25 Settembre 2015

L’ANGELO DI METALLO

Vorrei precisare che l’iniziativa del video con il relativo commento
(per me molto impegnativo) è esclusivamente personale e che la Banca mi
ha dato solo il consenso di pubblicarlo…

La riflessione è prettamente di carattere filosofico ed antropologico.

L’ANGELO DI METALLO

Accanto all’edificio della nuova Banca di Cividale si erge maestoso l’angelo metallico dell’artista cinese Mi Qui, che è carico di simbologia contemporanea.

La struttura, in metallo lucido, è composta da più moduli quasi ad indicare, partendo dalla dimensione materica a quella metafisica, la tendenza dell’evoluzione ontologica del molteplice fino all’unità trascendentale e sottende lo sforzo dell’intera umanità per vincere in uno slancio vitale collettivo la forza di gravità.

Chi osserva il monumento con attenzione da più punti di vista, ha l’impressione di poter trascendere con la propria percezione intuitiva la spazio-temporalità per inoltrarsi in altre realtà pluridimensionali. Lo slancio vitale dell’uomo è orientato al “thelos” attraverso le varie attività, professioni e progettualità anche insospettabili che preparano il trans-umano.

Il tutto rievoca la teoria teilhardiana della complessità- coscienza. Essa  ci porta a constatare il fatto che l’evoluzione, dal Big Bang sino ai nostri giorni, è strettamente correlata al fenomeno della complessità di ogni forma di vita: dalla cosmosfera disorganizzata emerge la biosfera che pullula di centri dinamici organizzati tendenti all’autonomia. 

La corteccia cerebrale, la quale è emergente e più complessa, avvolge le altre due masse cerebrali  ed è quella più significativa per lo sviluppo della coscienza – nel senso di una consapevolezza crescente della specie umana a differenza delle altre specie viventi, non umane, che sono fissate ormai in forme inamovibili e quindi in una dimensione statica.

Anche la società rispecchia questa tridimensionalità. Partendo dalle società più primitive fino al giorno d’oggi, infatti, notiamo che è rispettata la famosa legge della complessità-coscienza, per cui l’umanità si sta sempre più coscientizzando, non nel senso morale ma di aumento di autoconsapevolezza, anche attraverso gli errori.

E lo sviluppo tecnologico, nota molto moderna, costituisce un’evidente esternazione di un’avvenuta, e tuttora in divenire, prosecuzione dello sviluppo del sistema nervoso, quasi un prolungamento del corpo umano. L’ominizzazione evoluzionistica “teilhardiana” compie un salto di qualità verso l’umanizzazione.
E con coerenza.

Tanto più che l’uomo odierno si sta chiedendo con insistenza per poter rivivere una condizione di salute psico-fisica, quale sia lo scopo della sua esistenza.

Pier Angelo Piai

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a cura di http://www.mondocrea.it