24 Febbraio 2015

SOBRIETÀ E SOLIDARIETÀ

I
DOMENICA ALL’INIZIO DI QUARESIMA –2015-02-20

Imposizione
delle Ceneri

 

Is 57, 15-58,4a – 2 Cor 4, 16b-5,9 – Mt 4, 1-11

 

Iniziamo la Quaresima sotto il segno delle Ceneri, la
concluderemo nel segno della luce, a Pasqua. È il nostro itinerario: risorgere
dalle nostre delusioni, dalle ceneri, dalla vita che si va spegnendo verso una
vita accesa. Io sono polvere e cenere, dice Abramo a Dio; voi siete luce,
assicura Gesù a noi. Quaresima è una occasione per scegliere ciò che vogliamo
diventare, e incamminarci con l’aiuto di Dio.

 

Dice il Nemico: dì che queste pietre
diventino pane!
Per aver ridotto
i sogni a denaro, per tutta la nostra fame di cose inutili, Kyrie eleison

Dice il tentatore: buttati, verranno gli
angeli!
Per aver cercato Dio non
come Padre ma come taumaturgo, non come Luce e Vita ma
come dispensatore di favori, Kyrie eleison

Dice lo spirito del male: ti darò potere
su tutto se mi adorerai!
Se
abbiamo svenduto dignità e onestà per una promessa di denaro o di carriera, per
un’ora di celebrità, di questo, Signore, veramente, perdono: Kyrie
eleison

 

OMELIA

 

In quel tempo, Gesù, ed è come dire: in questo tempo,
io.

Perché ogni uomo è quell’uomo, ogni ora è quell’ora,
in cui lo Spirito ti spinge, con forza, faccia a faccia con il tuo profondo, sul
bivio che si apre davanti ad ogni scelta decisiva.

Le tentazioni però sono
anche un decreto di libertà: io metto davanti a te la vita e la morte, scegli!
Ti prego, dice il Signore: scegli la vita! Scegli sempre l’umano contro il
disumano.

Il racconto di Matteo mette
in scena il Nemico dell’uomo, il più intelligente degli spiriti, che propone a
Gesù, a me, non cose malvage: delitti, violenza, inganno, oppressione che
sappiamo anche riconoscere e perfino evitare.

Propone cose ragionevoli,
baratti vantaggiosi, del buon pane, eppure sono cose che vanno a toccare la
sostanza profonda di me, che deformano il volto di Dio e dell’uomo.

Dice Olivier Clement: “le
grandi tentazioni non sono quelle di cui si è preoccupato e perfino
ossessionato un certo cristianesimo moralistico, non sono quelle che ci saremmo
aspettati, quelle, per es. che riguardano la sfera sessuale, sono invece quelle
che vanno a demolire la fede”.

Vediamo come. La prima
tentazione: Che queste pietre diventino pane.
Il diavolo non propone il
male, ma un bene. Il pane è un bene evidente, un valore indiscutibile.

Gesù risponde giocando al
rialzo, sfida il diavolo sul suo terreno, offrendo di più: “Non di solo pane
vivrà l’uomo”
il pane è buono ma più buona è la parola di Dio. Il pane dà
vita, ma più vita viene dalla bocca di Dio. Non ridurre i tuoi sogni a cose o
denaro.

Gesù accende un sogno di
cielo con parole bellissime: “L’uomo vive di ogni parola che esce dalla
bocca di D
io. Non di solo pane, anzi di solo pane l’uomo muore.

E dalla bocca di Dio sono
venute le parole che hanno creato la luce, il cosmo, le creature, è venuto
il Verbo e il Suo Vangelo
ma dalla bocca di Dio è venuto il respiro che ci
fa vivere, sei venuto tu.

Se l’uomo vive di ciò che
viene da Dio, io vivo di Dio e del cosmo, ma soprattutto di te, fratello,
amico, familiare, amore. Di te che sei parola pronunciata dalla bocca di Dio
per me. Parola che non ripeterà mai più.

L’uomo non vive
di cose, vive di creature. L’uomo vive di Dio e lo prega così: Mi manca la
vita se Tu mi manchi!

La seconda tentazione
è una sfida aperta a Dio: “Buttati giù, chiedi un miracolo. Quello che
sembrerebbe il più alto atto di fede “gettati con fiducia, fidati, affidati”ne è invece la caricatura, perché è pura ricerca del proprio vantaggio. Esaudire un capriccio.

Gesù replica: tu non
cerchi Dio ma i suoi benefici.
Non cerchi il Signore ma solo miracoli, un
Dio al tuo servizio.

Buttati,
dice il diavolo, facci vedere un volo di angeli. E la tentazione è fatta con la
Bibbia alla mano, è giustificata dalla parola di Dio: sta scritto: Dio
manderà angeli perché tu non inciampi, si prenderà cura di te!

 Invece
di angeli abbiamo visto la malattia, un fallimento, la morte, vendemmie di
dolore. Dove sono gli angeli che Dio ha promesso?

Scrive
Bonhoeffer: “Dio non protegge dal dolore ma nel dolore, non salva dalla croce
ma nella croce” come ha fatto con Gesù.

E Dio non risponderà a tutto
ciò che io desidero, eppure avrò tutto ciò di cui ho bisogno, tutto ciò di cui
ho davvero bisogno.

Io so che il Signore sarà
presente, non quando io mi butto, ma quando io starò per cadere;
forse non per evitarmi una caduta rovinosa, ma
certamente per rialzarmi e farmi ripartire.

Io avanzerò nella vita non
per la forza di miracoli imprevisti, ma per il prodigio di un Dio che è forza
dentro ognuno dei miei passi.

Verranno
angeli a portarti sulle mani…
Io lo
so che verranno quando con l’ultimo, con il più grande atto di fede, mi butterò
in Te, Signore, nel giorno della mia morte, fidandomi.

E vorrei che quel giorno un
angelo mi tenesse per mano, perché ho un po’ paura, e mi dicesse in
quell’ultimo tratto, solo questo: Vieni, hai tentato di amare, il tuo
desiderio di amore era già amore!
Non chiedo altro, ma che lo dica con un
sorriso.

Terza
tentazione: “Adorami e ti darò tutto il potere del mondo”;
è come se il
diavolo dicesse: Gesù, Tu vuoi cambiare il corso della storia con la Croce? Non
funzionerà, il mondo ha dei problemi Tu devi risolverli. Che problemi risolve
una Croce? li aumenta, invece. Il mondo è già tutto una foresta di croci, una
vendemmia di sangue e di morte, cosa cambierà un crocifisso in più?

Adorami, invece; vale a
dire: prendi la mia logica e seguila. Prendi il potere, imponiti, cambia le leggi, occupa la società, solo così
risolverai i problemi.

Tu, Gesù, credi di
cambiare il mondo con l’amore? Sei un illuso. Vuoi avere gli uomini dalla tua
parte? assicura loro pane e potere e ti seguiranno. Fa così, e il mondo sarà
tuo.

Il diavolo propone un mercato, un mercimonio con l’uomo.
Esattamente il contrario di Dio che non fa mai mercato con i suoi doni. E
quanti hanno fatto come dice il Nemico, hanno venduto la loro dignità di uomini
o di donne in cambio di una poltrona, di denaro, di un’ora di celebrità!

Ma Gesù non vuole imporsi
sul mondo, non sa che farsene di un’umanità di schiavi sottomessi. Lui vuole
figli, gioiosi liberi e amanti. Per questo anziché impadronirsi dell’uomo, lo
libererà.

Ed ecco, conclude
il Vangelo: “angeli si avvicinarono e lo servivano.

Notiamo i due verbi: avvicinarsi e servire, azioni da
angeli.

Se in questa Quaresima ognuno di noi potesse
avvicinarsi a una persona, anche una soltanto, che ha bisogno, perché malata o
sola o povera, regalando un po’ di tempo e un po’ di cuore, allora per quella
persona tu saresti come un angelo del vangelo.

Il Signore manda
angeli anche nella mia casa: li manda a prendersi cura di me, sono i miei cari,
quelle persone buone che sanno inventare una nuova carezza, che hanno occhi di
luce, che ti sorreggono con le loro mani, instancabili e leggere, tutte le
volte che inciampi.

Per questa
Quaresima, allora, prendiamoci cura di una persona e vedremo il Vangelo farsi
vivo, vedremo angeli popolare i nostri deserti, sentiremo Isaia cantare la sua
bellissima speranza:

Illumina altri e ti illuminerai,

guarisci altri e guarirà la tua ferita.

Illumina altri e la tua luce sorgerà come un’estate di
sole.

 

Preghiera alla comunione

Non smettere di volermi bene, non smettere mai.

Ho sbagliato, sapevo che non era da fare,

l’ho fatto lo stesso, l’ho fatto apposta.

Non capisco cosa mi succede a volte, so che è
sbagliato,

Tu me l’hai detto e ridetto che è sbagliato

ma io lo faccio lo stesso non posso farne a meno

è più forte di me. Mi hai insegnato ad essere sincero,

chi è sincero è buono, dici sempre.

Mi hai insegnato di non avere paura di quello che sono,

a non nascondermi, ma ora ti prego vieni a cercarmi.

Trovami, non dirmi che non ti fidi più di me

e fammi tornare ad essere contento,

dimentica i miei errori e non ci saranno più,

non mandarmi via, non mandarmi dove Tu non ci sei,

non dirmi che non mi vuoi più qui con Te

e non andare via neppure Tu.

Rimani qui e guardami come quando mi vuoi bene,

Pensa che posso farcela e ce la farò

pensa che sono buono e lo sarò.

Io non so farti promesse,

Tu perdonami però, e vieni a cercarmi.

Eccoti, finalmente sei qui,

mi prendi tra le braccia,

tienimi così e dimmelo, dimmelo

che non smetterai di volermi bene  MAI.

(Salmo 51,  trascritto da G. Quarenghi).

 

 

Due parole finali come
impegno per questa quaresima: sobrietà e
solidarietà.

Sobrietà nei confronti delle nostre
voglie, dei mille desideri disordinati.

Solidarietà verso i fratelli,
avvicinarsi e prendersi cura di una persona..

p. Ermes Ronchi