2 Ottobre 2014

GRAZIE DA ANDREA TOMASETTO

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Proponiamo una significativa testimonianza dello scrittore Andrea Tomasetto

(Andrea Tomasetto dal 2000 si occupa di comunicazione: prima come giornalista, poi come
regista di documentari. Prossima frontiera… i nuovi media digitali)

2 ottobre 2014

Caro padre Andrea Panont ocd,

sono un lettore di Zenit, e tutte le mattine il suo articolo – “Pillole per la cura dell’anima” – è uno di quelli che non manco di leggere, con grande (ma anche piccolo) godimento e beneficio spirituale…

Stamattina ho letto la sua riflessione sul linguaggio che spesso si usa nel mondo ecclesiale… fatto di paroloni, che già di per se “danno un messaggio” di lontananza già solo per la loro complicatezza, prima ancora che per ciò che dicono…

Mi è venuto in mente un episodio che mi è successo qualche anno fa. Io lavoro in una società di comunicazioni audiovisive nel mondo religioso; un paio di anni orsono ero a un convengo di consacrati, e facevo interviste a frati, suore e teologi.

Una delle domande era su come si potesse essere più efficaci per portare il messaggio evangelico a tutti, anche ai lontani. Ricordo ancora bene una risposta di un fine teologo della vita consacrata: “Noi uomini di Chiesa dobbiamo imparare ad usare un linguaggio comprensibile; dobbiamo uscire dal nostro ortus conclusus, dalla nostra turris eburnea”!
Quando uno si pesta i piedi da solo!

Grazie ancora per il suo lavoro, invece, di semina di piccoli germogli di Vangelo nei cuori delle persone.

Con stima,
Andrea Tomasetto