20 Maggio 2001

Pentimento

PENTIMENTO

Mi sento felicemente colpevole e colpevolmente felice. E’ una strana sensazione: il sentirmi povero peccatore (in realtà lo sono più di quello che mi immagino) acquieta il mio spirito, invece di procurarmi un ansioso disagio. Sono convinto della misericordia del Padre . Ogni mio pentimento attira su di me il suo sguardo paterno ed é una vera gioia prenderne coscienza. “Felix culpa” si adatta ad ognuno di noi. Dio ha un debole per l’uomo: il comprendere la sua fragilità fino ad assumerla su di sé nell’Incarnazione.
Potessi vivere sempre con questa intima convinzione sarei sempre felice e non mi metterei continuamente in ansia per ogni senso di colpa.


La gioia del divino è di perdonare il peccato; come è onnipotente nel creare dal nulla, Dio lo è anche nel trasformare nel nulla le nostre colpe; perché dimenticare, dimenticare da onnipotente, non è forse trasformare in nulla? (Kierkegaard)

Ruminare fantasticando il proprio peccato e rifiutarsi di credere che esso vi è perdonato, è una colpa altrettanto grave quanto avere un’idea meschina del merito del Cristo.(Kierkegaard)

Esiste un solo peccato che Dio non può perdonare: quello di non chiedergli perdono.(E.Tardif)

Un alcolizzato può smettere di bere, ma se non è guarito alla radice, può soccombere ad altro vizio. (E.Tardif)

Una sola disgrazia esiste per un uomo: trovarsi in colpa e avere qualcosa da rimproverarsi.(La Bruyere)

Un’anima è vinta dalla dolcezza, una dal mistero, una dalla dialettica, una da un’improvvisa chiamata, da un baleno solo (Papini)


Gli scrupoli, i ritorni sulla vita passata sono i fiori del male. Sono fioriture della vanità di essere perfetti, di essere intatti, di essere innocenti. E più ritorni su quelle strade di meticolosa ricerca e più nutri l’orgoglio e la vanità. Sentirci innocenti non è né santità, né perfezione, è affronto. E’ Lui solo che può dare il giudizio certo dell’autenticità della nostra giustizia, cioè dell’essere giusti.E’ fatica non solo inutile, ma dannosa. L’abbandono in Lui anche nell’incertezza e nel dubbio della nostra innocenza, è preferibile alla provvisoria e precaria certezza di essa.(P.Albino Candido)


Sì, vi è più gioia nel dare che nel ricevere. Ma sai tu che si prova più gioia a lasciarsi spogliare per amore che a ricevere? E più gioia a riparare che a fare un bene supplementare? L’anima che ripara mi dà due gioie: ristabilisce l’ordine e soprattutto cancella dal mio cuore la pena che mi é stata causata dall’anima infedele, perché, riparando, provoca il pentimento – e nulla mi consola quanto un’anima che si pente. Ella diviene la mia beniamina. (Gesù a Suor M.della Trinità)


Perdonare è la mia gioia. Se l’orgoglio vi impedisce di pentirvi dei vostri peccati per voi stessi, pentitevene per amore mio, perché io abbia la gioia di perdonare. (Gesù a Suor M.E. della Trinità)


Vorrei piangere sulla mia indegnità mentre Tu piangi di non poter essere realmente miseria con me. (Padre Albino Candido)


Per te è facilissimo riconciliarti e riconciliare perché Tu vedi tutto interamente, specie l’uomo: lo vedi, lo possiedi tutto intero, nel suo non essere nato, nel suo nascere, nel suo vivere, nel suo morire e nel suo vivere eterno. (Padre Albino Candido)

Chi si vendica, mi rinnega, rinnega me che sono la Riparazione. E’ d’uopo vincere il male con il bene. (Gesù a Suor Maria della Trinità)

S.Agostino fu vittima di molti disturbi nervosi ed anche di mali fisici quando seguiva la via del libero pensiero e del libero amore…Dopo la sua conversione, e quando ebbe abbracciato la vita monastica guarirono le sue nevrosi e le sue malattie e visse in salute oltre gli ottanta. (A.Elenjimittam)