20 Marzo 2004

Il fico secco

“Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo! Perché deve sfruttare il terreno? (Lc.13,7)
Che frutti cerca in noi il Signore?
Tutto deve farci crescere nell’amore per Dio e per il prossimo. Il primo comandamento è proprio questo.
Ad ognuno sarà domandato in base a quello che ha ricevuto..(Lc.12,48)

“Il tuo più grande impegno sia quello di coltivare l’unione con Dio anche nel prodigarti per i fratelli, perché non accada che arricchendo gli altri impoverisca te stesso. Se ti immergerai nellazione, così da dissiparti nell’attività esteriore, perderai di vista Dio e finirai per agire in modo puramente umano. (Bersini p.140)

Come si coltiva l’unione con Dio?
Donandogli il proprio tempo (soprattutto nel proprio intimo, dove nessuno vede).
Cercandolo con tutto il cuore, giorno e notte, in intima unione con i suoi santi.
Nulla deve essere più importante di Lui. Tutto deve essere finalizzato a Lui. Qualsiasi cosa si faccia per Lui non andrà mai dispersa perché Egli è l’Onnipotente.

Amare il prossimo in Lui. Il prossimo sono i familiari, gli amici, i fratelli con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Per essi dovremo avere un profondo rispetto, perché ognuno è tempio dello Spirito Santo ed attende da noi una testimonianza dell’amore d Dio-Padre.

Se tutto deve portarci all’amore per Dio, non bisogna trascurare i mezzi che Egli ci ha dato; Se abbiamo delle doti, dobbiamo svilupparle a servizio del prossimo o dell’umanità intera.
Ma è necessario sviluppare queste doti sempre in unione con Dio, altrimenti il rischio è quello di disperderci in un attivismo fine a se stesso, senza senso.

Chi sa dipingere, ad esempio, lo faccia nella semplicità dando gloria a Dio. Un bel paesaggio, un momento di vita quotidiana, un aspetto dell’attività umana, devono indurre a meditare sul mistero della vita e di Colui che l’ha posta in essere.
Così anche chi sa scrivere. Lo faccia solo per la gloria di Dio, non per la propria gloria. Questo vale anche per tutte le altre epressioni della vita umana (arte, scienza, tecnica, volontariato, produzione, servizio, didattica e formazione ecc.)
Tutto dovrebbe essere svolto con la convinzione di lavorare per il Signore. Qualsiasi cosa facciamo. E’ molto importante chiedere l’aiuto allo Spirito affinché ci illumini su come si deve amare Dio e il prossimo.

Molto spesso facciamo sforzi inutili con l’illusione di essere graditi a Dio. Ma Gesù ci ha detto chiaramente che “Maria” si era scelta la parte migliore quando si era messa ai suoi piedi ad ascoltarlo, mentre Marta si affannava per servirlo. Serviamo Dio soprattutto nell’ascolto. Dio ha bisogno di ascoltatori, più che di tanta attività. Non è Egli Onnipotente? I nostri problemi potrebbero benissimo essere risolti da Lui in un istante. Questo lo sappiamo bene. Si è fatto bisognoso della nostra opera per costruire il suo Regno, ma di per sè non avrebbe bisogno, essendo, ripeto, Onnipotente.

La nostra attenzione nei suoi confronti, invece, gli è infinitamente più cara. Non ha bisogno di “esseri” che lo adulino. Egli vuole degli autentici ascoltatori, perché il vero ascolto porta alla conoscenza e la conoscenza conduce all’amore. L’amore alimenta la conoscenza e la conoscenza alimenta l’amore. Dio ci sta preparando per comunicarci tanti suoi misteri, ma se non siamo preparati a riceverli non può farlo. Non si può dare le perle ai porci.

Egli ama talmente la sua creatura che desidera “divinizzarla” per poter comunicare il suo immenso e misterioso amore. Solo con lo sguardo divino si possono apprezzare le cose divine. Solo con l’amore si apprezza l’amore.
Il fico secco, quello che non produce frutti, sfrutta un terreno ricco invano. Per questo deve essere tagliato per dar posto al fico che produce frutti: amore per Dio, per noi stessi e per il prossimo.