9 Settembre 2014

MEGLIO IN CARCERE

Libertà è il poter esprimere liberamente l’intima urgenza di amare, perfino chi non t’ama

Di Andrea Panont, O.C.D.

ROMA, 08 Settembre 2014 (Zenit.org) – Artemio mi racconta la sua avventura, prima, durante e dopo il carcere che ha sperimentato anni fa.

E’ stata dura trovarsi di punto in bianco schiaffato in carcere e per motivi, secondo lui, del tutto banali. Sentirti prelevato dalla tua casa, strappato da moglie e tre figli che, per il trambusto, nemmeno ho potuto salutare.

In sette pigiati in una stanzadove ognuno ignorava l’altro; peggio ancora, ognuno contro l’altro per i più stupidi motivi.

In quell’inferno, superata anche la tentazione del suicidio, coltivavo l’idea della fuga. La architettavo con Mirco che si rivelò amico-prezioso in quella sventura.

Dopo sette anni, arrivò per me, prima che per Mirco, il giorno sognato della libertà.  Fuori da quelle sbarre; fuori da quell’inferno.

Ero libero. Ero in libertà. Dovevo rendermene conto; e come meglio se non

Correndo verso casa sognavo abbracci e baci; festa una cena finalmente luminosa e calda assieme a mia moglie e i figli.

Libertà: incontro e vita con chi ti ama e che tu puoi riamare.

Ma a casa nessuno m’aspettava. Anzi, lessi da un foglietto rivelatore, nessuno mi voleva incontrare.

Carcere: rifiuto di amore da chi tu ami; impossibilità di riamare.

Occasione e spinta a tornare in carcere, dove almeno avevo assaggiato un minimo di libertà: l’amicizia vera con Mirco.

Libertà !?!… è il poter esprimere liberamente l’intima urgenza di amareperfino chi non t’ama.


p. Andrea