6 Gennaio 2003

La paura della morte

Quando la morte c’è, io non ci sono….

La signora Enrica, quasi settantenne, era ossessionata dal pensiero della morte. Faceva spesso incubi notturni e non si rassegnava. Di giorno assumeva ansiolitici, di notte sonniferi.
Una notte, però, fece uno strano sogno :si trovava in una chiesa affollata di gente che piangeva, mentre lei contrariamente a tutti sorrideva. Si recò dal saggio Elia, di cui dicevano che era anche in grado interpretare i sogni.

Dopo averla ascoltata, il saggio le chiese:
– Cosa vuol dire per te “morire”?
– E’ una cosa orribile… mi dà una sensazione di vuoto, di vertigine e tremenda solitudine. – rispose.
– Sei d’accordo sul fatto che la Morte è il distacco dalla vita? – riprese Elia.
– In un certo senso …sì. Ma siccome credo nella sopravvivenza dell’anima, non riesco ad immaginarmi senza corpo..sospesa nel vuoto! – rispose Enrica.

– Vedi…noi abbiamo un concetto strano della morte, perché la immaginiamo nella sua immobilità guardando una salma. Ma noi non muoriamo, ci distacchiamo semplicemente dal nostro corpo materiale. La nostra morte è una liberazione dalla materia pesante e corruttibile. Noi muoriamo in ogni momento e non ce ne accorgiamo – affermò il saggio.
– In che senso “muoriamo in ogni momento?” – chiese Enrica.

Il saggio fece un pausa di silenzio e, socchiudendo gli occhi, rispose:
– Dal momento in cui veniamo concepiti subiamo infiniti distacchi .
In ogni istante noi lasciamo lo stato precedente, sia fisicamente che spiritualmente.
Ora, per esempio, noi non siamo più quelli che eravamo prima. In qualche modo, anche se impercettibilmente, il nostro corpo e la nostra mente sono mutati, ma non ce ne accorgiamo. Ciò significa che la persona che siamo ora è sempre diversa da quella di un’ora fa, o di un secondo fa o anche di un istante fa, se vuoi. Tutta la natura che vedi è sottoposta a mutamento : le stagioni lasciano il posto alle altre, le foglie che cadono dai rami sono rimpiazzate da gemme nuove pronte per sbocciare in primavera, le cellule del tuo corpo muoiono continuamente per lasciare che si rigenerino altre. Persino il tuo stato mentale è diverso da quello di un’ora fa, o da qualche secondo fa. Mutare,in fondo è come morire! Quindi…si muore in ogni istante. Non saremo mai più esattamente quelli di prima.

Enrica meditava le parole di Elia e sentiva dentro di sè un senso di stupore e calma.
Poi chiese ancora al saggio:
– E il sogno..che senso ha?
– La gente che tu hai visto rappresenta i tuoi precedenti stati di coscienza . Essa piange come ad un lutto, ma tu sorridi perché ora sai che ogni momento è nuovo. Tu ora sei nuova. Tu ora stai seppellendo La morte non è altro che l’ultima di tutta la serie di novità appartenenti a questa dimensione…poi farai un salto qualitativo, perché vedrai le cose in un altro modo.

Enrica se ne andò meditabonda, ma serena.
Da quel giorno cominciò a vedere la morte con altri occhi, consapevole che è l’altra faccia della vita.

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Tutti ricchi, tutti poveri.


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