6 Marzo 2004

Come saremo nell’aldilà?

E’ giusto cercare di capire chi siamo e cosa saremo attraverso la revisione del passato e del presente?
Proviamo a dare uno sguardo alle vecchie foto di quand’eravamo bambini, adolescenti, giovani, adulti. Noi, ora, non siamo più quelli : quei tempi non tornano più. Ogni foto rappresenta solo un istante, uno dei miliardi che sinora abbiamo trascorso.

Portiamo in noi lo stesso DNA, ma biologicamente e mentalmente non siamo pìù così. Il passato è morto, permane qualche ricordo. L’uomo vecchio è morto perché siamo sempre protesi verso il futuro.
L’aldilà per ciascuno di noi è la risultante di ogni attimo spazio-temporale. Saremo ciò che cerchiamo di essere ora nella Verità, in Dio ma trasformati.

Ci renderemo conto che tutti i momenti fallimentari che pensavamo negativi, preparavano semplicemente quelli positivi per raggiungere quella pienezza a cui Dio ci ha destinati.

Senz’altro ogni istante della vita terrena ha un senso per la nostra Resurrezione. Dio non fa le cose a caso e se ci ha donato l’esistenza terrena in questo modo c’é un profondo motivo che ancora non riusciamo a capire bene.

Una pacata meditazione su quello che siamo stati e su chi siamo ora dovrebbe costituire uno stimolo a proiettarci con fiducia verso il futuro, senza scoraggiarci.

La nostra vita è un po’ come quella dell’alpinista che affronta la cima di una montagna in mezzo ai pericoli, alle regressioni ed alle tempeste.
Ma quando è arrivato alla cima, egli guarda con soddisfazione il meraviglioso panorama che lo circonda e la salita impervia che ha affrontato.

Noi proveremo una perenne gioia nel conoscere a pieno l’infinita misericordia di Dio che ci ha attratti sino al seno trinitario per amore.