30 Marzo 2016

INTELLIGENZA INTEGRALE

Chi è realmente intelligente? Colui che sa fare operazioni complesse? Colui che conosce tante lingue? Colui che sa progettare navi, aerei, palazzi, dighe,autostrade, motori ecc.? Colui che scopre nuove soluzioni per la medicina e per la chirurgia? Colui che  crea opere d’arte stupende?

Certo, queste qualità sono anche il frutto di una certa fatica nella ricerca, ma dipendono anche dalle predisposizioni e dagli stimoli ambientali dell’individuo. Indubbiamente queste persone sono molto importanti per il progresso dell’umanità. Ma ci sono alcuni elementi da considerare osservando la società odierna. Che tipo di progresso è il nostro se lo usiamo per inquinare il pianeta e per costruire armi?

E perché il benessere è riservato solo ad una parte dell’umanità? Perché continuano le violenze di ogni tipo ed interi popoli sono ancora nella totale indigenza? L’uomo, nonostante abbia raggiunto livelli tecnologici sofisticati, non conosce ancora come funziona la propria mente.

Bisognerebbe insegnare, sin da bambini, ad osservare attentamente le nostre dinamiche mentali per individuare gli elementi che ci accecano, cercando di scoprire i pregiudizi radicati nell’inconscio. Ma chi insegna agli insegnanti? Spesso ci sono stati nella storia falsi maestri che con le loro ideologie hanno trascinato milioni di uomini nel baratro. E ne esistono ancora tanti che si improvvisano maestri, ma non sanno nulla di se stessi perché si ingannano e non conoscono la verità nella sua interezza.

Il primo insegnamento dovrebbe essere l’umiltà, la quale è la consapevolezza dei propri limiti, ma anche delle proprie qualità. La vera umiltà stravolge il nostra mentalità perché conduce ad una seria revisione del nostro modo di pensare che inizia con l’ascolto attento e continuo di ciò che avviene all’esterno ed all’interno della nostra mente, senza trascurare i dettagli.

Allora ci accorgeremmo che non sappiamo realmente amare noi stessi e gli altri. Ci renderemmo conto che abbiamo bisogno di ricostruire il nostro mondo interiore per restituirgli il suo candore infantile attraverso un’autoconsapevolezza più genuina.

Comincia ad essere davvero intelligente colui che è consapevole che deve riformulare i propri interrogativi senza distogliere lo sguardo dalla Trascendenza, la quale è il fondamento ed il fine del nostro essere in divenire.

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a cura di http://www.mondocrea.it