7 Febbraio 2003

La sequela

16° Capitolo

Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.(Lc.9.23)

Noi, uomini comuni, non siamo quei privilegiati che desiderano ardentemente soffrire per unirsi alla sofferenza di Cristo. Rifuggiamo la sofferenza e quando ne siamo colpiti aspettiamo che il Signore ci guarisca.
Comunque, siamo certi di confidare in Lui. Siamo ancorati a Lui anche se ci assalgono terribili dubbi sul significato della vita stessa. Perché tutto questo enorme, goffo e sarcastico dramma umano ? Che senso ha? E perché continuiamo ad indagare il suo senso? A volte captiamo un filo di ragionevolezza, fingiamo di averla assimilata nel nostro essere e continuiamo a recitare una parte che dopo qualche ora si rifrange negli scogli impenetrabili dell’assurdo. Ci guardiamo attorno e troviamo un’assurdità dietro l’altra.

Eppure Egli ha detto :Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.”(Lc.9.23) Ed anche:” Io sono la via, la vita, la verità”.
Anche se fossimo i più grandi” saggi” di questa terra, ma non avessimo la consolazione delle sue parole e della consapevolezza della sua presenza operante, saremmo molto infelici. “Venite a me o voi tutti che siete stanchi ed affaticati, ed io vi ristorerò”. Sappiamo che in noi c’è una presenza amica, operante, che vuole la nostra vera felicità. Dobbiamo solo amarlo con tutto il cuore, l’ anima e la mente. Gesù Cristo viene incontro alle nostre esigenze di rapportarci con un “Tu” concreto. La sola divinità sarebbe troppo distante da noi: io un nulla, Dio Tutto.

Ma Dio non ci vuole come un “nulla”. Ci ha donato l’esistenza non per la nullità. Non sa che farsene del nulla. Egli ama gli esseri da Lui creati che, pur nella loro infinita diversità, hanno la potenzialità di corrispondere al suo infinito amore. Però ha voluto dimostrarci concretamente come si ama: attraverso la sua sequela. Egli ha rinnegato se stesso, durante la vita, per compiere la volontà del Padre. Noi dobbiamo ogni giorno rinnegarci per compiere la sua volontà. Prendere la nostra croce ogni giorno vuol dire cercare di sopportare la nostra debolezza e fragilità ed andare dietro di Lui, che ha portato una croce materiale, pesante, umiliante, sintesi e simbolo di tutte le croci dell’umanità.

Il suo infinito amore per noi lo ha reso uno di noi: più accessibile, tangibile, amabile. Chi effettivamente ama in pienezza Dio sapendo che “non è” tutto ciò che pensiamo di Lui, come ci insegna la teologia negativa? Chi può confessare sinceramente di amare la divinità sentendola così distante dal suo essere?

Non è un amore perfetto: è servile, capzioso ed ha tanti condizionamenti. Il Dio-uomo unisce la nostra dimensione con quella divina, proprio perché tutte le cose sono state create per lui ed in vista di lui. La condivisione della nostra fragilità corporale rende il nostro amore più concreto e viscerale. Sappiamo che Dio ha rinunciato ad esercitare la sua divinità durante la vita terrena di suo Figlio. E’ anche uno di noi, il quale per amore si è sobbarcato di tutta la nostra fragilità per aiutarci a renderci simili a Lui. Possiamo amare in pienezza Colui che ha provato in sovrabbondanza le nostre miserie, i nostri limiti spazio-temporali.

Ma ci ha anche promesso la Vita eterna, se crediamo. Basta credere e poi agire. “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo? (Gv.11,26). Come si fa a non amare Colui che ci ama così tanto da prometterci la Vita eterna?

Tantissimi saggi ci hanno lasciato belle parole sulla nostra percezione e sull’autocoscienza. Ci hanno fatto capire quanto è gretta e meschina la nostra mente così condizionata da tanti fattori. Ci hanno anche indicato qualche modo per sconfiggere i nostri limiti. Nessuno, però, ci ha lasciato parole ed esempi così carichi di speranza come Gesù Cristo stesso. Come non si può amare un amore così grande? In Lui posso dire: amo gli altri per Lui, accetto le umiliazioni per Lui, affronto gli impegni quotidiani per Lui. Faccio tutto per Lui. So che mi salverà in virtù della sua grazia e della sua misericordia. “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stato stabilito che possono essere salvati” (Atti,412)
La sapienza dei saggi ci edifica, ci fa scoprire la verità, gradualmente.

Ma la sapienza di Ges&ugrugrave; Cristo è unica, sia nelle parole che nelle opere. In Lui troviamo tutta la sapienza e la saggezza dei grandi di questo mondo. E’ nascosta nei Vangeli, così sobri e semplici. Ma troviamo ancora di più, infinitamente di più. Egli non è vissuto duemila anni fa, dandoci solo il buon esempio e la saggezza. Egli è ancora vivo, perché risorto. E’ qui, con il suo Spirito, anche ora, mentre stiamo meditando, riflettendo, scrivendo. E’ presente da risorto e ci sta scrutando, osservando. Conosce ogni nostro pensiero, ogni gesto. Possiamo dirgli: Gesù ti amo con tutte le nostre miserie.

Egli ci ascolta e ci comprende. Con la sua vita terrena diventa contemporaneo perché ci parla tramite le Scritture: ci dà una risposta, ci riempie di speranza e di gioia.
Un grande saggio, per quanto sia stato saggio, non può fare quello che fa Gesù! Gesù si offre continuamente tramite la Chiesa, i Sacramenti, le Scritture, il prossimo, il cosmo… E’ vivo…reale. Ci sa confortare, perdonare, riabilitare, consigliare. In Lui troviamo una regola pratica e sicura di vita. Egli si fa noi affinché noi ci facciamo LUI!

Sappiamo che il nostro amore non è perfetto. Ma Lui lo sa meglio di me e ci chiede di amarlo lo stesso con il nostro amore limitato. Lo mendica. Gli basta il nostro sguardo e si accontenta che ci rendiamo conto di quanto ci ami. Il resto lo fa Lui, proprio perché ha sofferto ed è morto per noi. La nostra indifferenza lo ferirebbe e costituirebbe la nostradannazione. Seguirlo, quindi, significa accogliere con gioia il suo amore, cercando di imitarlo.

Non sapremmo come fare senza la figura di Gesù Cristo. Egli è realmente il maestro, l’ amico confidente, il vero fratello. Durante la nostra breve vita travagliata è sempre stato il nostro conforto. Ogni episodio del Vangelo ed ogni sua parola costituiscono una vera novità per il nostro spirito. Abbiamo provato in maniera tangibile la sua misericordia infinita e la sua benevolenza. A chi potremo rivolgercii se non a Lui ed a tutti i suoi migliori amici?(angeli e santi) Lo sappiamo che il suo amore è molto relativo e condizionato. Anche Lui lo sa meglio di noi.

Molte volte il nostro rimane un sentimentalismo che non trova riscontro nella pratica, perché appena affrontiamo una prova subentra subito lo scoramento. In questo ci sentiamo vicino a Pietro che lo ha rinnegato nel momento di maggior bisogno, ma subito dopo si è pentito amaramente. Quando prendiamo coscienza delle paure, delle defezioni e dei tradimenti, ci pentiamo amaramente perché lo amiamo. “La gioia perfetta si nutre di cose minime, anche d’un pensiero o d’un sentimento che cerca non il piacere delle cose del tempo, ma quello vero e non egoistico delle cose del cielo. (P.Albino Diario, p.210) “L’unica persona che ti ascolta sempre volentieri, che non si annoia delle tue parole, che viene a te in qualsiasi momento, e Lui” (p.211)

A Lui non importa la nostra mediocrità. Ha creato i grandi santi ed ha creato i poveri come noi. “Sai cosa devi fare per fare contento Lui? Essere contento di come sei e come stai. (p.Albino p.212)
Il nostro scopo è Lui, amare Lui. “Non c’è modo migliore di spendere quest’unica vita che offrirla per la gloria di Dio e la salvezza delle anime” (La Sapienza del Vangelo, p.214)
Preghiera : Signore Gesù Cristo, aiutaci a rettificare seriamente le nostre intenzioni. Non vogliamo servire la nostra vanagloria, ma lavorare per la tua gloria. Donaci lo Spirito di discernimento che ci aiuti a smascherare l’egocentrismo e l’orgoglio che si annidano subdolamente in ogni azione della vita. Che noi ti amiamo nella consapevolezza del tuo infinito amore nei confronti di queste creature così gonfie di se stesse.

Purificaci ed ispiraci le azioni più altruistiche: non vogliamo andare in cerca di cose grandi, che ci fanno inorgoglire. Aiutaci a collocare al giusto posto la quotidianità. Che ogni fatica per uscire dal nostro nucleo sia unita alle tue, soprattutto alle sofferenze che hai affrontato con coraggio sul Calvario. Tu ci chiedi di amarti con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima, con tutta la mia mente. Lo desideriamo: si compia realmente in noi la tua volontà. Fa che ci rendiamo così conto che la tua volontà vale più di tutto l’oro che possiamo accumulare in questo mondo. Più di tutto il clamore del successo! Che ti amiamo genuinamente. Crea in noi un cuore puro!

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Perché si soffre?