26 Gennaio 2003

Introduzione al libro Creati per creare

Voi siete dèi!
La gloria di Dio è l’uomo vivente

Ognuno di noi siamo chiamati a partecipare all’opera della creazione. Ma in che modo? Dio non ci crea e non ci chiama per imitarlo in maniera grottesca e ripetitiva. Vuole e desidera ardentemente dei creativi. Ogni persona, in effetti, non è assolutamente identica all’altra. Nessuno ha la stessa storia, lo stesso corpo o la stessa anima. Ognuno è se stesso e dà una propria impronta alla sua esistenza terrena e celeste.

Il “Maestro” ci ha solo indicato la via per arrivare alla vita nella verità. Ogni scelta è sempre la nostra scelta.
Ma cosa possiamo creare se noi stessi siamo stati creati? Dio, si dice, non è stato creato da nessuno, perché è Lui stesso l’origine di ogni essenza ed esistenza. Tramite la creazione desidera trasmettere e manifestare la sua gloria alle sue creature (la gloria di Dio è l’uomo vivente).

Noi crediamo che Dio per creare, non ha bisogno di nulla di preesistente né di alcun aiuto. La creazione non è neppure una emanazione necessaria della sostanza divina. Dio crea liberamente dal nulla. (Catechismo della Chiesa Cattolica, libreria ed.vaticana, n.295, p.91)
Possiamo noi , uomini, “creare” senza aver bisogno di nulla di preesistente?

La gloria di Dio può manifestarsi proprio nel fatto che Egli voglia fare di noi dei veri creatori. Ma la verità è che noi siamo stati creati dal nulla: ogni uomo deve assolutamente riconoscerlo, se non vuole cadere nella autosufficiente mentalità luciferina, completamente inabissata nella menzogna.

Il nostro potere creatore è insito nella libertà che Dio ci ha donato. Un atto di volontà, per esempio, ha un potere creatore insospettabile: esso è un’attività che emerge da un nulla relativo.
“Se è vero che Dio resta Dio, è anche vero che lo diviene sempre di più : e lo diventa sempre di più attraverso l’uomo. Dio creando l’uomo crea se stesso, esprime se stesso come creato. Pone in se stesso una alterità che è tanto profonda quanto la sua identità.

Dio ha creato le cose dal Nulla ma con se stesso. Il Nulla è il poter non esistere, il poter esistere in modo diverso, è l’orizzonte di tutte le possibilità, anche di quella in cui le possibilitàagrave; non si realizzano…Dio continua se stesso nella assoluta alterità da sè.” ( e Dio creò Dio, Gianni Baget Bozzo, Rizzoli p.198)

Porre la creazione all’origine del tempo, considerarla come un avvenimento del passato, come un “buffetto” grazie al quale il mondo avrebbe cominciato ad esistere, è letteralmente insensato. Parimenti insensata è l’idea di un Dio artigiano. Un “fabbricare”, o un “produrre” implica un procedimento operativo incompatibile con la semplicità di Dio. All’occhio della fede, questo non senso porta allo scandalo, poiché il fare cose già fatte non è degno dell’amore.

L’amore non può non volere che quello che egli crea, si crei se stesso grazie a se stesso. L’amore è contagio bruciante di esistenza…Preferisco dire che nel creare Dio non fa nulla, ma esiste in modo contagioso (L’umiltà di Dio, F.Varillon, ed Paoline, p.121)
Creati per creare, dunque. Dio fa sul serio, non fabbrica “marionette”, ma dona la possibilità ad ogni creatura umana di diventare a sua volta creatrice.

L’Universo e gli infiniti universi possibili sono, come diceva Bergson “macchine per fare dèi”.

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La gradualità della creazione