23 Novembre 2002

Opus Dei

dal Messaggero Veneto del 23/11/02

OPUS DEI
L’amore di Cristo


In questi giorni si è parlato molto, su questo giornale, dell’Opus Dei e del suo fondatore. Mi sia permesso ora di dire in merito alcune cose, di cui sono profondamente convinto.

1) L’Opus Dei, in sé, è cristianesimo puro perché basato sulla rivelazione cristiana così come viene proposta dalla Chiesa, la quale è, secondo l’affermazione di Giovanni XXIII, “Mater et Magistra”.

2) L’Opus Dei è una delle tante realtà che vigoreggiano nella Chiesa, ma non ha nessuna pretesa di monopolizzare la fede cristiana. Perciò tutti gli appartenenti alla Chiesa hanno a disposizione le stesse ricchezze spirituali e le stesse risorse provenienti dallo spirito, senza nessuna distinzione di sorta.

3) L’Opus Dei è un carisma che Dio ha regalato all’umanità per offrire ai chiamati una serie di mezzi di formazione utili a far vivere, in modo efficace, la stessa unica fede, posseduta da tutti i battezzati. I chiamati, a loro volta, devono spandere, a piene mani, i doni che essi hanno ricevuto affinché il più gran numero possibile di uomini possa rispondere alla vocazione divina a progredire sulla via della sanità. In “Cammino” (libro scritto dal fondatore e stampato finora in numero di più di quattro milioni e mezzo di copie, con 380 edizioni in 44 lingue) si legge: «Che la tua vita non sia una vita sterile. Sii utile. Lascia traccia. Illumina con la fiamma della tua fede e del tuo amore… Incendia tutti i cammini della terra con il fuoco di Cristo che porti nel cuore».

4) I membri dell’Opus Dei sanno quanto sia esigente il loro piano di vita che comporta pratiche quotidiane, settimanali, mensili e annuali. Solo per una chiamata divina una persona può far parte dell’Opus Dei, perché in esso non c’è nessun vantaggio materiale, nessun appoggio per eventuali carriere. Rimane solo l’amore di Cristo che viene prodotto dalla potenza dello Spirito.

5) Il pilastro della spiritualità dell’Opus Dei è la filiazione divina che a sua volta è basata sul fatto che Dio è Padre. Sant’Escrivà esorta: «Cerca riposo nella filiazione divina. Dio è un padre pieno di tenerezza, di infinito amore. Chiamalo padre molte volte al giorno e digli – da solo a solo, nel tuo cuore – che lo ami, che lo adori, che senti l’orgoglio di essere suo figlio». Da qui nasce un rapporto con Dio che riempie di gioia e di pace con la forza di dare un senso anche alla sofferenza propria e altrui.

6) Un caratteristica importante è la santificazione del lavoro. C’è un trinomio famoso nell’Opus Dei: «Santificare il lavoro, santificarsi nel lavoro, santificare gli altri mediante il lavoro». Giovanni Paolo II, il 6 ottobre scorso, ha espressamente dichiarato che San Josemaria fu scelto dal Signore per annunciare la chiamata universale alla santità e per indicare che la vita di tutti i giorni, le attività comuni sono cammino di santificazione.

7) Ho sperimentato un’immensa gioia quando il 6 ottobre scorso ho partecipato, sul sagrato della basilica di San Pietro in Roma, alla “cerimonia” della canonizzazione del fondatore dell’Opus Dei e ho seguito, con totale adesione, le parole del Papa che, in forma solenne e infallibile, lo poneva nel canone dei santi. Alla fine della celebrazione, Giovanni Paolo II, rivolto alle centinaia di migliaia di persone che riempivano piazza San Pietro, via della Conciliazione e vie circostanti, con voce forte e decisa, ha detto: «Vi ringrazio del bene che fate alla Chiesa».

Mons. Ernesto Zanin
parroco della parrocchia del Cristo
Udine
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