2 Febbraio 2003

Il dubbio e la fede

8° capitolo

Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me (Gv.14,1)

Sentiamo in noi un forte desiderio di autenticità e di coerenza. Ma siamo dilaniati da sentimenti contrastanti, da passioni interiori che ci prostrano e ci umiliano. La lotta è dura, ma dobbiamo trovare il filo conduttore che ci porterà alla meta finale. Cosa ci aspetta con la morte? Che sarà di noi stessi?

Nonostante i desideri contrastanti della carne e dello spirito vogliamo credere fermamente che Egli non smette di amarci e che ci tiene alla nostra salvezza più di noi stessi. Ci segue e ascolta in noi ogni palpito del cuore.

E’ sempre l’orgoglio a devastare gran parte della sua preziosa opera di redenzione, quell’orgoglio che ci porta a credere che siamo soli a lottare e a riportare quelle poche vittorie. Quello stesso orgoglio che disprezza il senso di mediocrità che in noi affiora in tante situazioni in cui ci confrontoiamo con gli altri.

Abbiamo bisogno di tornare alla quercia di Mamre” o di salare il cibo spirituale con cui desideriamo nutrirci.
Dobbiamo credere e convincerci che Lui non tiene conto dei nostri fallimenti, ma aspetta che gli offriamo le nostre miserie, i nostri trasporti, che lo amiamo…Signore vogliamo amarti con purezza di cuore, ma sentiamo che è tanto difficile: “senza di me non potete far nulla”, ci hai detto…come lo stiamo constatando di persona!

Egli rispetta realmente la libertà che ci ha donato. Vuole che lo amiamo spontaneamente con un pensiero, con una preghiera,con un atto altruistico, con un gesto di amicizia, con un momento di sopportazione per le altrui molestie,con l’autentico amore per noi stessi e per gli altri. Vuole che ci rendiamo conto che ognuno di noi siamo tempio dello Spirito Santo.

Noi e tutti gli altri. Siamo tutti tempio dello Spirito Santo. Bisogna crederlo profondamente. Intuiamo perché Tu permetti le nostre debolezze: desideri che ti amiamo con tutte le nostre forze sapendo di essere molto amato. Un peccatore incallito a cui vengono cancellate tutte le colpe ogni volta che si pente e vuol cambiare vita sente di amare profondamente il suo Redentore! Perdonaci, o Signore: queste infantili constatazioni possano portare un leggero refrigerio al tuo cuore misericordioso che aspetta sempre un palpito d’amore da ogni uomo che ami!

Ci arrampichiamo alla zattera della fede. Vediamo che tutto è così incerto, opinabile! Lui insiste nel dirci, tramite le letture liturgiche, che Egli è la vite, noi i tralci: “senza di me non potete far nulla!” Quant’è vera questa constatazione! Vorremmo inabissarci nella fiducia operosa di un vero credente. Crediamo di voler credere, almeno. In noi serpeggiano subdoli pensieri che rasentano il blasfemo. Altre volte li sezioniamo con il bisturi dell’ assillante introspezione e sprofondiamo in una tranquilla disperazione.

Ma perché il Creatore ha permesso questa nostra estrema fragilità? Una fragilità che stupisce gli stessi angeli! Interroghiamoci sulla nostra autentica responsabilità: forse pecchiamo di più là dove crediamo di peccare di meno e viceversa. In noi si sta radicando un angoscioso relativismo. Solo l’infinita misericordia del Dio-incarnato-morto e risorto ci fa momentaneamente dimenticare la pesantezza dl nostro “io”!”
“In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande!(Mt. 8,10)

“Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri”(Mt.15,28)
Gesù dimostra meraviglia e stupore quando trova tanta fede in ognuno di noi. Anche se essa è un dono, significa che noi dobbiamo esercitarlo con la buona volontà e chiedere insistentemente quello che ci serve per lo spirito.

La fede si esplica non solo in teoria, ma anche e soprattutto nella pratica. La nostra vita quotidiana va vissuta nella fede che congloba tutto. Nella fede affrontiamo le piccole e le grandi prove della vita. Nella fede interpretiamo tutti i piccoli fatti che ci accadono indipendentemente dalla nostra volontà.

E’ duro credere che l’azione dello Spirito si propaga anche nei momenti in cui il nostro cuore ci appare piuttosto freddo, arido ed indifferente. Oppure quando si presenta una situazione assurda o quando ci sentiamo immersi negli abissi del peccato. Bisogna credere che lo Spirito agisce sempre come Lui vuole nella più assoluta libertà e desidera ardentemente la nostra salvezza!

Signore, aumenta in noi la fede…Tu lo puoi, perché a te nulla è impossibile. Fa che anche nei momenti di noia o di angoscia riconosciamo la tua presenza ristoratrice. Fa che riconosciamo il tuo volto nel prossimo che si aspetta da noi un gesto di benevolenza o di aiuto. Facci capire che tutto ciò che esiste è frutto della tua potenza creatrice. Fa che non ci smarriamo quando vediamo le enormi ingiustizie ed efferatezze consumate a danno degli innocenti e dei bimbi. Tu, il vero innocente, sei là presente con la condivisione della tua passione e croce. Fa che non perdiamo la speranza se non notiamo alcun progresso nella vita spirituale e non sappiamo ancora amare come vorremmo, aiutaci a convincerci che tu travaserai in noi l’autentico amore attraverso le infinite azioni che ancora non vediamo.

Fa che nulla turbi la convinzione che in te potremo essere salvati, perché tutto è stato fatto per te ed in vista di te. Signore…tu solo hai parole di vita eterna! Fa che lo crediamo fermamente. Nessuno sa donare la vera vita come fai tu. Nessun saggio, per quanto ci aiuti a smascherare le illusioni che albergano nel nostro io, ci sa donare la fede e la speranza come sai fare tu, che ti doni tutto intero nell’Eucarestia. Hai anche detto: “venite a m o voi tutti che siete stanchi ed affaticati, ed io vi ristorerò”!

Tu sei l’unico che ci aiuta a disgregare il falso io ed a ritrovare la fonte della vita eterna. Ci chiedi di pregare con fede, perché sai quali sono le nostre esigenze umane, e le rispetti senza giudicarci: a te interessano cuori che amano attraverso il travaglio del proprio io!”

Per leggere il 9° capitolo cliccare:

Il coraggio di sentirci ingiusti