1 Settembre 2014

IL CRISTIANESIMO È ANCHE CULTURA

Il 28 agosto, memoria di s. Agostino, mi recai nel duomo di una cittadina per partecipare alla S. Messa. Il parroco, che conosco da qualche anno, aveva fatto una bella e calorosa omelia sulle virtù di s. Agostino, mettendo in evidenza l’aspetto culturale e la sua importanza nella storia della Chiesa.

Edificato da quella dotta e fluente omelia, al termine della messa, sperando di fargli cosa gradita, mi avvicinai al parroco donandogli un mio libro “Creati per creare” che tenevo casualmente appresso, frutto di anni di ricerca e pubblicato con le mie stesse risorse. Lui diede un furtivo sguardo alla copertina dicendomi “Non ho tempo di leggerlo”. Gli risposi che Agostino era vescovo, ma studiava continuamente, colloquiava con tutti e scriveva molto…

Con un po’ di amarezza nel cuore tornai a casa e mi misi a riflettere  su questa vicenda e mi ricordai che non era la prima volta che mi succedeva con altri parroci.
Confidai l’accaduto ad alcuni amici ed anche ad un dotto padre carmelitano, mio amico. Egli saggiamente mi rispose: “Va da chi ha fame…” facendomi intendere con questa semplice frase tante cose.

In seguito mi recai a Castelmonte e mi sfogai con un confessore, il quale mi ascoltò con interesse. Gli dissi che anche Gesù andava in Sinagoga e si istruiva e che i suoi ministri dovrebbero pensare anche all’aspetto culturale ed interpersonale del Cristianesimo, e non solo all’edificio della parrocchia.

Misi in evidenza che durante i primi secoli dalla nascita della Chiesa c’era un grande fermento culturale e che questo, purtroppo, ai giorni nostri è solo appannaggio di pochi appassionati della cultura e che spesso vengono emarginati…

Finita la confessione partecipai alla Santa Messa e, con mia grande sorpresa, il contenuto del Vangelo era proprio riferito al capitolo quarto di Luca in cui egli narra di Gesù che entrò, secondo il suo solito, nella sinagoga e si alzò a leggere proprio il rotolo del profeta Isaia.

Ho subito pensato che la cosa non poteva essere casuale…
Gesù davvero si recava spesso nella Sinagoga ed anche Lui, umanamente parlando, studiava e si nutriva della parola di Dio.

Penso che una delle cause principali della defezione di tanti cristiani sia proprio il fatto che in molte comunità parrocchiali ci si preoccupa troppo delle cose materiali, ma mancano i rapporti interpersonali ed un continuo dibattito costruttivo sugli orientamenti della cultura odierna.

Pier Angelo Piai