13 Novembre 2005

Lo spazio mentale

LO SPAZIO MENTALE

In natura tutto ha bisogno di spazio, dal mondo vegetale a quello animale. La nostra mente riserva poco spazio all’essenziale: è ingombrata da desideri, idee, concetti… L’essenziale richiede molto spazio mentale, altrimenti si mescola con gli elementi particolari a cui noi facilmente tendiamo.

Le illusioni derivano proprio dal fatto che occupiamo il nostro spazio mentale con infinite particolarità che frammentano il reale.
Basta solo soffermarci sul nostro modo di osservare il mondo, gli altri e noi stessi. Siamo estremamente condizionabili dagli eventi e dai pregiudizi acquisiti sin dall’infanzia.

Spesso il nostro modo di guardare ha delle finalità limitate alla ristretta visione del mondo che possediamo e ha senso solo per qualche nostra utilità immediata. Ma non ci accorgiamo che in questo modo ingombriamo di zavorra il nostro spazio mentale e rimaniamo analfabeti della vita. Ci illudiamo di poter comprendere tutto con i canoni della scienza, convinti che ogni fenomeno è misurabile secondo le nostre categorie. Pensiamo di svagarci trastullandoci con i nostri giocattoli materiali, con i piaceri ma non capiamo che questi non possono soddisfare la nostra sete di senso, proprio perché essa viene camuffata in differenti stati di insoddisfazione.


Lo spazio mentale richiede sintesi e mette in secondo piano, cioè al loro posto giusto, gli elementi più superficiali.
Se veramente ci tenessimo a questo spazio vedremmo la realtà più in profondità, senza eccessive separazioni o preconcetti. Intuiremmo l’esistenza dell’anima del mondo la quale ha una sua logica che uno sguardo appannato non può percepire. Coglieremmo i rapporti umani sotto un’altra luce.

Quando nella nostra mente permettiamo la liberazione dello spazio, allora potremo cogliere tutti i contenuti mentali nel loro insieme, nella loro giusta gerarchia, nella prospettiva più distaccata ma vicina alla realtà.
Tutta la nostra vita ha lo scopo di ricercare la verità.

La stessa storia dell’uomo in evoluzione ne è una palese riprova. Dalla preistoria fino ad oggi, ad esempio, l’uomo ha cercato di liberarsi dalle neccessità più contingenti. Il progresso consiste fondamentalmente nello sgravarci dalle fatiche fisiche per una migliore gestione del tempo libero, il quale consente l’ozio finalizzato ad una forma superiore di pensiero.

Lo spazio mentale libero consente un distacco dai contenuti per poterli meglio compenetrare e dilatarli nella loro giusta dimensione. La nostra vita non è fatta per fissarci nel dolore o nelle preoccupazioni.
Essi sono solo mezzi che il nostro spazio mentale relativizzerà gradualmente, se lo vuole.
Questo spazio mentale ci aiuta a prendere coscienza della presenza di Dio operante in tutto il creato ed in noi.
E ciò è lo scopo per cui esistiamo.

Pier Angelo Piai