dio intuisci che tutto è espressione della sua volontà.
Hai l’ispirazione di ritirarti nella solitudine avendo un po’ di tempo a disposizione per meditare e per pregare? Va’: sii convinto che quella è la sua volontà.

E’ Lui che ti dà il dono del tempo che non devi sprecare. Ti capita un raffreddore o un’influenza che ti inchiodano in casa? Sta’ tranquillo: leggi qualche buona lettura e prega. La volontà di Dio si manifesta anche così. Ci sono degli eventi che sconvolgono i tuoi piani e ti senti impotente ad affrontarli con le tue sole forze? Prega, fai tutto quello che è possibile ed attendi l’evoluzione dell’evento: la tua fede ti dirà, senza alcun fatalismo, che Dio farà andare le cose come pensa meglio Lui. Chiedi la fede. Non essere “fatalista”.

Il fatalismo ti porta a credere che tutto sia un puro caso, che gli eventi sono solo un caso e non la realizzazione del piano di Dio nella tua vita. Ti convinci che non puoi fare niente per cambiarli. Se hai fede in Dio tutto è diverso ed escludi la pura casualità. Dio è talmente rispettoso della tua libertà che ti domanda fiducia, ti chiede di agire conformandoti ed abbandonandoti alla sua volontà, sempre finalizzata al tuo bene ed al bene cosmico.

“Non si muove foglia che Dio non voglia”.
Se hai compassione del prossimo e cerchi di aiutarlo, collabori alla venuta del Regno di Dio già sulla terra, perché anche un solo bicchiere d’acqua avrà la sua ricompensa. Ogni atto d’altruismo ti fa arricchire davanti a Dio, che ti darà la ricompensa eterna negli atti stessi. E’ il puro altruismo in Dio il vero nutrimento dell’anima, perché esso ti aiuta a conformarti a sua immagine e somiglianza.

“E’ necessario che non vi sia una sola fibra del tuo essere che sfugga all’amore. Che non ci sia nell’anima tua alcun rimpianto, alcun risentimento, alcun sentimento d’amarezza o d’antipatia. Ama tutte le creature per me. Amami attraverso esse; e le cose e le circostanze amale come espressioni dell’azione mia e della mia volontà.” (Colloquio interiore p.164)
MI si domanda aiuto, sì; ma è raro che si consultino veramente i miei desideri e che mi si ascolti. Mi vien dato ciò che vi piace darmi; sembra che ad informarvi se è veramente ciò che io chiedo e ciò che desidero sia tempo perduto. Eppure è la prima cosa che deve riempire il vostro tempo. (Colloquio interiore p.171)

Quando preghi pensa che ti stai accostando a Colui che è” l’Onnipotente” e che si rende” impotente” per rispettare la tua libertà. “Onnipotente” sai cosa realmente significa? Vuol dire che nulla, proprio nulla, sfugge alla sua volontà. Egli può cambiare qualsiasi situazione in un’altra in ogni momento. Per esempio, se ora tu sei annoiato od angosciato per una serie di circostanze legate ai tuoi doveri familiari o professionali o sociali, Egli, l’Onnipotente, potrebbe con estrema facilità cambiare improvvisamente la situazione. (un incontro gioioso, una vincita, un’occasione insperata…)

O se il tuo cuore è gonfio d’orgoglio e la tua mente ottenebrata di lussuria, invidia, egoismo ed avidità, Egli, l’Onnipotente, potrebbe in ogni momento farti mancare la terra sotto i tuoi piedi od agire in qualsiasi parte del tuo corpo per farne cessare la funzionalità. Siamo completamente suoi perché Egli ci ha creati e plasmati ed ha ogni potere sulle cose e sugli eventi. Ogni potere! Eppure ci lascia agire rispettando la nostra volontà. Egli attende sempre qualcosa da noi: scruta le nostre scelte e vede se sono conformi alla sua volontà.

Glorificarlo è realmente riconoscerlo nostro Signore, non in senso servile, o per paura. Riconoscerlo nell’amore: questo a Lui interessa. Attende la nostra evoluzione affinché ci rendiamo liberi dai nostri condizionamenti materiali e dalle paure. A Lui interessa la nostra amorosa fiducia nella conformazione alla sua volontà rispettosa della nostra libertà.