10 Agosto 2003

Il senso della nostra evoluzione

IL SENSO DELLA NOSTRA EVOLUZIONE

Ho sfiorato il senso delle cose, ma non lo ho ancora captato. C’è più assurdità che logica in tutto.
Spazio, tempo, volumi, pesi, forza di gravità, vita vegetale ed animale, atomi, quaCrk, microcosmi e galassie, astri e Big Bang, energia, spirito, mente, coscienza, dimensione : che senso hanno? Costituiscono davvero quel “quid” per cui vale la pena di andare avanti, ricercare, sfidare se stessi, credere, ragionare, adorare, stupirsi?

Ma che cosa è mai la logica? Per poterci immergere momentaneamente nel cuore dell’Essere bisogna impegnarci ad effettuare un’operazione fondamentale: mettere tra parentesi quello che crediamo di sapere sulle cose. Pensiamo di conoscerle solo perché associamo ad esse un concetto, che poi si esprime in un “flatus voci”. Diamo un nome a tutto, alle cause ed agli effetti. Abbiamo persino dato un nome al Fondamento di tutto, con la presunzione di conoscerne qualcosa.

Quanto ci sbagliamo! E’ estremamente difficile intuire la differenza tra materia ed energia. Figuriamoci cosa possiamo intuire sull’anima e sullo Spirito!
Comunque è vero : il deserto che dobbiamo affrontare per raggiungere la Terra Promessa è la caduta dei vecchi schemi mentali, della logica precedente, della presunzione di conoscere qualcosa della realtà, dei pregiudizi. Sopraggiunge un enorme disorientamento. Ma è necessario per capire quanto disorientati eravamo.

Abbiamo estremamente paura di cambiare, eppure è proprio questo il senso della nostra evoluzione : prendere coscienza gradualmente della nostra dignità di Figli di Dio. E’ un cammino impervio che necessita molta fede, coraggio e distacco. Nessuno in particolare potrà mai indicarci tutta la via: siamo noi che dobbiamo percorrerla a tentoni ascoltando soprattutto il vero Maestro: Gesù Cristo, il quale si è incarnato per additarci la Via, la Verità, la Via. Quante volte ci ritiriamo nel segreto delle nostre stanze per riflettere sul senso di tutto?

Scopriremo probabilmente che il senso di tutto è nelle cose stesse, nella vita, in Dio. Ma è necessario metterci sempre in crisi, scrollarci di dosso le false sicurezze, i ragionamenti tortuosi. La fede è abbandono, ma abbandono sofferto perché la nostra mente tenta di etichettare ogni evento o fenomeno per poi adagiarsi. La Verità richiede,invece, dinamismo interiore, revisione completa del nostro punto di vista, capacità di saperci riadattare in ogni circostanza. Ogni istante è favorevole, se lo vogliamo.

Nulla è banale se la mente si pone al di là dei luoghi comuni ed osserva, indaga con umiltà tutto e tutti, pronta a rimettersi in discussione.
La Verità desidera menti flessibili, cuori passionali, coscienze umili e coraggiose.