17 Ottobre 2014

IL LEONE CHE PARLA

« Se un leone potesse parlare, non lo capiremmo comunque. »
(Ludwig Wittgenstein)

1) Il leone “parla” già.
Egli filtra la realtà con le sue categorie cerebrali ed istintuali, attraverso una sua specifica visuale spazio-temporale assimilata dal DNA e dalle sue esperienze, anche se non comunica con le parole umane.

2) Il leone può comunicare con noi solo su una dimensione animale.
Anche se non pare abbia la capacità di immedesimarsi nella nostra dimensione sentimentale, condivide probabilmente alcuni aspetti di base della nostra visione della realtà e noi ne ignoriamo la gran parte degli agganci.

3) Anche se qualcuno di noi, per assurda ipotesi, dovesse diventare un leone, appena tornato uomo non potrebbe descrivere l’esperienza passata da leone, perché si ritrova con due piani di coscienza qualitativamente diversi.  

L’autocoscienza umana è ben altra cosa da quella animale.
Per avere una pallida idea di questa differenziazione, si potrebbe mettere in evidenza che gran parte di noi difficilmente ricorda coscientemente il primo anno della sua vita.