12 Aprile 2005

Il sentimento della sua presenza


Ci sono delle musiche, letture o paesaggi che suscitano in noi ricordi lontani che ci richiamano alla mente il modo di vedere la vita con tutte le buone intenzioni ed anche i fallimenti. Desideravamo veramente vivere in profondità e avevamo anche il tempo per farlo. Perchè ora il nostro tempo è così limitato? Sono sensazioni strane frammiste ad antiche e nuove percezioni. Lettura, musica e paesaggio ci riportano una certa calma interiore che stimola la creatività. Sappiamo che la contemplazione non è farsi belle idee su Dio, ma forse abbiamo bisogno di sentire la sua presenza misteriosa in noi, negli altri e nelle cose dell’Universo. E’ una nostalgia indefinibile, a tratti sdolcinata, a volte sobria e spesso tenera. In qualche modo c’è in noi l’attrazione per l’Assoluto che non so se definire l’anticamera della contemplazione o semplicemente nostalgia di Colui che ci ha creato e sostiene la nostra vita.
Ad ogni modo non si deve pensare che Dio non sia presente semplicemente perchè non lo vediamo. Egli è Onnipresente e si trova ovunque perchè non è limitato da spazio e tempo. Probabilmente i ricordi suscitano in noi nostalgia quando essi rievocano lo stato d’animo di allora, più consapevole della presenza di Dio. E’ lo Spirito stesso che ci chiede di metterci alla sua presenza con una particolare predisposizione in qualsiasi luogo noi ci troviamo e qualsiasi cosa stiamo facendo. Egli non ci sarà mai tolto, perchè il pensiero di Lui è la parte migliore della nostra vita. Vivere alla sua presenza affina i sensi spirituali, ci rende più docili e più forti di fronte alle tentazioni.
L’intelligenza integrale, quindi, si serve dell’esperienza e dei ricordi migliori per alimentare il presente, per dare un senso a quello che facciamo e sapore alla vita terrena, la quale è una preparazione a quella futura. Più ci semplifichiamo e più avvertiamo la sua presenza. “Semplificarci” non significa rimanere ignoranti, ma semplicemente abbandonarsi alle sue mani, consapevoli del fatto che Egli c’è e che lo riconosciamo ovunque e in noi. Ci penserà il suo Spirito ad istruirci sul cosa fare e come agire, mandandoci anche le occasioni per onorarlo e glorificarlo.
Il sentimento della sua presenza, però, non deve essere teorico, mentale, ma continuamente alimentato dalla fede, nonostante spesso Egli ci appaia lontano e silenzioso. Dobbiamo aiutarci a credere nella sua presenza concreta meditando su come ha agito nella storia universale e personale, sulla sua misericordia e la sua misteriosa bontà.
Se non sappiamo scorgere i segni della sua presenza nella nostra vita e nell’Universo, difficilmente riusciamo a sostenere la consapevolezza della sua presenza ora, in questo preciso momento.
L’intelligenza integrale sa unire il passato ed il futuro in un eterno presente, perchè Dio, dal quale tutti proveniamo, è l’Eterno presente, Colui ai cui occhi mille anni sono come un soffio. Egli desidera che ricambiamo il suo amore semplicemente ricordandoci del suo, nella riconoscenza. Riconoscere che Egli abita nel nostro spirito, significa vivere in Lui perchè seguiamo le sue ispirazioni. Non dobbiamo temere il suo rifiuto perchè Egli conosce bene tutte le nostre miserie, ma non le considera quando noi riconosciamo la sua bontà e desideriamo piacergli. Anche se avessimo passato una vita colma di errori e fragilità, Egli ci dà in ogni momento la possibilità di rigenerarci, anche a cent’anni.
E’ per questo che ci consola con i ricordi più belli e teneri: proprio per mostrarci il suo volto di Padre misericordioso che comprende e perdona e ci aiuta a percorrere il cammino che ci resta da fare.

“O Eterno, Signor nostro, quant’è grande il tuo nome in tutta la terra!”