24 Agosto 2015

IL CULTO DEI SANTI E LA COMUNIONE DEI SANTI

 

PUBBLICO QUESTA RIFLESSIONE PERCHÈ MI SEMBRA FONDAMENTALE PER IL CATTOLICESIMO…

http://apologetica.altervista.org/culto_dei_santi.htm


A
cura di frà Tommaso Maria di
Gesù
dei frati minori rinnovati
Via alla Falconara n° 83 – 90100 Palermo
– Tel. 0916730658

Non
cattolico.
Iniziando la problematica
sul Culto dei Santi, voglio ricordarti quanto
scrive S. Ambrogio (Liber de Isaac et Anima;
cit. da: J. Rilliet, Le pierres d’achoppement,
1935, p.35): “Cristo è la nostra
bocca, con la quale parliamo al Padre; il
nostro occhio, con il quale vediamo il Padre;
la nostra mano destra con la quale ci offriamo
al Padre. Senza questa mediazione non c’è
nessuna possibilità di avvicinarsi
a Dio, né a noi, né a nessun
santo”.

Cattolico.
Certamente S. Ambrogio, uno dei più
grandi dottori della Chiesa, sapeva benissimo
dei culti antichi e di quello restaurato da
Cristo nella “Sua” Chiesa. Gli era
noto che la manifestazione individuale e comunitaria
del rapporto con Dio investe un vasto insieme
di istituzioni, atteggiamenti umani interni
ed esteriori, riti, pratiche religiose, feste,
oggetti, ecc. che costituiscono il culto.

Nell’A.T., a partire da Mosè, troviamo
un’organizzazione rigorosa che ha per centro
l’Arca dell’Alleanza e il tabernacolo e viene
esercitato dal sacerdozio che Mosè
istituì o riformò. Le feste
costituivano tempi sacri dedicati in modo
speciale al culto. Fanno parte del culto anche
i voti o promesse a Dio.
Nella storia del Culto in Israele, hanno notevole
importanza i profeti. La ripresa del culto
dopo l’esilio oltre alla lotta contro le raffigurazioni
(idoli) di Jahwè (2 Cro 11,15-16) e
alla introduzione di nuove feste e sacrifici
(1 Macc 4,59; Nee 13,3 1) porta a dare maggiore
importanza alla preghiera (Esdra 9,6-7; Sir
51,1-12), alla lettura e meditazione comunitaria
della legge e dei profeti (Nee 8,3; 9,3).

Nel N.T. Gesù segue fedelmente sia
il culto della sinagoga che quello del tempio,
ma allo stesso tempo ne dimostra l’incompletezza
e la provvisorietà. L’incompletezza
del culto giudaico è dimostrata da
Gesù col permeare gli antichi riti
di Israele con il suo spirito di preghiera
filiale (cf Mt 23,16-23), con la purezza interiore
del cuore (Mt 23,25 ss.; 5,8-23 ss.). Da parecchi
testi, come Gv 4,23-24, si desume che il nuovo
culto è lo stesso Cristo, Egli è
la nuova realtà che fa irruzione nel
mondo e modifica profondamente tutta la gamma
dei rapporti con Dio: il sabato, il tempio,
la stessa celebrazione della Pasqua nella
quale introduce elementi assolutamente nuovi:
il suo sacrificio, la sua presenza.
Cristo è il punto di convergenza di
tutto il culto: Egli è il nuovo Mosè,
nel suo sangue è suggellato il nuovo
Patto. Egli è la vittima che toglie
i peccati del mondo, Egli, nel suo corpo glorioso,
è il nuovo Tempio (Gv 2,19 ss.). Cristo
è il solo sacerdote, unico mediatore
tra Dio e l’uomo (Eb 7,11-18; 9,8-9). Cristo
rinnova la lettura della Parola di Dio e l’A.T.
è letto in chiave profetica relativamente
al significato che esso assume in rapporto
al Cristo (Sal 2,7-9; Is 53); le formule di
benedizione vengono espresse in nome di Gesù
(Gal 6,18; Fil 4,23; 1 Cor 13,13); gli inni
hanno per tema i grandi momenti della sua
esistenza (Fil 2,6-11). Ma il centro vivo
e il culmine del culto cristiano è
l’Eucaristia in quanto in essa, in forma sintetica
e visibile, si esprimono tutti gli elementi
del culto: commemorazione del passato della
storia della salvezza; commemorazione della
vita, morte e risurrezione del Signore; rinnovazione
del suo sacrificio; sua presenza gloriosa;
anticipo della manifestazione finale escatologica.

Non
cattolico
. Ti ho lasciato
dire tante cose perchè, se non erro,
in gran parte, hai affermato quello che dice
S. Ambrogio e che dico anch’io: Gesù
è l’unico e non vi sono altri, senza
Gesù finisce anche il culto.

Cattolico.
Certo, io ho detto quello che afferma S. Ambrogio,
quello che dice la Chiesa, quello che dice
anche Gesù, ma non quello che dici
tu. Infatti, tu neghi l’esistenza del culto
– secondario e subordinato a quello di Cristo
– dei santi, dell’onore che loro è
dovuto, la venerazione delle loro immagini
e reliquie, la loro intercessione e mediazione
subordinata, la loro protezione. Addirittura
tu arrivi a pensare che il culto dei santi
proviene dal paganesimo, che la Chiesa propone
al culto dei fedeli dei santi che non sono
mai esistiti e che i santi, così come
l’intende e li propone la Chiesa cattolica,
non sono menzionati mai nella S. Scrittura
per la quale è santo semplicemente
chi è consacrato al Signore. Anche
tu credi nella “comunione dei santi”,
cioè dei credenti ora viventi e di
quelli che già sono nella gloria del
Padre, ma non ti senti di aderire alla dottrina
della Chiesa in merito, perchè, a tuo
avviso, il culto loro tributato li farebbe
dei semidei.

Non
cattolico.
Si, io credo in questa
maniera e ti sfido a dimostrarmi il contrario.

Cattolico. Il termine “Comunione dei
Santi” sembra sia stato per la prima
volta inserito nei “credo” battesimali
nel sud della Gallia; e va inteso come gli
scrittori del sud della Gallia del V e VI
secolo lo intendevano; dando alla parola “Santi”
il normale significato che esso conserva oggi:
gli Eletti, quelli che hanno raggiunto il
fine per il quale furono creati, nel regno
di Dio.
Nel venerare i Santi di Dio, e specialmente
la Madre di Dio, noi tributiamo ad essi il
dovuto onore in vista dell’eccellenza soprannaturale
che in essi riconosciamo come derivata da
Dio stesso attraverso i meriti di Gesù
Cristo. La venerazione dei santi si risolve
così nella gloria di Dio, che è
meraviglioso nei suoi santi ed è giusto
che nei suoi santi sia glorificato.
Questi uomini che hanno vissuto e vivono fra
noi con la loro vita proiettano fasci di luce
che illuminano le pagine del Vangelo. Gesù
Cristo diviene vivente e comprensibile come
anche la storia della Rivelazione. La santità
che Gesù volle per la “Sua”
Chiesa deve essere visibile ed eminente. Per
la Chiesa fondata da Cristo non basta la semplice
santità che viene dal battesimo, ma
occorre che si tratti di santità eroica,
quella che rende veramente i fedeli “luce
del mondo e sale della terra”, quella
cioè che porta e dona veramente buoni
frutti. Cristo previde anche la presenza dei
peccatori come la zizzania in mezzo al buon
grano e i pesci cattivi insieme ai pesci buoni.

Giovanni Papini, scrivendo della sua conversione
alla Chiesa cattolica, affermava: “Tra le
Chiese innumerevoli che si dicono fedeli interpreti
di Cristo, scelsi quella cattolica, sia perchè
essa rappresenta veramente il tronco maestro
dell’albero piantato da Gesù, ma anche
perchè, a dispetto delle debolezze
e degli errori umani di tanti suoi figli,
essa è quella, a parer mio, che ha
offerto all’uomo le condizioni più
perfette per una integrale sublimazione di
tutto l’esser suo e perchè in essa
soltanto mi parve che fiorisse abbondante
il tipo di eroe che ritengo il più
alto: il Santo” (La Pietra infernale
Morcelliana, Brescia, 1934, pp. 162-163).

I protestanti affermano che la vera Chiesa
di Gesù è durata fino all’epoca
di Costantino, e tutti i santi che vengono
dopo, che sono la stragrande maggioranza,
da quale religione hanno avuto origine? In
quale Chiesa possiamo trovare un altro San
Benedetto, Bernardo, Noberto, Domenico, Francesco
d’Assisi, Anselmo, Bonaventura, Alberto Magno,
Tommaso d’Aquino, Vincenzo Ferreri, Bernardino
da Siena, Santa Geltrude, Ildegarda, Chiara,
Caterina da Siena, ecc.? E i re e i principi
come santo Stefano, Luigi, Enrico, Leopoldo,
Stanislao, ecc.?
E dopo la rivoluzione protestantica, dove
potremmo trovare un S. Ignazio, Teresa, Giovanni
della Croce, Francesco di Sales, Francesco
Saverio, Luigi Bertrando, Filippo Neri, Carlo
Borromeo, Vincenzo dei Paoli, Paolo della
Croce, Alfonso dei Liguori, ecc.? E dopo la
rivoluzione francese dove potremmo trovare
un altro santo curato d’Ars, Giovanni Bosco,
Giuseppe Cafasso, G. Cottolengo, Teresa del
Bambin Gesù, Pio X, Maria Cabrini,
ecc.?

Non
cattolico.
Ti prego ancora una
volta: Bibbia alla mano, e dimostrami quanto
afferma la Chiesa cattolica. Anzi, seguiamo
un ordine e prima di tutto convincimi che
l’adorazione delle immagini dei santi, cosi
diffusa nella Chiesa cattolica, non sia una
vera e propria idolatria.

Cattolico.
Uno degli errori più comuni
tra i non cattolici (eccetto gli ortodossi)
è quello riguardante le immagini e
le sculture sacre. Mi limiterò a pochi
ma sicuri accenni, invitando il lettore a
completare la sua istruzione consultando la
Bibbia secondo le mie indicazioni.
Per questi errori banali e puerili (non si
possono classificare diversamente), provenienti
tutti dall’ignoranza, sono moltissimi quelli
che lasciano la verità per la menzogna,
credendo di trovare in questa la verità
biblica.
Il culto delle immagini, ci introduce in diverse
questioni e obiezioni mosse da quelli che
vi si oppongono. I principali problemi da
chiarire sono i seguenti:

1.
Iconoclastia,
(parola proveniente
dal greco e che significa “distruzione
delle immagini”. E’ un’eresia che afflisse
la Chiesa per 116 anni (726-842 d.C.). Fu
uno degli episodi della intromissione del
potere civile nelle questioni ecclesiastiche.
In quell’epoca, in Occidente, più vicini
e meglio controllati da Roma, non vi furono
abusi; ma tra i fedeli d’Oriente vi furono
degli eccessi e si giunse anche al fanatismo
nella venerazione e nel culto delle immagini
sacre. Per reprimere gli abusi, l’imperatore
Leone III L’Isaurico, usurpando alla Chiesa
il diritto di legiferare in merito, ordinò
la distruzione di un’immagine di Cristo, assai
venerata. Ciò costituì l’inizio
di gravi lotte e discordie tra Papi e Imperatori.
Finalmente, dopo oltre un secolo di avversioni
e lotte, nell’842 l’imperatrice reggente Teodora
ristabilì le immagini ed il loro culto.
Ci furono anche in Occidente delle ripercussioni
iconoclaste, che però finirono con
i due Concilii tenutisi a Costantinopoli nell’869
e nell’870, che diedero l’ultimo colpo all’eresia.
Questa rivisse dopo tra alcuni gruppi ereticali
(Albigesi, Valdesi, Hussiti, ecc.), ma senza
importanza ed in forma sporadica. Purtroppo,
con l’avvento del Protestantesimo, nel sec.
16° l’eresia riprese vigore. Si sa che
i movimenti non cattolici provengono, tutti,
dalla rivoluzione luterana; essi rigettano
il culto delle immagini credendo di essere
coerenti con la Bibbia, mentre è solo
vero che questa non ha mai proibito le immagini
in sé e per sé.
E’ bene sapere che tutti i movimenti di matrice
protestante, sono immersi nello studio della
Bibbia per trovarvi tutto ciò che possa
opporsi alla Chiesa cattolica. Questo spirito
di avversione, preda del pregiudizio, è
una delle ragioni principali che fa cadere
tanti fratelli nell’errore.

2.
Idolatria
. Anche questa parola viene
dal greco e vuol dire culto dato a dei non
esistenti, ossia agli idoli.

3.
Latria.
Questo è, invece,
il culto assoluto tributato alla divinità
come tale, o meglio, al Dio unico. Latria
significa, quindi, il culto di adorazione
che è dovuto al solo, unico, vero Dio,
mentre il culto dato agli “idoli”,
sotto qualunque forma, diventa idolatria,
cioè un errore, un peccato, una cosa
indegna dell’essere umano fatto ad immagine
e somiglianza di Dio.
Nell’A.T. idolatria significò, giustamente,
il culto reso agli dei falsi. Essa appare
con il politeismo (più dei) nelle varie
civiltà antiche.
Nell’idolatria vi è una bipolarità
di servitù… Quando l’uomo abbandona
il servizio di Dio, si fa schiavo di degradanti
realtà materiali, che sono, in definitiva,
gli idoli. Quanti idoli esistono ancora!…

Le immagini – sculture idolatriche sono quasi
del tutto scomparse, ma gli idoli no. Colui
che si dice credente in un Dio unico e Sommo,
oggi può essere schiavo di vari idoli,
meno percepibili, ma non per questo meno pericolosi.
Ne faccio un piccolo elenco: denaro, sesso,
benessere materiale, moda e convenzioni sociali
sconvenienti, ossia poco cristiane, il lusso
sfrenato, il culto esagerato per il proprio
corpo e per se stessi, la tecnica e la scienza
quando pretendono di sostituirsi a Dio, il
seguire il capo di una sètta che al
posto dell’autorità di Cristo pone
quella di un uomo, generalmente ribelle alla
“Verità tutta intera”, alla quale,
come sappiamo, lo Spirito Santo guida la Chiesa
di Gesù.

4.
Culto di venerazione o di dulia.

E’ quello prestato ai santi, e, per essi,
alle immagini sacre. Da tenere presente che
il culto di venerazione (o di dulia) prestato
ai santi, in ultima analisi è culto
prestato a Dio autore della santità.

5.
Mediazione e intercessione.

a)
Mediazioni.

Nell’A.T. si riscontra qualche cosa di fermamente
costante: la trascendenza di Dio, infinitamente
elevato sopra l’uomo e sopra tutte le realtà
cosmiche, ma anche la Sua condiscendenza per
cui Dio non è lontano dall’uomo e dalla
sua storia. Anzi Dio è sempre vicino
all’uomo. Dio e i Patriarchi operano senza
alcun intermediario. Tuttavia la figura misteriosa
di Melchisedec che come sacerdote dell’Altissimo
benedisse Abramo (cf Gen 14,18), la scala
di Giacobbe popolata di Angeli che salivano
e scendevano dal cielo alla terra (cf Gen
28,12) proludevano ad un abbozzo del sistema
di mediazione che vigerà nella economia
della salvezza.

b)
Intercessione.

Tali protagonisti (ossia Melchisedec, Angeli,
…) esercitano la mediazione di intercessori.
Teniamo presente che la mediazione e l’intercessione
si completano. Così Abramo tenta di
ottenere da Dio il perdono di Sodoma e intercede
per la salute di Abimelek di Gerar (cf Gen
18,22-32; 20,17). Ugualmente Giuseppe è
motivo di salvezza per i suoi fratelli e per
la famiglia di Putifarre (Gen 39,3).
– Con l’elezione, il popolo di Israele ha
bisogno di una maggiore quantità di
mediatori che lo rappresentino davanti a Dio.
Dopo che l’esilio babilonese aveva provocato
la sgretolazione di tutte le istituzioni comunitarie,
il giudice e sacerdote Eli potè dire
angosciato: “Se l’uomo peccherà
contro Jahwè, chi intercederà
per lui?” (1 Sam 2,25).
– Il primo e più grande mediatore dell’A.T.
è Mosè.
Le diverse fonti e tradizioni ci hanno trasmesso
la complessa e difficile missione mediatrice
di Mosè: le mani alzate nella preghiera
mentre Giosuè combatteva contro Amalek
(cf Es 17,11).
Dopo Mosè, i Giudici e i Re, i sacerdoti
ed i profeti furono mediatori e intercessori
a favore del popolo.
La mediazione-intercessione sacerdotale fu
soprattutto ascendente (dal popolo a Dio),
mentre quella dei profeti (bocca di Dio) fu
principalmente discendente, come apportatrice
di rivelazione.
– Fino ad un’epoca molto tardiva, non vi sono
allusioni agli Angeli mediatori.

c)
Il termine mediatore-mediazione
nel
N.T. neppure abbonda. Lo troviamo varie volte
e come mediazione e come intercessione. Mi
limito a pochi esempi.
Il primo mediatore necessario, unico è
Gesù, il quale dalla Croce prega il
Padre per i suoi crocifissori (Lc 23,34),
e rimette i peccati (Mc 2,5).
In Lc 7,2-10 viene raccontato l’episodio del
centurione che manda a Gesù alcuni
anziani dei Giudei a pregare di venire a casa
sua per salvare un suo servo ammalato. “Costoro
giunti da Gesù lo pregavano con insistenza:
‘Egli merita che Tu gli faccia questa grazia,
dicevano, perchè ama il nostro popolo…”‘
“Io vi dico che neanche in Israele ho
trovato una fede così grande…”
“E gli inviati quando tornarono a casa,
trovarono il servo guarito”.

N.
B.:
Qui vediamo l’intervento degli
anziani presso Gesù. E’ facile comprendere
che la mediazione unica, necessaria di Gesù,
non esclude una mediazione secondaria, subordinata
all’unica di Cristo dal quale e per il quale
ci viene tutto. Uguali intercessioni subordinate
e secondarie le troviamo anche in Gv 2,3:
“La Madre di Gesù gli disse. ‘Non hanno
più vino’ “ed ottenne dal figlio
il vino ricavato dall’acqua. Anche negli Atti
(12,5) troviamo che tutta “la Chiesa pregava
per Pietro”, e Pietro fu liberato dalla
prigione per l’intervento di un angelo.

Non
cattolico.
Non hai ancora finito?

Cattolico.
No. Ti prego di lasciami ancora parlare. Continuiamo
a vedere gli effetti della mediazione e dell’intercessione.

In molti passi delle lettere paoline si trova
la preghiera fatta per gli altri (es. Col
1,9-14; Rm 1,8-10 ed in Mc 1,30). In 1 Tm,
2,5 troviamo esplicitamente: “uno solo
è il mediatore tra Dio e gli uomini”.
Molti sono i passi che ci parlano della mediazione
di Gesù Cristo.
In Mt 14,19 e Mc 6,39, troviamo che i discepoli
fanno da intermediari tra Gesù e la
folla nella distribuzione dei pani moltiplicati.
Mai come in Gesù si sono accostati
tanto Dio e l’uomo. Gesù essendo “Mediatore
unico e perfetto”, nessuno può sostituirlo.

Non
cattolico.
Dunque sei d’accordo
con me: Gesù è l’unico e insostituibile
mediatore.

Cattolico.
Si sono d’accordo, però tu non vuoi
comprendere che Egli ha lasciato PROLUNGATORI
DELLA UNICA MEDIAZIONE I DISCEPOLI, i quali
continuano nel  nel mondo “fino alla
consumazione dei secoli” la Sua opera di salvezza
come responsabili della parola, della Chiesa,
dei Battesimo, della Eucaristia, del perdono
dei peccati, ecc.

Non
cattolico.
Le tue risposte non
mi convincono.

Cattolico.
Per meglio comprendere l’intercessione e la
mediazione, dobbiamo considerare e capire
un altro articolo della nostra fede: la comunione
dei Santi, inserito nel Simbolo apostolico
nel V sec. circa.

Natura
della Comunione dei Santi.

Per
essa tutti i fedeli formano il Corpo Mistico
di Gesù Cristo e profittano del bene
che è e si fa nel Corpo stesso …
purchè non siamo impediti dall’affetto
al peccato. Anche il male (= peccato) si ripercuote
su tutto il Corpo Mistico.
Certamente da questa unità sgorga la
solidarietà. Questa solidarietà
già compare nell’A.T.: la salvezza
di Sodoma dipende da dieci giusti (Gen 18,23-33);
la vittoria del popolo ebraico contro gli
Amaleciti a Raphidim è in relazione
con le semplici mani alzate di Mosè
(Es 17,8-16); lo stesso peccato originale
è indice della solidarietà di
tutti gli uomini con Adamo, giacchè
in lui tutti peccarono (Rm, 5,12).
Nel N.T. la solidarietà è continuamente
raccomandata. Basta ricordare la preghiera
sacerdotale di Gesù (Gv 17,21-24) al
Padre perchè tutti siano uno! … Tale
solidarietà si estese, nella primavera
della Chiesa, anche alla Comunione dei beni
materiali (At 4,32-37).
S. Paolo spesso parla della Chiesa come Corpo
di Cristo (Ef 1,23; Col 1,24) e 164 volte
ci fa notare il nostro inserimento in Cristo.
Vi sono molte membra … ma il corpo è
uno solo … così tutti in Cristo (cf
1 Cor 12,4-12; 20,20-26).

Non
cattolico.
Dici quello che vuoi,
io ho bisogno solo di Cristo.

Cattolico.
Anch’io ho bisogno di Cristo. Ma ascoltami.
Ho ancora qualcosa da dirti sulla preghiera
mediatrice. L’Apostolo Paolo domanda ai fedeli
orazioni per sè e per gli altri (Rm
15,30; Ef 6,18-19).
In 1 Tm 2,1-6, dice: “… la preghiera
infatti, è cosa buona e accetta al
Salvatore nostro Dio, il quale vuole che tutti
gli uomini si salvino e giungano alla cognizione
della verità”.
La preghiera dei fedeli è utile non
soltanto ai vivi, ma giova pure ai morti.
Perciò l’Apostolo, riconoscente per
i benefici ricevuti dal defunto Onesiforo,
cristiano di Efeso, per lui prega “che il
Signore gli doni di trovare misericordia presso
Dio in quel giorno” (2 Tm 1,18).
S. Giacomo insiste: “Pregate l’uno per l’altro
per essere salvi; molto può la preghiera
intensa del giusto” (Gc: 5,16).

Da
quanto detto, e conoscendo ormai bene la distinzione
tra adorazione e venerazione, possiamo dedurre
che la parola “pregare”, intesa
nel senso vero e profondo, definisce essenzialmente
il nostro modo di rivolgerci a Dio. Non si
possono pregare i Santi nello stesso modo
con cui si prega Dio. Essi sono più
vicini a Dio, e, quindi, possono intercedere
efficacemente presso di Lui per noi. Infatti,
i Santi sono in cielo con Cristo: “Chi ama
la propria vita la perderà. Chi è
pronto a perdere la propria vita in questo
mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono
io ci saranno anche quelli che mi servono.
E CHI SERVE ME SARA’ ONORATO DAL PADRE”
(Gv 12,26).
QUANTO ONORE, VENERAZIONE, RISPETTO, AMORE
NON DOVREMO DARE NOI Al GIUSTI SANTI SE IL
PADRE CELESTE LI ONORA?
Gv 17,24: “Padre, voglio che dove sono io
siano anche quelli che tu mi hai dato, perchè
vedano la gloria che Tu mi hai dato: Infatti,
Tu mi hai amato prima della creazione del
mondo”.
2 Cor 5,6-8: “Coraggio, dunque. E’ certo
che finchè viviamo in questa vita terrena
siamo lontani da Casa (Paradiso), lontani
dal Signore… Però abbiamo fiducia
e preferiamo lasciare questa vita pur di essere
vicini al Signore”.
Fil 1,23-34: “Sono spinto da opposti desideri:
da una parte desidero lasciare questa vita
per essere con Cristo, e ciò sarebbe
certamente per me la cosa migliore; dall’altra
è molto più utile per voi che
io continui a vivere .
Questa intercessione o mediazione dei Santi
NON INTACCA MINIMAMENTE la posizione di Gesù
Cristo quale unico mediatore fra Dio e gli
uomini (1 Tm 2,5). Infatti tutte le preghiere
che sono rivolte a Dio – comprese quelle della
intercessione dei Santi – sono tutte rivolte
a Lui per mezzo del nostro Signore Gesù
Cristo”. Così ha sempre pregato
e continua a pregare la S. Madre Chiesa.
Queste precisazioni restano sempre vere, anche
quando un fedele, per ignoranza o per semplicità,
dovesse intendere o fare diversamente. La
Chiesa interviene ed è sempre intervenuta
per correggere qualunque deviazione al riguardo.

Non
cattolico.
Ho ancora molte perplessità.

Cattolico.
Per chi non fosse ancora convinto, possiamo
citare Eb 12,22 ss., dove i cristiani viventi
in terra sono considerati non solo uniti con
Dio e con Gesù, ma anche con gli altri
“spiriti dei giusti portati alla perfezione”
e con “miriadi di angeli” ai quali
si sono accostati.
Questa comunità di creature celesti
e terrene forma la Comunione dei Santi. Gli
uomini che vivono in terra sanno, per fede,
di adorare Dio unitamente agli Angeli e agli
uomini che non sono ancora in cielo.
Paolo, come abbiamo già visto (cf 1
Tm 2,1-6) insegna la dottrina della intercessione.
Egli aggiunge che la preghiera per gli altri
(di intercessione) è una cosa bella
e gradita a Dio… perchè i lontani
possano avere piena conoscenza del vero Dio
e dell’unico Mediatore Gesù Cristo.
Quindi tutti i fedeli possono e devono concorrere
con la preghiera e con le buone opere perchè
Cristo sia conosciuto e possa applicare la
Sua Mediazione a tutti gli uomini.
S. Paolo, sempre coerente, scrive: “…
sono lieto delle sofferenze che sopporto per
voi e completo nella mia carne quello che
manca ai patimenti di Cristo a favore del
Suo Corpo che è la Chiesa” (cf
Col 1,24). Gesù non è Lui l’unico
mediatore? E cosa può apportare di
bene Paolo al Corpo di Cristo che è
la Chiesa? E’ presuntuoso Paolo? E allora?
Non dimentichiamo mai che qualunque intercessione-mediazione
è sempre secondaria e subordinata a
quella, di Cristo.
Nel Libro di Giobbe (42,8), troviamo: “Prendete
dunque sette vitelli e sette montoni e andate
dal mio servo Giobbe e offriteli in olocausto
per voi; il mio servo Giobbe pregherà
per voi, affinchè io, per riguardo
a lui, non punisca la vostra stoltezza…”.

Tutti possiamo e dobbiamo concorrere alla
salvezza degli altri (la moglie fedele santifica
il marito infedele… e viceversa (cf 1 Cor
7,14).
Questo insegna la S. Scrittura e questo insegna
da sempre la Chiesa.
Un autore anonimo dell’8° sec., in una
omelia su S. Gennaro così si esprime:
“… E’ giusto che godiamo ed esultiamo nel
Signore nostro Dio… Grande è la gloria
dei martiri, grandiosa e splendente la loro
corona. Gli Angeli e tutti i cori celesti
li ammirano: li ama Cristo, li onora il Padre
(cf Gv 12,26), li illumina lo Spirito Santo…
Essi sono gli imitatori di Cristo, i suoi
coeredi… compartecipi della Sua gloria…
E noi dobbiamo sempre ricordare le loro virtù
e cantare le loro lodi. Infatti “preziosa
al cospetto del Signore è la morte
dei suoi fedeli” (Sal 115,15); “Il Signore
preserva tutte le loro ossa…” (Sal 33,21).
Chi nega tutto ciò è in contrasto
con le parole di Dio: “Beati d’ora in poi
i morti che muoiono nel Signore” (Ap 14,13),
e con quello che dice il profeta: “Di nuovo
vivranno i tuoi morti” (Is 26,19). E ancora:
“Questi sono coloro che sono passati per la
grande tribolazione… e stanno davanti al
Trono di Dio…” (Ap 7,14-15). Per i suoi
meriti e i suoi benefici il suo corpo è
degnamente onorato … per le sue preghiere
meritiamo di essere purificati dai nostri
peccati… e ci gloriamo nel nostro Signore
Gesù Cristo”.

Non
cattolico.
Risulta dalla S. Scrittura
che l’intercessione è fatta soltanto
da persone viventi su questa terra.

Cattolico.
E’ vero che la S. Scrittura ci narra molti
episodi di viventi, ma non é meno vero,
perchè ancora più logico e giusto,
che l’intercessione, dopo la vita terrena
di Cristo, si sarebbe realizzata per mezzo
di chi vive e prega quaggiù, ma molto
di più per mezzo dei fedeli passati
nella vita eterna e che sono presso Dio a
goderne la beatitudine. Senza continuare a
far troppe discussioni, sarà bene mettere
sotto gli occhi dei dubbiosi, cattolici o
non, alcuni passi della Bibbia, che confermano
la prassi e l’insegnamento della Chiesa cattolica.

– Quelli che sono già al cospetto di
Dio, morti per la fedeltà alla Parola
di Dio, gridano a gran voce: Fino a quando,
o Sovrano Santo e Verace, non scendi in giudizio
e non vendicherai il nostro sangue?”
(Ap 6,9- 10);
– “I Santi che sono in cielo con le loro preghiere
riempiono di profumi i vasi d’oro che salgono
continuamente al trono dell’Agnello”
(Ap 5,8);
– “Io preparo un Regno per voi, che avete
perseverato con me nella prova, perchè
possiate mangiare e bere alla mia mensa”
(Lc 22,28-30);
– “Chi perderà la propria vita per
me e per il Vangelo la salverà, dice
il Signore” (Rm 8,35);
– “Né morte, né vita, né
alcuna altra creatura potrà mai separarci
dall’amore di Cristo” (Rm 8,38-39);
– “Venite, benedetti dal Padre mio, prendete
possesso del regno preparato per voi fin dall’origine
del mondo” (cf Mt 25,24);
– “Al vincitore darò da mangiare dell’albero
della vita che si trova nel Paradiso di Dio”
(Ap 2,7);
– “Questi sono i Santi che hanno vinto…
per questo regnano con Cristo in eterno”
(Ap 12,11);
– “Se moriamo con Cristo, vivremo anche
con Lui; se con Lui perseveriamo, con Lui
anche regneremo” (2 Tm 2,11-12);
– “Beato il servo che il Signore al suo ritorno
troverà vigilante; in verità
vi dico, gli affiderà tutti i suoi
beni” (cf Mt 24,46-47);
– “Questo è il servo saggio e fedele,
che il Signore ha posto a capo della sua famiglia,
per distribuire il cibo a tempo opportuno”
12,42);
– “I popoli proclamano la sapienza dei santi,
e la Chiesa ne celebri le lodi, il loro nome
vivrà in eterno” (cf Sir 44,15.14);

– “I saggi rifulgeranno come lo splendore
del firmamento; coloro che insegnarono a molti
la giustizia brilleranno come stelle per sere”
(cf Dn 12,3).

Mi
fermo qui, perchè la lista delle citazioni
può ancora continuare a mostrarci che
Dio non ha nessuna difficoltà ad affidare
ai suoi servi fedeli “tutti i suoi beni” (non
certo quelli terreni che sono effimeri e si
consumano ma quelli del Suo Regno, ossia le
grazie ottenute per la loro intercessione
presso il trono dell’Agnello. Dunque, beni
che essi, ricevuti dall’unico mediatore necessario
ed indispensabile, possono distribuire a tempo
opportuno. Si, essi possono far questo perchè
vivono in eterno insieme a Gesù, per
sempre, nel Santo Paradiso.

Non
cattolico.
Tu parli ed io penso
a tante cose che ritengo contrarie alle tue
affermazioni.

Cattolico.
Sappi, come già t’ho detto
tante volte, che l’intercessione dei Santi
è sempre secondaria e subordinata alla
mediazione necessaria di Gesù. Cerca
di comprenderlo. L’Apocalisse ci aiuta molto
a capire questa questione quando ci dice:
“… E sali il fumo dell’incenso con le preghiere
dei Santi, dalla mano dell’Angelo a Dio”
(Ap,8,4).
La Comunione dei Santi, come già ho
detto, ci potrà far meglio capire tutte
queste cose.
C’è addirittura, tra gli erranti, chi
vorrebbe proibirci di rivolgerci (con la preghiera)
finanche a Gesù. Infatti, dicono i
Testimoni di Geova: “Geova vuole che rivolgiamo
a lui le nostre preghiere, non ad altri. Gesù
non insegnò agli apostoli a pregare
lui stesso, né la madre sua umana Maria,
né alcun’altra persona… perchè
dunque dovremmo rivolgerci a qualche persona
inferiore?” (Dal libro La verità
che conduce alla vita eterna, p. 152). Gesù,
come si esprimono i TdG è persona inferiore!…
Ma i TdG. sulla preghiera dicono molte altre
inesattezze, come: Dio non richiede una certa
posizione quando si prega, che è bene
ritirarci privatamente in preghiera, che non
approva l’uso delle medesime parole ripetute
più volte… (l.c.p., 155).
A tutte queste obiezioni rispondiamo:
– Quando Gesù insegnò la preghiera
(Mt 6,9-13), non escluse che essa possa essere
rivolta a Lui stesso e a Sua Madre. Gesù
non disse: “Noi preghiamo così: Padre
nostro…”, ma: “Voi pregate così…”,
volendo mostrare che Egli non si escludeva
in quel “nostro” , perchè era
Dio.
– Non disse Gesù: “Se mi domandate
qualche cosa nel mio nome io la farò?”
(Gv 4,13; 15,16; 16,23-26). Anzi, la Bibbia
ci mostra che Gesù accetta il “culto
religioso” in quanto permette la prostrazione
ai suoi piedi che, secondo l’opinione giudaica
e cristiana è dovuta al solo vero Dio
(cf At 10,26; Ap 19,10; 22,9; Mt 15,25; 28,9-17,
ecc.). Gesù, dunque, esige per sè
la medesima adorazione che è dovuta
al Padre: “… Affinchè tutti
onorino il Figlio come onorano il Padre”
(Gv 5,23; Eb 1,6).
– Si, Gesù non ha mai detto esplicitamente
“pregate e me e mia madre”, però
i fatti dimostrano che Egli fu pregato molte
volte, specialmente dagli ammalati (cf Gv
4,47; Mt 8,2; 9,18; Mc 5,23; Lc 5,12; ecc.).

– Maria stessa si rivolse a Gesù e
Lo pregò così: “Non hanno più
vino” (Gv 2,3). E donde scaturiscono
le nostre preghiere a Maria, Madre di Gesù,
Dio e Uomo? Donde gli attributi che – come
nelle litanie lauretane – le indirizziamo
per riconoscerne le virtù, che ci sono
di esempio? Dalla S. Scrittura, naturalmente,
che ci offre la base del nostro culto.
Qualche esempio:
– “Ti saluto, o piena di grazia” (Lc
1,28);
– “Benedetta tu fra le donne, e benedetto
il frutto del tuo grembo” (Lc 1,42);
– “Ecco che da ora… tutte le generazioni
mi chiameranno beata” (Lc 1,48);
– “… beato il seno che ti ha portata…”
(Lc 11,27); ecc.
Prendo anche qualche passo dell’A.T.:
– Gen 3, 15: “Io porrò inimicizia tra
te e la donna…”.
– Is 7,14: “… Ecco, la Vergine partorirà
l’Emmanuele…”;
– Is 9,5: “Perchè un bambino è
nato per noi… che è… Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace”.

Concludo con la visione dell’Apocalisse 12,1…
in cui Maria è vista vestita di sole,
coronata di 12 stelle con la luna sotto i
piedi.
Quanto è grande questa Madre dell’Uomo-Dio!.

Completo
con qualche altra riflessione il giusto senso
della preghiera.
E’ vero che Gesù non prescrive posizioni,
perchè esse sono spontanee e, quindi,
possono essere tutte buone ed accette se partono
da un cuore puro e sincero. Infatti, Dio non
guarda l’esteriore ma l’interno e la retta
intenzione. Ha sgridato i farisei ipocriti
che, per farsi vedere dagli altri, pregavano
con ostentazione ed in pubblico, e perciò
imitavano i pagani con parole ripetute senza
amore ed umiltà (Mt 6,5- 7-8). Ma è
lo stesso Gesù che ci dice che “dove
sono due o più congregati nel mio nome,
io sono, in mezzo a loro” (preghiera
pubblica o comunitaria) e che con una parabola
(il giudice iniquo e la vedova: Lc 18,1 ss.),
ci raccomanda “la necessità di pregare
sempre, senza stancarci”.

Non
cattolico
. Io sono ancora convinto
che il culto delle immagini, delle reliquie
e delle prostrazioni è idolatria vera
e propria.

Cattolico.
Dopo tutto quello che ho detto sembrerebbe
inutile trattare ancora questo argomento.
Eppure è necessario. Esso rappresenta
il cavallo di battaglia di quasi tutti i non
cattolici. Con questo argomento, complice
l’ignoranza, l’errore si diffonde e lascia
l’errante nella convinzione di avere scoperto
una verità biblica: il culto delle
immagini sacre è idolatria. Questo
grave errore, già condannato da secoli
dalla Chiesa, è riapparso col protestantesimo
e oggi è divenuto forte pregiudizio
in tante sette.
Dire che la Bibbia proibisce le immagini sacre
ed il loro culto è una menzogna ed
una puerilità. E’ vero, però,
che la Bibbia proibisce insistentemente l’idolatria,
e cioè
adorare immagini o sculture di idoli al posto
di Dio.
Tra gli antichi popoli c’era l’idea che l’immagine
degli dei (erano politeisti) si identificasse
con le loro persone, avessero virtù
divine e che, quindi, fossero oggetto di culto
e di adorazione. Purtroppo gli Ebrei, che
vivevano tra popoli politeisti ed idolatri,
erano continuamente esposti alla idolatria,
e spesso cadevano in questo peccato. Oggi,
nella società delle immagini, è
inconcepibile che ci siano ancora sètte
e persone che pensino come gli antichi. Eppure
ce ne sono!
… Il loro errore proviene e dal non aver
capito la Bibbia e dalla grande avversione
che nutrono verso il Cattolicesimo.
Il comandamento valido per tutti i tempi è
questo: “Non avrai altri dei davanti a me”.
Ma poichè gli Ebrei di quell’epoca
non erano capaci di mettere in pratica il
“non avrai altri dei davanti a me”
senza il “non ti fare alcuna immagine”,
essi dovevano osservare entrambi i comandi
di Dio allo scopo di evitare l’idolatria.

Oggi, molti non cattolici, accusano la Chiesa
di avere modificato e alterato il primo comandamento.
Ma essi dimenticano che Gesù è
l’autore ed il perfezionatore della fede (Eb
12,2), e se Mosè ci portò la
Legge, per Gesù è venuta la
Grazia e la Verità (Gv 1, 17). Egli
ci ha esplicitamente insegnato: “Amerai
il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima, con tutte le tue forze”
(Mt 22,37). E basta.
Questo comandamento è dato da Gesù
in un contesto storico evidentemente diverso
da quello di Mosè.

Non
cattolico.
Sebbene tu abbia detto
già tanto su questo argomento, ti prego
di darmi qualche ulteriore chiarificazione.

Cattolico.
Volentieri. Continuerò con altre precisazioni.

Devi sapere che la Chiesa di Dio, ossia la
Chiesa una, santa, cattolica, apostolica-romana,
ha agito, agisce ed agirà sempre secondo
la tradizione cristiana-apostolica e strettamente
legata alla S. Scrittura.
Il testo biblico che ha indotto e induce ancora
nell’errore tanti fratelli, e solo per ignoranza,
è principalmente il seguente:
Es 20,3-5, che suona così: “Non avrai
altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo
né immagine alcuna di ciò che
è lassù nel cielo né
di ciò che è quaggiù
sulla terra, né di ciò che è
nelle acque e sotto terra. Non ti prostrerai
davanti a loro e non li servirai, perchè
io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso,
che punisce la colpa dei padri nei figli fino
alla terza e alla quarta generazione, per
coloro che mi odiano…” (cf anche Es
25,10; 37,7; Gios 3,5; 6,11; ecc.). Vedi pure
Dt 7,15: “darai alle fiamme le sculture dei
loro dei … perchè sono un abominio
per il Signore tuo Dio” (cf anche Lev
26,1, ecc.).
Da notare che quasi tutte – o tutte – le Bibbie
non cattoliche hanno eliminato “non ti farai
idoli e scrivono invece: “non ti farai immagine
alcuna”. Si sa che le immagini proibite
sono soltanto quelle raffiguranti idoli.
E’ chiaro, perciò, che Dio proibisce
l’idolatria e non l’uso delle immagini: “Non
volgetevi agli idoli…” (Lev 19,4).
Quando invece il pericolo dell’idolatria non
c’è, ecco che il Signore comanda: “Farai
due cherubini d’oro in lavoro battuto alle
due estremità dell’Espiatorio”
(Es 25,18). In Nm 21,8-9 troviamo: “Fa
un serpente bruciante e mettilo su un vessillo;
chi, dopo essere stato morso, lo guarderà
vivrà”.
Mosè fece un serpente di bronzo. C’è
contraddizione negli ordini divini? No, certamente,
perchè “Era salvo, infatti, chi
si volgeva a quello (il serpente): non per
la cosa riguardata, ma per te (Dio), Salvatore
di tutti” (Sap 16,7 ). E’ chiaro che
il serpente rappresentava la potenza miracolosa
di Dio.
Ma quando si riaffaccia un pericolo di idolatria,
Dio interviene e ordina la distruzione del
serpente stesso (cf 2 Re 18,43).
Salomone nella costruzione del tempio, oltre
ai grandi cherubini (1 Re 6,2-29), fece scolpire
anche buoi e leoni (1 Re 7,25-29). Per tutte
queste cose il Signore lodò Salomone
(1 Re 9,3).
Gli Ebrei già da molti secoli hanno
compreso tutte queste cose. Gli attuali anticattolici
non ancora! E si tratta di cose semplici ed
elementari, ma che molti fratelli separati
non riescono più a capire, principalmente,
ripeto, per ignoranza e poi per i pregiudizi
e la forte avversione al Cattolicesimo che
vengono in essi inculcati a modo di strumentalizzazione.
Molti vengono… “convinti” che
i cattolici “adorino le immagini”, anche
so chi li istruisce sa che la Chiesa non adora,
ma soltanto onora-venera i santi e le immagini
sacre, con un culto relativo, cioè,
con un culto che è diretto a Dio tramite
i suoi santi e le immagini che li rappresentano.
Ma il “non cattolico” “DEVE
SAPERE CHE I CATTOLICI ADORANO LE IMMAGINI
E LE STATUE”. Questo è quello
che viene insegnato ai fratelli da noi separati.
La parola adorazione è messa nella
loro testa ed è confusa, mescolata
con le altre parole immagini e statue. Cosi
l’errore diviene convinzione e passa per scienza
biblica!… E gli ignoranti ci cascano…

I primi cristiani praticavano il culto delle
immagini, come risulta dalle catacombe che
ci hanno fatto conoscere immagini di Cristo
e della Madonna con Bambino in braccio.

Non
cattolico.
Non vorrai dirmi che anche
il prostrarsi davanti alle immagini sia esente
dal peccato di idolatria?

Cattolico.
Anche qui, come ho detto per le devozioni
e per il culto in genere, bisogna guardare
le intenzioni. E sappiamo che solo Dio può
penetrare le coscienze ed i cuori. Di fatto,
scorrendo la Bibbia, vi troviamo 215 prostrazioni
nell’A.T. e 57 nel N.T. Spesso sono prostrazioni
ed inchini dinanzi a semplici creature, ma
mai viene accusato di idolatria colui che
li ha praticati.
Qualche esempio:
– 2 Re 1, 13: “Per la terza volta il
re (Acazia) mandò da Elia un ufficiale…
egli si inginocchiò davanti a Elia
e lo supplicò…”;
– 1 Re 1, 16: ” … Betsabea si inginocchiò
e si prostrò davanti al re…”;

– Ap 19, 10: “mi prostrai ai piedi di un angelo”;

– Ap 22,8: “mi prostrai in adorazione
ai piedi dell’angelo”;
– Gdc 8,27: “Tutto Israele si prostrò
davanti all’efod”;
– Gen 33,3: “Egli (Giacobbe) passò
davanti a loro e si prostrò sette volte
fino a terra, mentre andava avvicinandosi
al fratello” (Esaù);
– Gen 42,6: “… i fratelli di Giuseppe
gli si prostrarono davanti”;
– Es 18,7: “Mosè si prostrò
davanti al suocero”.
Non credo che sia il caso di continuare negli
esempi: la Bibbia ce ne fornisce tanti!

Do
qualche altra delucidazione sulla questione
delle reliquie, del culto dei Santi e delle
immagini.

Non
cattolico.
Il culto delle reliquie
neppure è idolatria?

Cattolico.
Anche su questo ti rispondo che i fratelli
non cattolici ci dicono che le reliquie sono
“superstizioni dei papisti”. Noi,
invece, ci proponiamo di aiutare fraternamente
tutti i fratelli di fede ed anche quelli non
cattolici a vedere con più chiarezza
certe questioni e problemi religiosi e biblici.

Cerco di evitare commenti polemici ed entro
subito in argomento col confronto biblico.


Es 13,19: “Gli Israeliti, uscendo dall’Egitto
portarono via le ossa di Giuseppe”
– 2 Re 13,21: “Un morto fu richiamato in vita
a contatto delle ossa di Eliseo”.
– 2 Re 2,13 -14: “Eliseo operò
un miracolo col mantello di Elia. Percosse
il mantello sulle acque che si divisero ed
Eliseo passò il Giordano all’asciutto”.

– At 19,12: “I cristiani di Efeso imponevano
ai malati fazzoletti e grembiuli che erano
serviti a Paolo nel lavoro: “Si portavano
via per gli infermi fazzoletti e grembiuli
usati da lui; le infermità scomparivano
e uscivano le potenze maligne”.
– E che dire di Pietro al quale il Signore
aveva concesso il potere di far miracoli anche
con la sola sua ombra?
– In At 5,12-16, leggiamo: “Molti miracoli
e prodigi avvenivano fra il popolo per opera
degli Apostoli…”. “… portavano
gli ammalati nelle piazze, ponendoli su lettucci
e giacigli perchè, quando Pietro passava,
anche la sola sua ombra coprisse qualcuno
di loro… e tutti venivano guariti”.

A
questo punto mi domando: I fratelli cattolici,
si accertano della verità biblica e
cristiana, prima di farsi confondere le idee?
E i fratelli non cattolici, prima di ficcarsi
nella testa tanti pregiudizi, hanno interrogato
rettamente e onestamente la S. Scrittura o
persone competenti (la Chiesa di Dio) in merito
alle loro opinioni religiose?
Sulla questione delle immagini ormai sappiamo
che i non cattolici interpretano la S. Scrittura
a modo loro, cioè secondo quello che
essi vogliono dimostrare in base al loro “credo”.
Un esempio: la frase biblica: “camminiamo
per fede e non per visione”, diventa:
“basta la fede per andare a Dio, non occorrono
le immagini per raffigurarcelo” (cf la
rivista dei TgG “Svegliatevi”, Ed. Italiana
pag. 28 del 22.1.1971).
S. Paolo dice precisamente: “Così,
dunque, siamo sempre pieni di fiducia e sapendo
che finchè abitiamo nel corpo siamo
in esilio lontano dal Signore, camminiamo
nella fede e non ancora in visione. Siamo
pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio
dal corpo ed abitare presso il Signore”
(cf 2 Cor 5,6-8). Altrove i TdG. dicono: “Gli
uomini cominciarono anche ad adorare alcune
ossa, pezzi di legno, abiti e simili che chiamarono
‘reliquie”‘. Si credette che esse fossero
sante o avessero potere, perchè si
riteneva che fossero appartenute a qualcuno
che poteva essere stato santo o meno. In tutti
questi modi gli uomini cambiarono la verità
di Dio in menzogna, e adorarono la creazione
invece di Colui che creò” (cf Rm 1,25).Tutta
questa apostasia dalla vera credenza e opera
diede luogo alla formazione della Chiesa cattolica
romana” (Dal Paradiso perduto al Paradiso
riconquistato, 1958). Questa lunga citazione
geovista, da S. Paolo (Rm 1,25) ci è
recata con queste parole: “… poichè
essi hanno cambiato la verità di Dio
con la menzogna e hanno venerato e adorato
la creatura al posto del Creatore, che è
benedetto nei secoli. Amen”.
Non vi sembra, cari fratelli e sorelle
che mi leggete, che questi voluti cambiamenti
spesso finiscono nel ridicolo?
Come
in 2 Cor 5,6-8 non c’entrano le immagini,
così in Rm 1,25 non c’entrano le reliquie,
perchè S. Paolo sta parlando dei pagani,
oggetto dell’ira di Dio.
Chi conosce il geovismo e le sue origini,
la sua dottrina, le sue aspirazioni e attese
materialistiche, può, senza smentirsi,
rivolgere le parole del libro citato, agli
stessi TdG.

Ho voluto citare questi due casi di alterazione
biblica dei TdG. perchè tutti si possano
rendere conto dove si può giungere
quando si è fuori della Chiesa di Dio,
dove la Comunione dei Santi è una delle
verità e realtà più confortanti.
E se i giusti sono stati, sono e saranno sempre
graditi a Dio quando sono pellegrini sulla
terra, quanto più lo saranno quando
saranno dinanzi al trono di Dio, quando cioè
lo vedranno “In visione”, ossia faccia a faccia?”.

Da Dio essi vengono illuminati e con Lui regnano
e regneranno nei secoli dei secoli (cf Ap
22,3-5). Le loro preghiere salgono a Lui gradite
come profumi (Ap 5,8; 8,3-4). Non ha detto
Gesù che chi avrebbe avuto fede in
Lui, avrebbe fatto le Sue opere e anche di
più grandi? (cf Gv 14,12). O che avrebbe
addirittura potuto spostare i monti con la
sua fede? (Mt 21,21). Non commettiamo un peccato
di omissione se non onoriamo la Madre di Gesù,
o quei servi di Cristo che lo stesso Padre
Celeste onora? (Gv 12,26). Sono tutti questi
giusti, in terra o in cielo, in opposizione
a Dio, o non ne sono la migliore illustrazione?

L’idolo (vedi i vari fondatori umani delle
varie sètte) prende il posto di Dio,
invece i Santi ci portano a Dio e
più di tutti Maria perchè madre
dell’Uomo-Dio, Gesù
.

http://apologetica.altervista.org/culto_dei_santi.htm