30 Aprile 2001

Apprendimento

APPRENDIMENTO E CULTURA

Dal punto di vista etimologico Cultura deriva da “colere ” ,che è l’azione di “coltivare”.
La vera cultura non è solo apprendere ma è “acquisizione personale di ciò che si apprende”. La cultura non é “erudizione” ma “coscienza critica di ciò che si impara”; non è frammentarietà di nozioni , ma “organicità di conoscenza”;
La cultura è proporzionata alla quantità di categorie di cui dispone l’intelletto.
Non vi è cultura se non quando lo spirito si allarga fino alla dimensione universale.
La “mezza cultura ” è ancora più pericolosa della stessa ignoranza. Può subentrare la presunzione e l’arroganza di chi crede di conoscere già tutto e non si preoccupa di arricchire continuamente il proprio sapere rifiutando ogni novità con un atteggiamento da perfetto arrivato.
In senso oggettivo la cultura è l’insieme organico dei valori espressi dall’attività (soprattutto intellettuale) dell’uomo. L’essenza della cultura é l’armonia dei valori.
Si parla, in questo senso, di cultura di un’epoca, di un popolo, di un continente o addirittura dell’umanità .
Nessuna cultura concreta può pretendere di essere “la cultura “, come nessuna civiltà può pretendere di essere” la civiltà” .
Lo scopo della cultura in senso soggettivo è quello di far raggiungere alla persona umana la sua compiutezza attualizzando tutte le sue virtualità, in senso sociale è quello di perfezionare e promuovere la società umana.
L’essenza della cultura è sempre l’armonia dei valori.

Per pensare una cosa e forse anche per vederla, bisogna paragonarla al suo contrario…
E’ una legge generale del nostro essere che noi viviamo in avanti e comprendiamo all’indietro; non sentiamo che per assenza… Quel che passa e poi ritorna, é più caro da rivedere. (Jean Guitton)

Il vero dialettico é colui che conosce l’arte di interrogare e di rispondere. (Platone)

I maestri non dovrebbero mai proporre una qualche conoscenza ai loro discepoli senza aver prima provocato una leggera anticipazione di quello che diranno.(J. Guitton)

Due cose mi furono meravigliosamente utili; due cose che, per i più, non sono senza pericolo: che io ero, per così dire, autodidatta, e che in tutte le scienze cercavo di scoprire qualche cosa ancor prima di conoscerne i primi elementi. Ho trovato in ciò due vantaggi: il primo, di non riempire il mio spirito di opinioni inutili che più tardi avrei dovuto disimparare, perché si imponevano più l’autorità dei maestri che per la forza delle prove; il secondo, di non arrendermi finché non fossi penetrato sino alle fibre e alle radici di ogni scienza, e non fossi giunto sino ai principi in grado di darmi i mezzi per risolvere da solo tutte le questioni.(Leibniz)

Non fa scienza sanza lo ritener aver inteso..(Dante)

Conoscere, in fondo, é riconoscere.(Platone)

Un mezzo per pensare é frequentare uomini o leggere libri che contrastano la nostra maniera abituale di vedere….Per esempio gli anziani hanno bisogno dello slancio dei giovani per non caderenel torpore; i giovani hanno bisogno dei vecchi che non hanno più alcun interesse ad ingannare.(J.Guitton)

Tra tante parole diventate presto slogans e che durano a lungo, come adattare, liberare, destrutturare, ameremmo vederne introdotte certe altre, come scavare, interiorizzare, discernere.(F.Varillon)

Ogni cosa si impara meglio – e soprattutto l’amore – nella meraviglia, nella gioia, nella pace, nella vita.(L.Buscaglia)

L’intuizione è un istinto divenuto disinteressato,cosciente di sé capace di riflettere sul suo oggetto e di ampliarlo all’infinito.(Bergson)

Gli uomini davanti alle idee sono come i pipistrelli di fronte alla luce: cioè ciechi.(Aristotele)

La molta scienza non insegna ad avere intelletto. (Eraclito)

Una teoria può essere verificata mediante l’esperimento, ma non esiste nessuna strada che porti dall’esperimento alla formazione di una teoria (Einstein)

Il fisico deve, almeno nel suo procedimento iniziale, operare una vera e propria creazione, ossia far nascere i primi elementi della sua teoria dalla sua propria intuizione, e non dai fatti sperimentali, che non permetterebbero alla Conoscenza di avanzare di un passo se si prendessero questi fatti per ciò che che si credeva che fossero all’inizio delle ricerche.(J.E.Charon)

Intelligenti pauca (?)

L’autocoscienza rappresenta il suo rappresentar sè come rappresentante sè, e così via all’infinito (Herbart)

La ragione degli uomini é essa stessa una proporzione tra due istinti: un istinto animale che la imprigiona nei suoi limiti, e un istinto spirituale che glieli fa dimenticare. La ragione é il punto di sutura tra spirito e carne. (Lavelle)

C’é un eccesso nella conoscenza quando essa diventa un’ambizione del pensiero puro che si trasforma in avidità o in gioco e disprezza o scoraggia l’azione, invece di sostenerla e illuminarla. (Lavelle)

Senza la coscienza non sarei nulla, nemmeno una cosa. E’ essa che mi dà l’essere scoprendo che questo é il mio essere. (Lavelle)

Esiste un patetico del pensiero ed esiste una luce e una chiarezza del cuore. Esiste persino un patetico della ragione. Esiste un clima patetico del pensiero ed esiste un clima della conoscenza del cuore.(Péguy)

E’ la coscienza che ci fa essere. Prima ch’essa sia nata, dopo ch’essa si è spenta, l’universo esiste senza di noi. E’ in lei che si realizza la nostra partecipazione alla vita. Essere senza sapere che si è, è non essere, o è non essere che una apparenza nella coscienza di un altro. (L.Lavelle)

La coscienza, rivelandoci a noi stessi, ci rivela la palpitazione di una nascita ininterrotta. (L.Lavelle)

Siamo occupati nel cambiare parole, nell’inventarne di nuove. Ce l’abbiamo su sempre con qualcosa o qualcuno. Molto annoiati per le parole e le formule, aanche le più luminose e saporite. Questo succede per colpa nostra, della nostra pigrizia mentale e spirituale : ci fermiamo ad ascoltare la parola nella sua musica o rumore esterno, al suo significato, e trascuriamo di cogliere, di succhiare il sapore dell’interiore della parola, del suo cuore. Se così facessimo ci renderemmo conto della novità intima che ci reca ogni giorno, ogni giorno un nuovo messaggio, un mesaggio di novità.(P.Albino Candido)

Uno stupido è uno stupido. Due stupidi sono due stupidi. Diecimila stupidi sono una forza storica.(Leo Longanesi)

Bisogna guardarsi da diventare acuti troppo presto, perch&egraegrave; contemporaneamente si diventa troppo presto sottili. (F.Nietzsche)

Tu hai molto da imparare e da mettere in pratica: impara ogni giorno una piccola cosa, una alla volta, e fà che entri nella tua pratica di vita; ogni giorno una cosa e sarò contento. (Gesù a Suor Maria della Trinità)

Il maestro disse a un suo allievo: Yu, vuoi che ti dica in che cosa consiste la conoscenza? Consiste nell’essere consapevole sia di sapere una cosa che di non saperla. Questa è la conoscenza.(Confucio)

Più grande è l’isola della conoscenza, più lunga è la linea costiera dello stupore. (R.Sockman)

Credo che all’intelligenza non faccia bene capir tutto. Una mente ben riempita indebolisce l’impulso ad agire, e una che sia addirittura satura porta dolcemente all’idiozia.(J.Conrad)

Nei vecchi è sempre giovane il desiderio di apprendere con coscienza.(Eschilo)

Si deve lasciare tempo alle cose buone; le alte vette non vengono mai raggiunte senza grande fatica e lavoro. (H.J.Grimmelshausen)

Rare volte i discepoli hanno il coraggio di analizzare le idee non analizzate del maestro, nel che sta il vero progresso; e in quella vece spogliando il maestro stesso delle sentenze più nobili e del linguaggio da lui trovato ed arricchito di forme opportune, in mille modi giuocano di questi materiali della scienza, quasi come colle noci i fanciulli, senza romperle e cavarne il gheriglio.(Rosmini)

Siamo molto obbligati verso coloro che ci avvertono dei nostri difetti, perché così ci mortificano…(Pascal)

Due errori: prendere tutto letteralmente e prendere tutto spiritualmente. (Pascal)