19 Dicembre 2015

ANDREA PANONT : CANTERÓ LA MISERICORDIA

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Ammesso e concesso

Tu
puoi avere pace solo nell’ipotesi che tu sia l’amato e che Dio, l’Amore, non
possa non amarti, sempre, comunque.

Prova
pensare all’ipotesi che questo amore sia immenso tanto da non poterti escludere
in nessun modo, che la parte più amata di te sia proprio il tuo negativo.

Concediti
di sognare l’ipotesi che la misericordia di Dio abbia bisogno dei tuoi peccati
per proclamarsi tale. Prova immergerti nell’ipotesi che non esista misericordia
se non quella abbracciata alla miseria dell’uomo.

Che
diresti al pensiero che il paradiso è sempre in festa perché sulla terra c’è sempre
qualcuno che si lascia perdonare?

Dimmi
quale sentimento il tuo cuore potrebbe fiottare, quale parola la tua bocca
potrebbe cantare se non il grazie.

Mi
accorgo per esperienza, oltre che per fede, che l’Amore di Dio non è
un’ipotesi, non può essere un dubbio. Non è un’ipotesi perché sto respirando, non
patisce dubbio perché sto esultando, è certezza perché sto ringraziando con la
bocca e con il cuore.

Con
tutto il Paradiso mi unisco alla festa senza fine perché eterna è la Sua
misericordia. Allora la miseria e la misericordia sono la festa dell’Amore
perché vivono l’una per l’altra.

Non
arde fuoco senza carbone che brucia, né vive misericordia senza peccati da
perdonare. Non esiste il pesce senza il mare, né è pensabile misericordia senza
miseria, né miseria senza misericordia.

Miseria
e misericordia sono la causa del tripudio eterno perché vivono eternamente
abbracciate. Questo tsunami di Dio in te esonda solo per
il prossimo: “Amatevi come e perché vi amo”.

Se
l’inferno è il tuo no a questo amore, per te il paradiso è amare il fratello.

Andrea Panont

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a cura di http://www.mondocrea.it