4 Febbraio 2015

LA PROPRIA PERSONA SUL WEB (WEB REPUTATION)

Articolo di IN TERRIS    http://www.interris.it

(Di Luca La Mantia)

Spesso pensiamo che sedersi davanti a un monitor sia un’operazione privata,
destinata a essere condivisa solo con il destinatario di una mail o con
il lettore del sito che gestiamo o sul quale scriviamo. E’ la forma
mentis comune di chi ancora ragiona in termini di web 1.0, nel quale
contava solo la presenza in rete. Ma nell’era del 2.0 non è più così,
oggi tutta la nostra attività è monitorata e l’infosfera (cioè il
complesso di dati immessi da tutti gli utenti) è una risorsa comune, non
meno dell’aria che respiriamo. Così non stupisce quanto avvenuto tempo
fa a Bologna dove i gestori di un’osteria hanno deciso di portare in
tribunale una cliente che aveva espresso su internet giudizi poco
lusinghieri nei confronti del loro locale. Si è trattato di uno dei
primi casi in Italia in cui la reputazione digitale è diventata
argomento di discussione. Ma cos’è la web reputation e perché sta
diventando tanto importante? Non è altro che la somma di informazioni
pubblicate online e riguardanti un determinato soggetto, persona fisica,
azienda o istituzione.

Comprendere la portata e le novità introdotte da questo elemento non è semplice.
Per farlo bisogna citare alcune realtà in cui questo meccanismo mostra
tutte le sue potenzialità, come TripAdvisor. Si tratta di un portale che
consente alla clientela di hotel, ristoranti e locali di fornire una
valutazione sulla qualità del servizio ricevuto rilasciando vere e
proprie recensioni. Il contenuto di ogni commento sarà in grado di
influenzare la clientela potenziale. E’ quindi interesse di proprietari e
gestori monitorare costantemente il loro posizionamento su questo sito.
In tal modo potranno migliorare gli aspetti criticati, potenziare
quelli apprezzati e rispondere ai giudizi, per porgere scuse o segnalare
agli internauti commenti palesemente falsi o strumentali.

Un’altra piattaforma in cui la cura dell’immagine è
fondamentale è Ebay, uno dei primi portali in cui il concetto di web
reputation ha cominciato a farsi largo.
Chi lo utilizza per
concludere affari sa bene quanto sia importante l’elemento dei feedback,
cioè della valutazione data dagli utenti all’affidabilità di venditori e
compratori. Non spedire un oggetto o effettuare un pagamento errato o
in ritardo determina un giudizio negativo e questo può pregiudicare ogni
possibilità di concludere altre transazioni in futuro.

Ma è sui social network che la fama digitale assume caratteri ancor più decisivi.
Spesso si pensa a strumenti quali Facebook e Twitter come a spazi a
chiusura stagna, nei quali si possa liberamente pubblicare qualsiasi
tipo di contenuto. Tale atteggiamento può tuttavia rivelarsi
particolarmente dannoso. I sistemi di condivisione messi a disposizione
degli utenti consentono, infatti, di allargare il flusso comunicativo a
un numero indefinito di persone. Ne discende che interventi poco
opportuni (pubblicati magari al solo scopo di provocare reazioni a una
cerchia limitati di contatti) possano essere letti anche da sconosciuti.
Ogni interazione, infatti, partecipa alla creazione di quello che gli
esperti chiamano Social Footprint, che, come dice la parola stessa, è
una vera e propria orma lasciata dalla nostra presenza su queste
piattaforme. La scarsa attenzione nell’uso dei social media può, quindi,
determinare conseguenze spiacevoli e inattese anche in ambito
lavorativo. Secondo una rilevazione del 2012 di Adecco, leader mondiale
nella selezione di risorse umane, il 49% delle aziende italiane ricorre
al social recruiting, ossia usa i social media come strumento per la
ricerca di personale. Il 25% dei datori di lavoro, infatti, considera
questi strumenti un buon mezzo per verificare le qualità dei candidati,
mentre il 17% se ne avvale per accertare la veridicità dei curriculum.
Attività che, fra l’altro, non viene effettuata solamente tramite
piattaforme professionali in senso stretto, come Linkedin, ma anche
mediante Facebook, Twitter, Youtube e Google Plus, considerati più
attendibili proprio per la loro connotazione personalistica.

Se i social network sono gli spazi meglio deputati alla
costruzione della web reputation personale o aziendale i motori di
ricerca sono gli strumenti che consentono di effettuarne il
monitoraggio.
La fama digitale di una persona, infatti, non
dipende solo dai contenuti che pubblica ma anche dalla mole di notizie e
informazioni reperibili sul web e provenienti da altri. Si tratta di
fattori che presentano una più elevata componente di rischio proprio
perché non sono direttamente controllabili dagli interessati. Per questo
gli esperti consigliano di effettuare con frequenza un controllo della
propria reputazione online. Per farlo è sufficiente inserire nome e
cognome (o la denominazione aziendale) su Google. I risultati ottenuti
consentiranno di verificare se si è associati a fatti poco lusinghieri o
a notizie inesatte, in modo da poter tempestivamente intervenire.

Il miglior metodo per tutelare la propria web reputation consiste dunque nella prevenzione.
E’ quindi necessario adottare comportamenti più responsabili (specie se
si parla di social network) e controllare continuamente il proprio
posizionamento sul web. Logicamente la tematica non riguarda, per ora,
tutti. Ma l’abbattimento dei costi aziendali che il web consente sta già
comportando un progressivo trasferimento su internet delle attività
economiche. Questo renderà la reputazione online un valore
imprescindibile per chiunque.

Come spesso avviene le novità incutono timore. Ma la
web reputation non deve essere vista solo come un pericolo. Essa
costituisce, al contrario, una straordinaria opportunità di crescita.
Nell’era che viviamo, infatti, il brand societario e personale non può
prescindere da una costante presenza in rete. Internet è per certi versi
una realtà ancora difficilmente gestibile ma rappresenta pur sempre il
futuro. E in tempi di crisi nessuno può permettersi di rinunciare alle
prospettive che offre.

Di Luca La Mantia

da:

http://www.interris.it/2015/02/04/38865/posizione-in-primo-piano/primopiano/web-reputation-2.html