2 Gennaio 2003

L’albero di Elia

Elia, passeggiando per la campagna, vide un contadino che stava abbattendo un grande noce lungo la stradina.
– Perché lo fai? – gli chiese.
– Perché fa ombra alle mie viti e voglio che la mia uva maturi meglio. – rispose l’uomo indaffarato.

Andando oltre vide due uomini che stavano tagliando un bel tiglio nel cortile della loro casa.
– Cosa state facendo? – chiese Elia amareggiato.
– Eliminiamo l’albero perché in autunno ci riempie il cortile di foglie.. – risposero seccati.

Procedendo oltre vide altri tre uomini in procinto di demolire un vecchio platano, mentre una donna con il suo piccolo in braccio osservava afflitta la scena dal davanzale.
– Cosa sta succedendo? – Le chiese il saggio.
– I miei vicini lo vogliono togliere di mezzo perché disturba la loro visuale. Quell’albero per me era importante. Faceva ombra e rallegrava anche il mio piccolo perché ogni giorno osservava gli uccelli che si posavano sui suoi grandi rami.

Allora Elia si rivolse ai tre uomini:
– Perché volete tagliarlo?
Uno dei tre, che era il padrone della casa, rispose:
– Se io voglio osservare meglio il panorama dalla mia finestra, a te che interessa? gli rispose bruscamente.
– Perché ti piace il panorama? – replicò il saggio.
L’uomo rimase un po’ in silenzio. Non sapeva cosa rispondere e l’incuriosiva l’insolenza di quel vecchio. Poi rispose:
– Mi piace vedere la campagna, quello che succede, la vita di ogni giorno…
– Preferiresti vedere una distesa di campi fino all’orizzonte? – domandò Elia.
– No, è meglio quello che vedo ora: campi, vigneti, case, alberi. – asserì l’uomo.

– E se ogni proprietario facesse come te? Se ognuno abbattesse gli alberi perché disturbano i vigneti, o perché riempiono i cortili di foglie secche, oppure perché vogliono semplicemente godere del panorama davanti alle loro finestre? Quale panorama si presenterebbe? Che panorama godresti senza il canto degli uccelli o senza il lamento delle tortore che si corteggiano sui rami? E’ forse più dolce la visuale dal tuo balcone senza il fruscio del vento che accarezza le fronde o senza lo scintillio delle foglie agitate dalla brezza del mattino?

L’uomo ascoltò il saggio e congedò i suoi due amici.
Si rese conto che l’albero stesso costituiva il “vero panorama” e decise di non abbatterlo. La madre salutò il saggio sorridendo mentre il bimbo, felice, agitava le sue manine.

Da quel giorno quella pianta venne denominata L’albero di Elia.