17 Febbraio 2016

LE TENTAZIONI DI GESÙ

I
DOMENICA ALL’INIZIO DI QUARESIMA –2016

 

Is 57, 15-58,4a – 2 Cor 4, 16b-5,9 – Mt 4, 1-11

 

Iniziamo la Quaresima sotto il segno delle Ceneri, la
concluderemo nel segno della luce, a Pasqua. È il nostro itinerario: risorgere
dalle nostre sconfitte, dalle delusioni, dalle ceneri, dalla vita che si va
spegnendo, verso una vita accesa.

Io sono
polvere e cenere
, dice Abramo a Dio; voi siete luce, assicura Gesù a noi. Polvere
o luce. Quaresima è un tempo per il ritorno al cuore di noi stessi, e per
decidere ciò che vogliamo diventare, con l’aiuto di Dio.

 

Dice il Nemico: dì che queste pietre
diventino pane!
Per aver ridotto
i sogni a denaro, per tutta la nostra fame di cose superflue,
Kyrie eleison

Dice il tentatore: buttati, verranno gli
angeli!
Per aver cercato Dio non
come Padre ma come tappabuchi, non come Luce e Vita ma come fornitore di
vantaggi, Kyrie eleison

Dice lo spirito del male: ti darò potere
su tutto se mi adorerai!
Se ci
siamo inginocchiati davanti ai potenti, per una promessa di denaro o di
carriera, Signore, veramente, perdono: Kyrie eleison

 

OMELIA

In quel tempo, Gesù… ed è come dire: in questo
tempo, io.

Perché ogni uomo è quell’uomo, ogni luogo è quel
deserto, in cui lo Spirito ti spinge, con forza, faccia a faccia con il tuo
profondo, sul bivio che si apre davanti ad ogni scelta decisiva. Noi siamo ciò
che scegliamo.

Le tentazioni non sono
peccato, sono un decreto di libertà. Sapete quali sono le parole che aprono la
sezione della Legge nella Bibbia? Sono sorprendenti:  io metto davanti a te
la vita e la morte, scegli!

Il primo comandamento è un
decreto di libertà: scegli! Tocca a
te imboccare una delle due strade – non ce n’è altre -: quella della vita o quella
della morte.

Il racconto di Matteo mette
in scena il Nemico intelligente, il più intelligente degli spiriti, e le
tentazioni sono da par suo, intelligenti: propone cose ragionevoli, baratti
vantaggiosi, del buon pane, un governo nuovo del mondo.

Scrive O. Clément: “le
grandi tentazioni non sono quelle di cui si è preoccupato e perfino
ossessionato un certo cristianesimo moralistico, non sono quelle che ci saremmo
aspettati, quelle, per es. che riguardano la sfera sessuale, ma sono quelle che
vanno a demolire la fede”.

Infatti la prima
tentazione: Che queste pietre diventino pane.
Usa il tuo potere da Dio per
placare la tua fame, usalo per te solo. Il pane è un bene evidente, un valore
indiscutibile.

Gesù rilancia, offrendo di
più: “Non di solo pane vivrà l’uomo” il pane è buono ma più buona è la
parola di Dio. Il pane dà vita, ma più vita viene dalla bocca di Dio. L’uomo
non vive accumulando cose, ma relazioni. Non vive abbassando i sogni. E Gesù
accende un sogno di cose grandi con parole bellissime: “L’uomo vive di ogni
parola che esce dalla bocca di D
io. Di solo pane, di sole cose si muore.

E dalla bocca di Dio sono
venute le parole che hanno creato la luce, il cosmo, le creature, è venuto
il Verbo e il Suo Vangelo
ma dalla bocca di Dio è venuto il respiro che ci
fa vivere, sei venuto tu.

Se l’uomo vive di ciò che
viene da Dio, io vivo di Dio e del cosmo, ma soprattutto di te, fratello,
amico, familiare, amore. Di te che sei parola pronunciata dalla bocca di Dio
per me. L’uomo non vive di cose, vive di creature e di relazioni. Ha in
sé un cromosoma divino e vive di lui.

La seconda
tentazione
è una sfida aperta a Dio: “Buttati giù, chiedi un miracolo.
Quello che sembrerebbe il più alto atto di fede “gettati con fiducia,
fidati, affidati”
ne è invece la caricatura, perché è pura ricerca di esaudire
un capriccio.

Gesù replica: se fai
così, non cerchi Dio, ma il tuo vantaggio. A
doperi Dio, anziché lasciarti
adoperare da lui, lo utilizzi a tuo profitto.

Buttati,
dice il diavolo, facci vedere un volo di angeli. E la tentazione è fatta con la
Bibbia alla mano: sta scritto: Dio manderà angeli che si prenderanno cura di
te!

 Invece
di angeli abbiamo visto la malattia, un fallimento, la morte, vendemmie di
dolore. Dove sono gli angeli che Dio ha promesso? Scrive Bonhoeffer: “Dio non
protegge dal dolore ma nel dolore, non salva dalla croce ma nella croce” come
ha fatto con Gesù.

La fede replica: Io so
che il Signore sarà presente, non quando io mi butto, ma quando io starò per
cadere;
forse non per evitarmi una caduta rovinosa, ma certamente per
rialzarmi e farmi ripartire. Ogni volta. E se cadrò sette volte, mi rialzerà
per otto volte.

Io avanzerò nella vita non
per la forza di miracoli esterni a me, ma per il prodigio di un Dio che è forza
dei miei passi. Per la fatica, la tenacia, la perseveranza fiduciosa del mio
andare

Verranno
angeli a portarti sulle mani…
E
vorrei che nell’ultimo giorno, quando la mia vita si butterà in te, Signore, un
angelo venisse, un angelo che mi tenga per mano, perché ho un po’ paura, e mi
dica in quell’ultimo tratto, solo questo: Vieni, hai tentato di amare; il
tuo desiderio di amore era già amore!
E che lo dica con un sorriso.

Terza tentazione:
“Inginocchiati davanti a me, e ti darò tutto il potere del mondo”;
è come
se il diavolo dicesse: Gesù, Tu vuoi cambiare il corso della storia con la Croce?Non funzionerà, il mondo ha dei problemi Tu devi risolverli. Che problemi
risolve una Croce? Li aumenta, invece. Il mondo è già tutto una foresta di
croci, una vendemmia di sangue e di martiri come mai nella storia, cosa
cambierà un crocifisso in più?

Inginocchiati davanti a me. Vale a dire: vénditi
ai miei principi, abbraccia la mia logica. Comanda, imponiti, occupa le sedie più alte, domina la
società, solo così risolverai i problemi.

Tu, Gesù, credi di
cambiare il mondo con l’amore? Sei un illuso. Vuoi avere gli uomini dalla tua
parte? assicura loro pane e potere e ti seguiranno. Fa così, e il mondo sarà
tuo.

Il diavolo sempre propone un mercato con l’uomo: io ti do se tu mi dai. Esattamente il
contrario di Dio, che non fa mai baratto con l’uomo, che ama per primo, ama in
perdita, ama senza contraccambio.

E quanti hanno fatto come dice il Nemico, hanno
venduto libertà e dignità, in cambio di una poltrona, un po’ di denaro, un’ora
di celebrità!

Vuoi avere
potere sulle folle?
Assicura pane, potere, successo e ti
seguiranno. Ma Gesù non vuole ‘possedere’
nessuno. Lui vuole essere amato, non ossequiato da schiavi obbedienti, ma amato
da figli liberi, generosi e felici.

Per questo anziché
impadronirsi dell’uomo, lo libererà.

Ed ecco,
conclude il Vangelo: “angeli si avvicinarono e lo servivano”. Notiamo i
due verbi: avvicinarsi e servire, azioni da angeli.

Se in questa Quaresima
ognuno di noi potesse avvicinarsi a una persona, anche una soltanto, che ha
proprio bisogno, perché malata o sola o povera, regalando un po’ di tempo e un
po’ di cuore, fatti non parole, allora per quella persona tu saresti come un
angelo del deserto. Siamo noi gli angeli di Dio.

Il Signore manda
angeli anche nella mia casa: li manda a prendersi cura di me, sono i miei cari,
quelle persone buone che sanno inventare una nuova carezza, hanno occhi di
luce, ti sorreggono con le loro mani, instancabili e leggere, tutte le volte
che inciampi.

E a mia volta lo
farò anch’io, e allora accade ciò che sogna Isaia:

 Illumina
altri e ti illuminerai, guarisci altri e guarirà la tua ferita.

Illumina altri e la tua luce sorgerà

come un’estate di sole.

 

Preghiera alla comunione

 

Non smettere di volermi bene, non smettere mai.

Ho sbagliato, sapevo che non era da fare,

l’ho fatto lo stesso, l’ho fatto apposta.

Non capisco cosa mi succede a volte, so che è
sbagliato,

Tu me l’hai detto e ridetto che è sbagliato

ma io lo faccio lo stesso non posso farne a meno

è più forte di me. Mi hai insegnato ad essere sincero,

chi è sincero è buono, dici sempre.

Mi hai insegnato di non avere paura di quello che
sono,

a non nascondermi, ma ora ti prego vieni a cercarmi.

Trovami, non dirmi che non ti fidi più di me

e fammi tornare ad essere contento,

dimentica i miei errori e non ci saranno più,

non mandarmi via, non mandarmi dove Tu non ci sei,

non dirmi che non mi vuoi più qui con Te

e non andare via neppure Tu.

Rimani qui e guardami come quando mi vuoi bene,

Pensa che posso farcela e ce la farò

pensa che sono buono e lo sarò.

Io non so farti promesse,

Tu perdonami però, e vieni a cercarmi.

Eccoti, finalmente sei qui,

mi prendi tra le braccia,

tienimi così e dimmelo, dimmelo

che non smetterai di volermi bene  MAI.

(Salmo 50,  da G. Quarenghi: Salmi
per voce di bambino).

 

 

Due parole finali come
impegno per questa quaresima: sobrietà e
solidarietà.

Sobrietà nei confronti del
superfluo

Solidarietà verso almeno un
fratello.

 

 p. Ermes Ronchi